Amianto in greco significa immacolato,
incorruttibile. Talora il termine amianto è sostituito con asbesto
che in greco è l'equivalente di perpetuo, inestinguibile.
Questi termini racchiudono le qualità di un materiale che per le
sue specifiche caratteristiche è stato utilizzato nel corso della
storia nel modo più disparato.
La resistenza al fuoco, all'abrasione, agli
agenti chimici e biologici, la capacità isolante e la flessibilità
hanno permesso che questo minerale a struttura fibrosa fosse
utilizzato in oltre 3000 prodotti di diversa natura e presenti sul
mercato nei decenni passati (edilizia e industria tessile in
particolare).
L'amianto è distinto in due tipologie di
minerale il serpentino e l'anfibolo, questo ultimo si
distingue in sottotipi a seconda delle caratteristiche, della
provenienza e dell'aspetto visivo (colore) delle fibre.
Amianti di serpentino (silicati di magnesio):
CRISOTILO (asbesto bianco)
Amianti di anfibolo (silicati di calcio,
ferro, magnesio, sodio):
CROCIDOLITE (asbesto blu)
AMOSITE (asbesto bruno)
ACTINOLITE
TREMOLITE
ANTOFILLITE
Questi minerali, a differenza di altre fibre
naturali e artificiali, sono caratterizzati dalla tendenza delle
fibre a dividersi longitudinalmente in un numero altissimo di
fibrille con diametro sempre più piccolo fino ad essere
assolutamente invisibili ad occhio nudo e facilmente
"respirabili". Per dare un'idea dell'estrema finezza delle
stesse basti pensare che in un centimetro lineare si possono affiancare
250 capelli umani, 1'300 fibre di nylon o 335'000 fibre di amianto.
Le dimensioni considerevolmente piccole delle
fibre facilitano la penetrazione nell'organismo umano, causando
malattie che possono essere molto gravi.