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Piano cantonale degli interventi 2010 con Raccomandazioni 2011-2014

Piano cantonale interventi 2005-2008

Tossicomanie e dipendenze

 

Piano cantonale degli interventi nel campo delle tossicomanie 2005-2008

Piano cantonale degli interventi
Prevenzione
Terapia
Riduzione del danno
Repressione



Piano cantonale degli interventi

Il Consiglio di Stato ha approvato il 7 marzo 2006 il Piano cantonale degli interventi elaborato dal Gruppo di esperti in materia di tossicomanie. Il Documento è stato trasmesso al Gran Consiglio per una discussione generale. La Commissione sanitaria ha sottoscritto il Rapporto commissionale il 6 marzo 2008:
Rapporto del 6 marzo 2008
e la discussione in Parlamento ha avuto luogo nella sessione del 14 aprile 2008:
Estratto della discussione in Gran Consiglio del 14 aprile 2008.

Il Piano fissa le linee generali di sviluppo della politica del Cantone nel settore delle tossicomanie per il quadriennio 2005-2008, con riferimento alla politica nazionale dei quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione del danno e repressione.
L’auspicio che emerge da questo documento è quello che si possa passare in modo graduale da una politica centrata sulle sostanze illegali a una politica delle sostanze psicoattive e delle dipendenze in generale.

file pdf (697 Kb) Piano cantonale degli interventi in materia di tossicomanie 2005-2008


Prevenzione

La prevenzione delle dipendenze ha lo scopo di:

  • dissuadere le persone, e soprattutto i bambini e i giovani, dal consumo di sostanze che generano dipendenza;
  • prevenire i problemi per l’individuo e per la comunità legati al consumo di queste sostanze;
  • prevenire il passaggio dal consumo all’abuso e dall’abuso alla dipendenza.

La singola sostanza in sé è sempre meno al centro dell’attività di prevenzione mentre ci si indirizza
sempre di più sul triangolo “persona - ambiente - sostanze”. L’OMS raccomanda di considerare il
consumo di droga come un comportamento a rischio e non ancora come un problema medico e una
patologia.
La prevenzione delle dipendenze ha l'obiettivo di agire sui fattori che possono portare a
comportamenti a rischio, suscettibili di trasformarsi nel tempo e, sotto l'influsso di predisposizioni
individuali e di meccanismi sociali, in una forma di dipendenza. Suo compito è quindi quello di
influire sulle possibili cause ambientali, culturali, personali e comportamentali.

inizio

Raccomandazioni

Il Consiglio di Stato intende:

  • fare in modo che la prevenzione e la promozione della salute diventino parte integrante del quotidiano; preparare programmi pluriennali riferiti ai giovani e, segnatamente, alla scuola, al mondo professionale, alla famiglia e al tempo libero;
  • promuovere e valorizzare le risorse personali e sociali che consentono all’individuo di affrontare la vita, senza far ricorso a sostanze; sviluppare nel contempo programmi adeguati di informazione sulle sostanze; diffondere materiali che facilitino il coinvolgimento diretto delle
    persone (Siti, CD, opuscoli, ecc.);
  • rafforzare l’intervento precoce sulle situazioni a rischio in tutti i contesti in cui i giovani vivono; stabilire alleanze tra le persone e i servizi che a diversi livelli sono in grado di aiutare e sostenere giovani, docenti, medici scolastici, animatori del tempo libero, docenti e famiglie, nel gestire i diversi problemi;
  • avviare e sostenere progetti istituzionali atti a rispondere al bisogno di adolescenti in crisi, in modo tale che al disagio della persona e della sua famiglia, non si aggiunga anche il problema del consumo abusivo di sostanze psicoattive;
  • promuovere una cultura della valutazione degli interventi, con l’obiettivo di sostenere unicamente quelli che hanno dato prova di maggiore efficacia;
  • sviluppare ulteriormente l’attività del Forum per la promozione della salute a scuola, con l’obiettivo di creare una cultura comune nel campo della prevenzione fra i diversi enti che intervengono nella scuola (www.ti.ch/forumsalutescuola).

