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Iniziativa popolare Rispetto per i diritti

Informazioni in lingua facile

Votazione cantonale dell’8 marzo 2026

Si vota su una proposta di legge chiamata:
“Rispetto per i diritti di chi lavora!
Combattiamo il dumping salariale!”
 

Questa pagina dà alcune informazioni
sulle votazioni cantonali del 8 marzo 2026. 

Alle votazioni cantonali si chiede di votare sì oppure no

Questa pagina spiega anche le opinioni

  • di chi invita a votare sì

  • di chi invita a votare no.

La proposta di legge è stata presentata
il 10 ottobre 2019, con 7’350 firme.
Ora le persone che vivono in Ticino
possono votare su questa proposta.

Questa nuova legge dice
che chi offre un posto di lavoro in Ticino
deve dare al Cantone diverse informazioni
sui contratti di lavoro.

Un contratto di lavoro è un documento
dove sono elencate le condizioni di lavoro di una persona.
Per esempio:

  • le cose che la persona deve fare;

  • gli orari in cui deve lavorare;

  • i giorni di vacanza previsti;

  • i soldi che riceverà dopo aver lavorato,

  • cioè lo stipendio.

Questa nuova legge dice che il Cantone deve avere
le informazioni scritte in tutti i contratti di lavoro
e deve controllare se sono rispettate.
Se il Cantone scopre qualcosa che non va, deve intervenire.

I contratti di lavoro devono rispettare
le regole della legge
e dei “contratti collettivi di lavoro”,
che si chiamano anche “contratti obbligatori”.

Un contratto collettivo di lavoro dice per esempio qual è lo stipendio minimo di chi lavora in un certo settore e questo vale per tutte le persone che lavorano in quel settore.

Facciamo un esempio:
Mario vuole lavorare come commesso in un negozio.
Il contratto collettivo di questo settore
dice che lo stipendio minimo è di 20 franchi l’ora.
Se il datore di lavoro propone a Mario uno stipendio di 15 franchi l’ora,
non rispetta le regole.
Il Cantone deve quindi intervenire e far rispettare le regole.

Questa nuova legge vuole anche creare un ufficio
che controlla se viene rispettata la legge
sulla parità tra donne e uomini.
La legge sulla parità tra donne e uomini dice che le donne e gli uomini
che fanno lo stesso lavoro devono guadagnare gli stessi soldi, senza differenze.

La nuova legge dice anche
quante persone servono per fare i controlli:

  • 1 controllore del lavoro ogni 5’000 persone che lavorano per controllare i contratti di lavoro;

  • 1 controllora del lavoro ogni 2’500 donne che lavorano per far rispettare la legge sulla parità tra uomini e donne.

La legge chiede al Cantone di pubblicare ogni anno un documento con informazioni sui contratti di lavoro e su quanto guadagnano le persone in Ticino.

Ci sono idee diverse su quante persone servono per raccogliere le informazioni sui contratti di lavoro e fare i controlli previsti dalla nuova legge.

Chi vota SÌ alla nuova legge dice che i costi saranno di 6 milioni di franchi ogni anno.

Chi vota NO alla nuova legge dice invece che i costi saranno di 18 milioni di franchi ogni anno, quindi il triplo.

Questi soldi servono solo per pagare le controllore e i controllori.
In più ci vogliono dei soldi per pagare gli uffici, i materiali, i computer e altre cose per lavorare.

Perché votare SÌ
a questa nuova legge

Nel mondo del lavoro in Ticino ci sono molti problemi gravi:

  • stipendi troppo bassi,

  • orari di lavoro troppo lunghi,

  • contratti falsi, che per esempio
    dicono che bisogna lavorare 20 ore la settimana,
    anche se poi la persona lavora 40 ore la settimana,

  • persone con più di 50 anni
    che vengono licenziate ingiustamente,

  • donne licenziate o punite
    dopo esser diventate mamme,

  • persone che fanno stage senza ricevere stipendio,

  • persone che ricevono contratti di lavoro brevi
    e non sanno se tra qualche mese avranno ancora un lavoro.

Nel mondo del lavoro in Ticino c’è un fenomeno
che si chiama “dumping salariale e sociale”.
Il “dumping” esiste quando certe situazioni
spingono gli stipendi a essere sempre più bassi.
Questo problema è diventato normale
e viene accettato da molti.
Chi vota SÌ a questa nuova legge
dice che il mondo del lavoro in Ticino è fuori controllo:
le leggi non sono rispettate
e ognuno fa quello che vuole.
Lo Stato non ha gli strumenti per fare rispettare
leggi, contratti e regolamenti.

