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Avvisi di pericolo d'incendio di boschi e di divieto di accendere fuochi
all'aperto
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Nei primi mesi
dell’anno e, saltuariamente, anche in altri periodi, è frequente ascoltare alla
RTSI, in coda al bollettino delle previsioni del tempo, l’annuncio “Al sud delle
Alpi vi è pericolo d’incendio di boschi, è pertanto vietato accender fuochi
all’aperto”. Alla televisione l’annuncio è accompagnato da un’immagine di fiamme
o di un bosco bruciato. Si tratta dell’avviso per informare la popolazione che,
a seguito della situazione di siccità presente al Sud delle Alpi e della
conseguente estrema infiammabilità della vegetazione, sia allo stato verde che
secco, esiste un elevato pericolo d’incendi di boschi e pascoli ed è quindi
vietato accender fuochi all’aperto.
Da un punto di vista legislativo, l'avviso di pericolo e l'attivazione del
divieto di accendere fuochi all'aperto si basa sull’art. 4 lett. b della Legge
sull’organizzazione della lotta contro gli incendi, gli inquinamenti e i danni
della natura del 5 febbraio 1996 e sull’art. 4 del Regolamento
sull’organizzazione della lotta contro gli incendi, gli inquinamenti ed i danni
della natura del 7 aprile 1998. Da un punto di vista operativo, esso è il
risultato della collaborazione tra Meteo Svizzera e il Servizio forestale.
Durante l'anno il previsore di turno di Meteo Svizzera e l'ing. forestale
responsabile si scambiano regolarmente informazioni sul tempo e sullo stato dei
boschi, soprattutto nei mesi dove statisticamente gli incendi di bosco sono più
probabili e nei casi di periodi prolungati poveri di precipitazione.
Il meteorologo di turno mette a disposizione i dati meteorologici dei giorni
precedenti e, in base a questi dati, la Sezione Forestale valuta
l'infiammabilità della vegetazione sull'intero territorio cantonale. Da un punto
di vista meteorologico, i dati più significativi sono i giorni di vento, i
quantitativi di pioggia caduti e la loro distribuzione sul territorio cantonale.
In generale il grado d’infiammabilità del combustibile dipende principalmente
dall’assenza di precipitazioni, mentre il pericolo di propagazione del fuoco è
soprattutto dovuto alla presenza di vento.
Da notare che i dati meteorologici sono dati misurati e quindi oggettivi, mentre
le informazioni raccolte dal Servizio forestale si basano sull’esperienza, e
possono essere molto diverse a dipendenza della regione del Cantone nella quale
sono rilevate. Per questo motivo vengono in seguito valutate e mediate dall'ing.
forestale responsabile, prima della discussione con Meteo Svizzera.
Se dalla discussione risulta per la giornata in questione una situazione di
pericolo d'incendio, la decisione di emanare l'avviso di pericolo e di divieto
di accendere fuochi all'aperto dipende dalle previsioni di Meteo Svizzera per i
giorni successivi. In caso di tempo favorevole agli incendi, la Sezione
Forestale decide di attivare l'avviso. Meteo Svizzera aggiunge allora tale
avviso in coda ai bollettini regolarmente annunciati alla RTSI. Con l’arrivo di
precipitazioni rilevanti, la revoca dell'avviso segue la medesima procedura.
L’inizio e la fine del divieto, così come eventuali situazioni di pericolo
particolarmente elevato, vengono anche comunicate direttamente ai Corpi pompieri
di cat. A.
Da notare che l'avviso di pericolo e divieto proibisce anche i fuochi all'aperto
autorizzati per bruciare scarti vegetali, così come i fuochi d'artificio, i falò
commemorativi e i tiri militari.
Gli avvisi di pericolo e divieto emanati nel Cantone Ticino vengono trasmessi
anche al Servizio Forestale delle valli del Grigioni Italiano, che provvede a
informare la popolazione in base alle proprie procedure.
Gli avvisi vengono trasmessi in modo sistematico, con le modalità citate, dal
1978. In 28 anni l'avviso è stato trasmesso durante 1859 giorni con una media di
66 giorni all'anno.
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Grafico 1
ll grafico 1 mostra come sono ripartiti i giorni con pericolo durante l’anno con
il massimo nei mesi da novembre ad aprile. Il grafico 2 mostra l’andamento
annuale dal 1978 dove spiccano le annate di grande pericolo e di grandi incendi
del 1989 – 1990, 1997 e 2003, anno caratterizzato dal lungo periodo di pericolo
nei mesi estivi.
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Grafico 2
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