Inoltre:

  • concepire, compatibilmente con le indicazioni della Confederazione, un piano cantonale dell’alcol in cui si fissino gli elementi centrali della politica riguardante la protezione della gioventù in questo settore (pubblicità, orari di vendita, limiti di età, ecc.);
  • sostenere il principio del divieto di fumare in luoghi chiusi, pubblici o accessibili al pubblico, e sostenere una progressiva regolamentazione sul posto di lavoro.

inizio


Terapia

Molteplici sono le cause delle dipendenze e molteplici i percorsi terapeutici verso l’autonomia. Non esiste un percorso universalmente valido, non esiste alcuna terapia di prima scelta. Il percorso terapeutico evolve in genere di pari passo con l’evoluzione e la durata della tossicodipendenza.
Tenuto conto dell’offerta terapeutica attuale, della situazione che caratterizza il momento della scelta di un’opzione terapeutica piuttosto che di un’altra, dell’esigenza di assicurare un intervento con buone possibilità di successo che sia nel contempo finanziariamente efficiente, il momento della diagnosi iniziale appare quanto mai opportuno e necessario.
Già nel precedente PCI si era posto l’accento su questo aspetto e si osserva che, a tutt’oggi, progressi decisivi in tal senso non sono ancora stati fatti. Ciò è attribuibile a diversi fattori: l’incompleta evoluzione delle Antenne verso servizi socio-sanitari, la lentezza del processo di implementazione del
nuovo sistema di finanziamento sulla base dei profili istituzionali e, non da ultimo, le ristrettezze finanziarie.
Il progetto AMTiTox ha il compito specifico di accelerare questo processo consentendo una maggiore integrazione operativa tra gli attori del terreno (medici, farmacisti, operatori delle Antenne, centri terapeutici, OSC) e assegnando alle Antenne compiti necessari per poter diventare centri di competenza regionale per le tossicodipendenze.

inizio

Raccomandazioni

Il Consiglio di Stato intende:

  • garantire a ogni persona tossicodipendente l’accesso a cure di qualità, conformi alle attuali conoscenze scientifiche, indipendentemente dalla situazione socio-economica o da altri fattori;
  • istituire presso le Antenne un centro di competenza interdisciplinare per le tossicodipendenze in grado di assicurare, oltre alle prestazioni tradizionali delle Antenne (accoglienza e consulenza, lavoro di prossimità), la prescrizione e la gestione di terapie sostitutive e/o di psicofarmaci per persone in una situazione psico-sociale problematica (livello di cura 1 e 2);
  • favorire il trattamento di quelle persone che attualmente non sono ancora o non sono più integrate nell’offerta di trattamenti, ad esempio nei casi di importante deficit di integrazione sociale o di comorbidità psichiatrica o in caso di politossicomania (cocaina, alcol, benzodiazepine, ecc.);
  • definire in modo puntuale il profilo dei centri residenziali riconosciuti puntando a una differenziazione e a una effettiva complementarità dell’offerta terapeutica;
  • prevedere, al di fuori dell’offerta terapeutica attuale e a costi inferiori, una presa a carico residenziale e ambulatoriale delle persone che presentano un quadro clinico complesso e problematico;
  • favorire una maggiore ricettività nelle strutture per adolescenti esistenti di ragazzi che presentano situazioni di rischio specifiche.

inizio


Riduzione del danno

In termini concreti la politica della riduzione del danno o del rischio ha come obiettivo quello di minimizzare i rischi sanitari e sociali a cui si espone il consumatore di droghe illegali e, indirettamente, di agire sui pregiudizi sociali che possono aumentare l’isolamento e il ricupero di queste persone.
La riduzione del danno non è l’alternativa all’uscita dal problema della tossicodipendenza. La salute e la rete sociale sono le principali risorse che possono portare una persona a risolvere il proprio problema di tossicodipendenza. E’ necessario che la prima non venga compromessa e che la seconda continui a funzionare. Chi è già colpito da una situazione di sofferenza, non deve subire un’ulteriore penalizzazione.

