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ChatGPT e simili nell’Amministrazione cantonale: direttive di utilizzo

Pubblicata la versione semplificata

29 gennaio 2026

Gli strumenti di intelligenza artificiale stanno rivoluzionando il nostro modo di lavorare. Accanto alle loro indiscusse potenzialità, in continua evoluzione, questi strumenti portano tuttavia con sé diversi aspetti potenzialmente problematici – a cominciare dalla qualità dei risultati prodotti, che varia in modo sensibile a seconda dei compiti richiesti, imponendo perciò un costante lavoro di verifica da parte di chi li utilizza.

Si tratta di una sfida enorme anche per le pubbliche amministrazioni. Occorre sempre tenere presente che i generatori di contenuti basati sull'IA sono per lo più soluzioni commerciali, il che comporta possibili conflitti con i principi e gli obiettivi delle pubbliche amministrazioni soprattutto per quanto riguarda aspetti come la riservatezza dei dati e la protezione della sfera privata e del segreto d'ufficio.

Date queste premesse, nel 2024 l’Amministrazione cantonale si è dotata delle «Direttive sull'utilizzo di ChatGPT e strumenti simili nell'Amministrazione cantonale», che regolano l'uso di questi nuovi dispositivi per il personale dell'Amministrazione cantonale.

Le Direttive stabiliscono che le collaboratrici e i collaboratori possono utilizzare ChatGPT e altri software simili nel proprio lavoro quotidiano, purché vengano rispettati alcuni principi basilari che riguardano in particolare i dati immessi nell'applicativo (la parte di «input») e le verifiche sui risultati ottenuti (la parte di «output»).

Per rendere più facilmente fruibili questi principi basilari è stata anche creata una versione semplificata del documento, consultabile qui

Direttive sull'intelligenza artificiale (IA)
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