Contesto
Le economie domestiche pagano oggi un canone radiotelevisivo di 335 franchi all’anno. Anche le imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto pagano un canone, se la loro cifra d’affari è pari o superiore a 500 000 franchi; l’importo è stabilito in base alla cifra d’affari. Con il canone è finanziato principalmente il mandato di servizio pubblico della Società svizzera di radiotelevisione (SSR). A seguito dell’iniziativa« 200 franchi bastano! (Iniziativa SSR) », il Consiglio federale ha constatato la necessità di agire e ha elaborato un controprogetto che prevede una riduzione progressiva a 300 franchi del canone delle economie domestiche entro il 2029 e uno sgravio anche per le imprese: dal 2027 continuerà a pagare il canone solo circa il 20 per cento delle imprese assoggettate all’imposta sul valore aggiunto. La SSR deve dunque risparmiare e proporre un’offerta ridotta, ma comunque di buona qualità. In talmodo i media privati avranno più margine d’azione.
L'iniziativa
L’iniziativa intende ridurre i mezzi a disposizione della SSR in misura maggiore rispetto a quanto proposto dal Consiglio federale. La SSR dovrebbe limitarsi a fornire « un servizio indispensabile alla collettività ». L’iniziativa prevede di ridurre il canone per le economie domestiche a 200 franchi all’anno e di esentare tutte le imprese dall’obbligo di pagarlo. L’iniziativa concerne esclusivamente la SSR; le radio locali e le televisioni regionali che ricevono fondi provenienti dalla riscossione del canone radiotelevisivo non ne sono toccate.