inizio

Raccomandazioni

Il Consiglio di Stato intende:

  • favorire l’apertura di centri a bassa soglia là dove c’è una forte presenza di utenti potenziali, utilizzando e valorizzando le risorse esistenti nei comuni;
  • ridurre ulteriormente il rischio di infezione con un’informazione puntuale alle persone che hanno comportamenti a rischio e con la messa a disposizione di materiale sterile per l’iniezione;
  • favorire l’integrazione professionale incitando le amministrazioni pubbliche e gli enti privati a mettere a disposizione posti di lavoro che consentano alle persone tossicodipendenti di svolgere, nel limite delle proprie possibilità, un’attività lavorativa;
  • attivare programmi di promozione della salute tra i detenuti e con un’ulteriore particolare per le persone tossicodipendenti e/o portatrici di virus HIV o di epatiti.

inizio


Repressione

Gli obiettivi principali della repressione in materia di droga sono la lotta contro il commercio illegale, la criminalità organizzata e il riciclaggio di denaro sporco.
Un’integrata ed efficace politica in materia di droghe deve quindi essere accompagnata da una costante attivazione della repressione di tutti i fenomeni criminosi sopra menzionati.
La repressione rappresenta, unitamente agli altri pilastri, un elemento essenziale per arginare il fenomeno della tossicodipendenza.
Pur se permangono ancor oggi non pochi dubbi sull’efficacia della punibilità del consumo di droga per impedirne la diffusione, la situazione creatasi nel Cantone sul finire degli anni Novanta, con la diffusione dei canapai e delle colture di canapa ad alto tasso di THC, ha posto in evidenza come l’incertezza giuridica generi disorientamento nella società, sia controproducente a livello educativo e consenta un uso opportunistico della legge.
L’esperienza fatta in questi ultimi anni ha mostrato che, per contrastare in modo efficace le persone che usano lo statuto di richiedenti l’asilo per il traffico di stupefacenti, occorre una maggiore coordinazione tra l’azione penale e quella amministrativa. La prima richiede a volte un dispendio di tempo e di mezzi sproporzionato rispetto al risultato che si riesce ad ottenere (arresto, detenzione ed espulsione dalla Svizzera dello spacciatore), mentre la seconda, se applicata tempestivamente e indipendentemente dalla prima, si dimostra più rapida, efficace e dissuasiva.
Per poter disporre di dati comuni e facilmente paragonabili, occorrerà avviare una procedura omogenea di raccolta, di analisi e di valorizzazione dei dati statistici cantonali, attualmente gestiti dai singoli Dipartimenti, dai servizi e dai differenti organi inquirenti e giudicanti, senza alcuna correlazione.
Da ultimo, occorre affermare esplicitamente che la presenza del pilastro repressione - centrato sul traffico e la cooperazione nazionale ed internazionale - rappresenta un tassello fondamentale di una politica della droga articolata ed efficace. Questo pilastro completa infatti in modo ideale, agendo sul fronte dell’offerta, gli altri tre pilastri di salute pubblica che agiscono, per loro natura, sul fronte della domanda.

Raccomandazioni

Il Consiglio di Stato intende:

  • favorire una ferma azione di repressione del traffico e delle produzione di droghe nel pieno rispetto della legge in atto;
  • rafforzare strategie che, pur nella diversità dei compiti e delle competenze, favoriscano una
    maggiore collaborazione tra gli operatori del settore della prevenzione, della terapia, della
    riduzione del danno e della repressione;
  • adottare procedure più rapide e più efficaci (anche di tipo amministrativo) che possano fungere
    anche da valida dissuasione;
  • rafforzare la collaborazione tra Ministero Pubblico federale e cantonale e tra i Cantoni stessi,
    soprattutto per quanto attiene all’applicazione della legge stupefacenti;
  • armonizzare le statistiche in tutto il settore.

 

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Delegato tossicomanie
Matteo Ferrari
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