Il mondo del lavoro è fuori controllo da almeno 20 anni.
Questo è iniziato quando sono stati tolti i controlli
sugli stipendi e sui contratti di lavoro dei frontalieri,
cioè i lavoratori che vengono dall’Italia.
I controlli sono stati tolti
a causa degli accordi tra Svizzera e Unione Europea.
Alcuni datori di lavoro sono riusciti:

  • ad abbassare gli stipendi,

  • a dare meno diritti.

Negli ultimi 15 anni, in Ticino, gli stipendi sono diminuiti
in circa 20 settori economici importanti.
Il Ticino ha gli stipendi più bassi della Svizzera.
Anche se i prezzi sono simili a quelli delle altre città e Cantoni,
negli altri Cantoni gli stipendi sono più alti del 20% o anche di più.

Facciamo un esempio:
se Mario fa il commesso in Ticino,
riceve 4000 franchi al mese di stipendio.
Se Mario fa il commesso in un altro Cantone,
come per esempio Zurigo,
riceve 4800 franchi al mese di stipendio.
Sono 800 franchi di differenza,
800 è il 20% dello stipendio di Mario.

Ecco un altro esempio sulle cose che non funzionano
nel mondo del lavoro in Ticino:
in Ticino circa 13’000 persone
lavorano in alberghi, ristoranti e bar.
In questo settore esiste un contratto collettivo di lavoro.
Ma c’è solo un controllore che controlla
se le regole sono rispettate in questo settore.
I controlli che sono stati fatti
fanno vedere che quasi 4 aziende su 10
non rispettano le regole del contratto collettivo.

Questa nuova legge
vuole combattere gli stipendi troppo bassi,
con un sistema di controlli che protegge davvero
la dignità e i diritti delle persone che lavorano.

Quando un contratto di lavoro viene firmato
o quando un contratto di lavoro finisce,
il datore di lavoro deve sempre dirlo al Cantone.
Deve anche dire le informazioni più importanti del contratto di lavoro.

In questo modo i controllori del lavoro possono:

  • scoprire stipendi troppo bassi o illegali,

  • trovare situazioni che non rispettano la legge o i contratti collettivi di lavoro,

  • fare controlli precisi,

  • evitare licenziamenti ingiusti e nascosti da false ragioni.

L’ufficio dei controllori del lavoro avrà più persone:
ci sarà 1 controllore ogni 5’000 persone che lavorano.
Questo permette di fare controlli regolari
e basati sul numero reale di lavoratori.
Inoltre, avere tanti controllori
permette di lavorare senza che la politica si mette in mezzo.

La nuova legge vuole creare
un gruppo speciale dell’ufficio dei controllori del lavoro.
In questo gruppo ci sarà 1 controllora ogni 2’500 donne che lavorano.
Queste controllore si occuperanno solo di casi come:

  • differenze ingiuste negli stipendi tra uomini e donne,

  • problemi sul lavoro per le donne che sono diventate mamme,

  • “molestie sessuali” nei luoghi di lavoro.
     

Una molestia sessuale è quando una persona
fa sentire una donna a disagio.
Una molestia sessuale è quando una donna
viene infastidita o spaventata con comportamenti indesiderati,
per esempio:

  • toccarla senza permesso,

  • fare dei commenti legati al fatto che è donna,

  • inviarle fotografie che lei non vuole ricevere,

  • seguirla in modo insistente.

In questo modo le controllore potranno controllare meglio
il rispetto della legge sulla parità tra uomini e donne.

Se i datori di lavoro sono obbligati
a inviare tutti i loro contratti di lavoro,
il Cantone può raccogliere
e pubblicare le informazioni :

  • sugli stipendi

  • sugli orari di lavoro

  • sulle condizioni di lavoro.

Queste informazioni saranno sempre aggiornate.
Queste informazioni aiutano a capire i problemi
e a intervenire in fretta contro il dumping salariale.

Per mettere in pratica questa nuova legge
servono circa 54 nuovi controllori.
Il costo è di circa 6 milioni di franchi all’anno.
Chi vota SÌ pensa che è una spesa giusta
per difendere i diritti di chi lavora
e fermare il dumping salariale e sociale
che da troppo tempo crea problemi in Ticino.
 

