Risposta a Interrogazione  
     
numero r199.02    
numero della risoluzione 4182    
data della risoluzione

21 settembre 2004

   
Interrogazione presentata da Rodolfo Pantani
documenti correlati interrogazione    
       
       

Preventivato cambio destinazione capannone con copertura di "eternit"

Signor deputato,

con interrogazione del 14 novembre 2002 lei pone alcune domande relative alla pericolosità per la salute della popolazione di un manufatto coperto di lastre di fibrocemento (eternit) per il quale è stato progettato un cambiamento di destinazione trasformando un capannone in struttura espositiva.

A tal proposito, prima di entrare nel merito delle sue domande e dopo accurate verifiche, osserviamo quanto segue.

In generale

Occorre fare una distinzione tra "amianto debolmente agglomerato (amianto DA)" e "amianto fortemente agglomerato".

Nell'amianto fortemente agglomerato, le fibre d'amianto sono saldamente agglomerate per mezzo di un legante. Ciò vale ad esempio per i rivestimenti di facciate, le condotte di aerazione, i manufatti stampati o le lastre ondulate (tipo eternit). Detti materiali a base d'amianto, se non sono danneggiati meccanicamente (per es. durante la fresatura o la frantumazione) oppure se non hanno subito col tempo una disgregazione dovuta agli agenti atmosferici, non vanno rimossi prima della loro normale sostituzione. Infatti, l'elemento pericoloso dell'amianto è la polvere fine, che può fissarsi nei polmoni. Di per sé il minerale non è tossico. Diventa pericoloso solo in caso di lavori di demolizione, rinnovamento e smontaggio. Qui occorre allora la massima prudenza, rispettando i principi della sicurezza sul lavoro, in particolare evitando di danneggiare i manufatti durante lo smontaggio, di frantumarli o di romperli buttandoli a terra. Se non fosse possibile evitare la produzione di polveri, sarà necessario (far) portare maschere con filtro antipolvere (classe P2) e rispettare alcune norme igieniche (si veda al proposito le pubblicazioni della Suva "Amianto e altri materiali fibrosi. Rischi per la salute e misure di protezione" e "Rimozione e pulizia di lastre in fibrocemento"). Per quanto concerne l’eliminazione successiva del materiale rimosso, lo stesso andrà consegnato in una discarica per inerti che provvederà a smaltirlo, fatturando il servizio.

Per quanto riguarda invece l’amianto debolmente agglomerato (DA), in particolare per l'asportazione di rivestimenti di pareti e pavimenti e di pannelli leggeri contenenti amianto, nei lavori d'eliminazione di amianto floccato e di materiali isolanti a base d'amianto si liberano fibre finissime respirabili.

Secondo la direttiva 6503 (ed. 2000) della Commissione federale di coordinamento per la Sicurezza sul Lavoro (CFSL), i lavori di risanamento dell'amianto debolmente agglomerato devono quindi essere eseguiti da operai di ditte specializzate utilizzando apparecchi di protezione delle vie respiratorie e tute di protezione. Le appendici contenute nella stessa direttiva, in particolare 1, 3 e 4, aiutano i proprietari ad accertare i rischi potenziali negli edifici e consentono loro di valutare la necessità di un risanamento, attraverso uno schema delle misure da prendere.

Oltre all'amianto floccato, questo vale anche per le isolazioni di costruzioni in acciaio, canali di ventilazione, coperture in lamiera, telai fissi per porte, paratie o barriere antincendio nonché cordoni isolanti, trecce, cuscini d'amianto, cartoni d'amianto, paratie o barriere in lastre contenenti amianto nonché in generale per prodotti in amianto aventi un peso specifico inferiore a 1000 kg/m3.

Tutti i lavori di bonifica di amianto debolmente agglomerato (DA) vanno notificati alla Suva prima del loro inizio. Inoltre i rifiuti contenenti amianto devono essere contrassegnati conformemente alle prescrizioni ed eliminati secondo le disposizioni cantonali in vigore.

Le spese di analisi, bonifica o rimozione di manufatti o oggetti contenenti amianto sono a carico del proprietario.

Nel caso specifico

Un capannone con copertura di fibrocemento in eternit, anche se fosse trasformato in officina della cultura, non va considerato un manufatto altamente pericoloso per la salute della popolazione, purché la copertura sia in buono stato e non venga manipolata in modo errato durante lo smontaggio eventuale.

A queste condizioni, non mette in pericolo la salute dei visitatori della struttura e nemmeno quella delle persone esterne.

Ci risulta che il Municipio di Chiasso rispondendo, all’inizio del 2003, alle sue domande relative al possibile pericolo che dovesse derivare dal cambiamento di destinazione del capannone, aveva già assicurato che in tal caso si sarebbe proceduto a regola d’arte, "secondo i metodi adottati recentemente per smontare le coperture, pure in eternit, dei box e della tettoia presenti sui medesimi spazi."

Pertanto alle sue domande rispondiamo come segue:

Domanda 1

Nel caso sia concesso il cambio di destinazione per il fabbricato in questione, quali procedure adotterà il Consiglio di Stato per bloccare questa operazione che mette in serio pericolo la salute pubblica?

In caso di cambiamento di destinazione, se i lavori debitamente autorizzati dal Municipio vengono effettuati nel rispetto delle norme di sicurezza, non vi sono motivi per bloccarli. Per cui il Consiglio di Stato non intendeva e non intende in futuro bloccare i progetti del Municipio relativi a questa struttura o ad altre strutture con lo stesso tipo di copertura, ritenuto che la salute della popolazione non viene messa in pericolo, quando sono rispettate le norme di sicurezza emanate dalla Suva.

Domanda 2

Quali sono le istanze affinché anche un semplice cittadino si possa opporre a una simile intenzione?

Per motivi giustificati (per es. messa in pericolo della salute della popolazione) è sempre possibile per ogni cittadino impugnare l’arma del ricorso contro la decisione che dovesse provocare seri disagi alla popolazione. L’istanza alla quale rivolgersi dipende ovviamente da chi autorizza o prende la decisione incriminata e dal tipo di tematica affrontata.

L’autorità politica superiore o il tribunale è abitualmente l’istanza di ricorso più adatta.

Voglia gradire, signor deputato, i migliori saluti.

PER IL CONSIGLIO DI STATO
Il Presidente:Il Cancelliere:
G. Gendotti G. Gianella