Secondo il CSI Ticino-Lombardia-Piemonte, il
Governo del Canton Ticino avrebbe bocciato il progetto presentato dalla Camera
di commercio di Varese, dalle Amministrazioni provinciali di Como e Varese, dai
sindacati italiani CGIL CISL UIL delle zone di frontiera e dai sindacati USS
Ticino e OCST.
L'affermazione è destituita di qualsiasi
fondamento, per le seguenti ragioni:
- le decisioni in merito ai progetti del Programma Interreg
IIIA Italia-Svizzera non competono in alcun modo al Governo cantonale né ad
alcuno dei suoi Dipartimenti, ma al Comitato di programmazione del
programma Interreg, composto da 8 membri in rappresentanza delle
Amministrazioni seguenti: Regione Lombardia, Regione Piemonte, Regione
autonoma Valle d'Aosta, Provincia autonoma di Bolzano, Confederazione
svizzera, Cantone dei Grigioni, Cantone Vallese e Cantone Ticino;
- il regolamento interno del Comitato prevede che le
decisioni favorevoli ai progetti siano prese "per consenso"; occorre cioè il
consenso unanime dei membri;
- sul progetto in questione, il rappresentante del Canton
Ticino aveva espresso parere favorevole e quindi votato affermativamente;
- il DFE respinge pertanto fermamente l'accusa formulata dal
CSI circa un presunto "atteggiamento di chiusura da parte delle istituzioni
del Canton Ticino". Oltre all'appoggio dato al progetto in questione, il
Ticino partecipa infatti a 114 progetti Interreg III con la Lombardia e il
Piemonte; tutti i Cantoni svizzeri (Ticino compreso) partecipano a circa 400
progetti. Il Ticino da solo realizza quindi il 25% dei progetti di
collaborazione transfrontaliera portati avanti da parte svizzera. Alla luce di
quanto precede, il richiamo del CSI "al rispetto degli impegni assunti con
l'Europa" è del tutto fuori luogo;
- circa la sollecitazione a "dimostrare con i fatti di avere
la volontà di contribuire a regolare il mercato del lavoro attraverso
strumenti atti a tutelare i lavoratori e di conseguenza la stessa economia e
la popolazione del territorio transfrontaliero", oltre al riferimento
all'appoggio dato al progetto in questione, il DFE ricorda che il Canton
Ticino ha attivato un sistema di monitoraggio incentrato sulla Commissione
tripartita, sull'Osservatorio del mercato del lavoro, su una piattaforma
informatica e su un'unità amministrativa di coordinamento, proprio in
considerazione della rilevanza dei cambiamenti legati agli accordi bilaterali;
- il DFE stigmatizza infine l'agire del CSI, che ha diffuso
il comunicato stampa lunedì 22 novembre senza nemmeno attendere che la
consigliera di Stato Marina Masoni potesse rispondere alla lettera del CSI di
Varese pervenuta al DFE venerdì 19 novembre. Questi metodi sono in palese
contrasto con l'ottimo spirito di collaborazione italo-svizzera che
caratterizza il lavoro nell'ambito del programma Interreg III.