Perché votare NO
a questa nuova legge

Questa nuova legge parte da un’idea giusta,
ma chi vota NO pensa che non funziona come promesso.
Non dà nuove protezioni reali a chi lavora.
Anzi, crea molti nuovi controlli che costano molto
e non risolvono il problema degli stipendi troppo bassi.

La proposta vuole combattere gli stipendi bassi
soprattutto aumentando i controlli.
Ma il Ticino è già il Cantone dove si fanno più controlli:
nei settori che non hanno un contratto collettivo di lavoro,
circa 30 aziende su 100 vengono controllate ogni anno.
In Svizzera dicono che è giusto controllare
circa 5 aziende su 100 ogni anno.
Il Ticino, quindi, fa già molti controlli.

Aumentare il numero di controllori e controlli
non fa salire gli stipendi.
Fa solo aumentare i costi per lo Stato e per le aziende,
senza vantaggi per chi lavora.
Dal 2016 il numero di controllori è raddoppiato.
È stata anche creata una legge sullo stipendio minimo
che bisogna dare alle persone che lavorano in Ticino.
Negli anni sono stati controllati quasi tutti i lavoratori
che non hanno un contratto collettivo.
Anche il nuovo accordo firmato da Svizzera e Italia
aiuta a proteggere il nostro mercato del lavoro.

L’esperienza dimostra che è meglio fare controlli precisi,
e non controllare tutto in generale.
Oggi, chi lavora e nota qualcosa che non va
può già chiedere aiuto agli uffici del Cantone.

La nuova legge chiede di assumere 160 nuovi controllori
per raccogliere e controllare tutti i contratti di lavoro.
Solo per pagare questi controllori
ci vogliono 18 milioni di franchi,
ovvero il triplo di quello che dice chi propone questa nuova legge.
Questi soldi servono solo per gli stipendi dei controllori
e in più bisogna pagare gli uffici, i computer e altri materiali.

Il mercato del lavoro in Svizzera funziona
grazie alla collaborazione tra i Cantoni e le parti sociali
(come sindacati e datori di lavoro).
Nei settori senza contratto collettivo
c'è già un gruppo di lavoro che fa i controlli.
Questo gruppo di lavoro
si chiama “Commissione tripartita”.
Nei settori con contratti collettivi
ci sono già dei gruppi di lavoro che fanno i controlli.
Questi gruppi di lavoro si chiamano “Commissioni paritetiche”.
La proposta aggiunge un nuovo livello di controllo
che renderà più deboli queste commissioni.

La nuova legge obbliga tutte le aziende
a inviare informazioni su:

  • ogni nuovo contratto di lavoro,

  • ogni fine di un contratto.

Inoltre, le aziende devono mandare ogni anno
aggiornamenti su tutti i loro lavoratori.
Questo crea molto lavoro in più per le aziende.
Le aziende che faranno più fatica
saranno quelle piccole e medie,
che già hanno problemi legati ai costi
e alle tante altre aziende che fanno concorrenza.
Con la nuova legge il Ticino sarà meno interessante per chi vuole aprire un’azienda.

Il Ticino ha già molte informazioni sul mercato del lavoro
grazie ai dati raccolti dalla Svizzera e dal Cantone.
Nel 2024, una ricerca ufficiale ha studiato
più di 90mila contratti di lavoro in Ticino.
Creare un registro con tutti i contratti
costa di più e aumenta i rischi.
Se qualcuno riesce ad accedere al registro, infatti,
può scoprire tutto di qualunque lavoratore in Ticino:

  • cosa fa;

  • dove lavora;

  • quanto guadagna.

Inoltre, questa nuova legge non porta veri vantaggi
nella lotta contro chi non rispetta le regole.

Tutti sono d’accordo sul fatto che uomini e donne
devono avere gli stessi stipendi per lo stesso lavoro.
Il Cantone usa già strumenti utili,
come premi economici e regole valide per tutte le aziende.
La proposta invece crea solo più lavoro di ufficio
ma non aumenta gli stipendi e non dà più protezione alle donne.

Il Ticino fa più controlli degli altri cantoni.
Aggiungere nuove regole vuol dire creare ancora più lavoro alle aziende
e può mettere in pericolo alcuni posti di lavoro nel nostro Cantone.

Il Parlamento e il Governo dicono
di votare NO a questa nuova legge.