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Esposizione
L'esposizione permanente si trova al primo piano della Palazzina delle
scienze e occupa una superficie
di 1100 m2. Nell'auditorio vengono solitamente ospitate le
mostre temporanee.
In una veste moderna e completamente rinnovata, l'esposizione permanente
vuole trasmettere al pubblico un'immagine aggiornata del paesaggio
naturale ticinese. Il Museo non va infatti considerato come un luogo
iniziatico da visitare una volta per tutte, ma piuttosto uno strumento
da usare, un luogo familiare dove recarsi tutte le volte che occorre.
Ambienti
Grandi ricostruzioni di ambiente
(diorami) presentano le piante e gli animali degli ambienti più
significativi del Ticino.
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Faggeta |
Tra molti
altri animali, nel bosco montano di faggio e abete rosso i
visitatori possono osservare da vicino il cervo, il capriolo e lo
scoiattolo, così come alcune russole, appetite dagli ungulati. |
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Castagneto |
In uno
scorcio di castagneto appaiono la volpe, la donnola, il saettone e i
tanto ricercati porcini. |
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Incolto |
Nel buio
soffuso di un rustico fatiscente, l'occhio attento scopre l'uno dopo
l'altro gli ospiti notturni: il barbagianni, la civetta e lo
scorpione; e nella zona ruderale circostante: il codirosso, il
torcicollo, alcune vanesse e qualche mazza di tamburo. |
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Siepe |
Lungo il
viottolo di campagna che separa un campo di mais da una siepe
naturale, ecco il cinghiale, ma anche il toporagno, il coniglio
selvatico e l'upupa. |
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Zona
alpina |
Insieme con
stambecchi, camosci e marmotte, l'aquila reale domina austera su uno
sperone di roccia, mentre poco più in basso troneggiano alcune
magnifiche spugnole. |
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Zona
umida |
Lungo una
riva lacustre, ispirata alle Bolle di Magadino, troviamo i numerosi
uccelli caratteristici di questa zona protetta: il grande airone
cenerino, il martin pescatore, la moretta, la marzaiola e
l'alzavola. Non vi mancano rettili e anfibi, mentre il luccio è
all'agguato nel canneto. |
Estinti
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Una grande
vetrina espone gli animali scomparsi dal Cantone nel corso degli
ultimi secoli: il gallo cedrone, la testuggine palustre, l'orso
bruno, la lontra, il lupo, la lince e il gipeto. Per gli ultimi tre
la possibilità di una riapparizione in Ticino non è però oggi del
tutto esclusa. |
Funghi
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Undici
vetrine sono dedicate ai funghi. Ne illustrano la biologia, le
differenze morfologiche, i modi e gli ambienti di vita, i periodi
di crescita e il loro rapporto con gli animali. Alcune vetrine
sono dedicate ai funghi commestibili, velenosi e indifferenti,
un’altra ai funghi rari e un’altra ancora illustra la diversità di
forme e colori.
Nella vetrina dedicata a "Novità e curiosità" sono esposti
attualmente campioni di licheni della collezione didattica (Dr.
Alberto Spinelli & "Gruppo licheni TI"). |
Minerali
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L'esposizione dedicata ai minerali comprende 13 vetrine che
illustrano le località di maggiore interesse del Cantone. A queste
si aggiungono una vetrina dedicata agli esemplari di quarzo di
grandi dimensioni e una dedicata ai quarzi aghiformi della Val
Bedretto. Alcune vetrine sono pure destinate a ospitare i campioni
prestati dai soci delle società mineralogiche cantonali, le quali
hanno l'opportunità di esporre temporaneamente (per circa 6 mesi)
i loro reperti al Museo. |
Rocce
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Alcune
vetrine sono dedicate alle rocce del Ticino, alla loro genesi e al
loro impiego in campo industriale e artigianale (rocce utili). Un
modello tridimensionale illustra inoltre la struttura geologica
del Ticino in scala 1:50'000. |
Fossili
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L'esposizione dedicata ai fossili del Ticino ripercorre la storia
della vita sul territorio del cantone, affrontandola in
progressione cronologica. Esordisce con i fossili più antichi,
rappresentati dai vegetali del periodo Carbonifero (felci arboree,
equiseti e licopodi), testimonianti una flora lussureggiante
legata ad un clima caldo umido. L'attenzione si focalizza poi sul
periodo Triassico con le testimonianze della progressiva
sommersione della terraferma da parte dell'Oceano Tetide e della
formazione di piattaforme carbonatiche simili a quelle delle
attuali Bahamas (fossili del Monte San Salvatore e del Monte
Caslano). La parte centrale dell'esposizione è dedicata ai fossili
triassici del Monte San Giorgio. Tra gli invertebrati spiccano i
molluschi con le ammoniti e le daonelle, decisivi nella datazione
relativa del giacimento. I vertebrati comprendono invece le decine
di specie di pesci e di rettili, prevalentemente marini,
provenienti dai cinque livelli fossiliferi del giacimento.
I successivi periodi Giurassico e Cretacico sono testimoniati da
reperti provenienti dalle regioni del Monte Generoso e di
Arzo-Besazio. Una situazione paleogeografica ben differente
rispetto alla precedente, articolata in bacini profondi
contrapposti a dorsali di acqua bassa, si riflette in associazioni
di fossili coeve ma chiaramente adattate ad ambienti diversi. Gli
ultimi settori espositivi si riferiscono alla più recente
ingressione marina sul territorio del cantone (fossili del
Pliocene di Balerna-Novazzano), ed ai reperti quaternari di grotta
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Tracce
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Una sezione è infine dedicata alle tracce: dalle galle degli
insetti alle rosure dei piccoli roditori, dalle borre dei rapaci
alle impronte della selvaggina, dalle spoglie dei rettili ai nidi
di uccelli e mammiferi. Tutte ci insegnano a riconoscere in natura
i segni lasciati da piccoli e grandi animali. |
Vespe e Api
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Una grande vetrina è dedicata agli imenotteri sociali. Qui sono
esposti i nidi, alcuni di notevoli dimensioni, di api, vespe e
bombi, oltre a degli esemplari e disegni di questi insetti. Viene
inoltre illustrato il loro ciclo vitale. |
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