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Pianificazione ospedaliera
(prima fase)

 

Decreto Legislativo del 29 novembre 2005

Pianificazione ospedaliera (Seconda fase)

La Legge federale sull’assicurazione malattia del 18 marzo 1994 (LAMal) conferisce ai Cantoni il compito di pianificare il settore stazionario autorizzato ad esercitare a carico dell’assicurazione sociale contro le malattie.

I lavori per la seconda fase della Pianificazione ospedaliera erano stati avviati il 28 maggio 2003.
Un Gruppo di lavoro designato dal Consiglio di Stato era stato incaricato di elaborare entro il 31 gennaio 2004 un progetto di aggiornamento dell’elenco degli istituti autorizzati ad esercitare a carico dell’assicurazione malattia di base approvato il 20 giugno 2001 al termine della prima fase della pianificazione ospedaliera.

La nuova proposta di pianificazione ospedaliera, posta in consultazione nel giugno 2004 e sottoposta al Parlamento a fine 2004, è poi stata elaborata e votata dal Parlamento (dal 5 giugno 2001 nuova procedura: elaborazione della lista e approvazione, non più da parte del Consiglio di Stato, bensì del Gran Consiglio, della Pianificazione ospedaliera).

Tutti i settori interessati hanno potuto esprimere il loro parere sia in seno alla Commissione della pianificazione sanitaria che nell'ambito delle Conferenze regionali della sanità.
Alla Commissione di pianificazione sanitaria hanno partecipato: l'Associazione delle Cliniche Private Ticinesi (ACPT), l'Associazione delle Consumatrici della Svizzera Italiana (ACSI), l'Associazione delle infermiere e degli infermieri, l'Associazione dei Pazienti della Svizzera Italiana (APSI), l'Associazione dei direttori case per anziani (ARODEMS), l'Associazione Ticinese delle Istituzioni Sociali (ATIS), l'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), l'Ordine dei Medici del Cantone Ticino (OMCT), l'Organizzazione socio-psichiatrica cantonale (OSC), santésuisse Ticino e funzionari dell'Amministrazione cantonale.
Le Conferenze regionali della sanità hanno coinvolto rappresentanti delle Associazioni ed enti citati nelle seguenti regioni: Mendrisiotto e Basso Ceresio, Luganese, Malcantone-Vedeggio, Locarnese e Vallemaggia, Bellinzonese, Regione Tre Valli.

La prima fase della pianificazione ospedaliera, conclusasi nel 2001, aveva comportato la riduzione di 454 posti letto acuti, di cui circa 100 riconvertiti in letti nel settore della cura degli anziani.
La seconda fase, approvata dal Parlamento a fine 2005, ha permesso un’ulteriore riduzione pari a 209 posti letto. Questo ha consentito quindi una riduzione di 663 posti letto in 4 anni.
Dal 1996 (entrata in vigore della LAMal) ad oggi va evidenziata la diminuzione globale è stata di 835 posti letto. Questa riduzione è stata effettuata sia attraverso la chiusura (o la riconversione in case per anziani) di singoli istituti sia in maniera lineare. Il settore maggiormente toccato è quello delle cure somatiche acute (-34.52%) e quello delle cure riabilitative (-22.57%), mentre la razionalizzazione del settore delle cure psichiatriche ha comportato una riduzione del -8.66%.

Contro la seconda fase della pianificazione ospedaliera sono poi stati inoltrati due ricorsi da parte della Clinica di riabilitazione Humaine di Sementina e da parte della Clinica Santa Rita SA (Clinica Alabardia) di S. Nazzaro nel gennaio 2006. Il primo è stato ritirato nel gennaio 2007, mentre il secondo è stato respinto, in data 27 agosto 2007, dal Consiglio federale.

L’attuale pianificazione ospedaliera è quindi riassunta nel Decreto Legislativo del 29 novembre 2005, entrato in vigore il 2 ottobre 2007.

 

 

 

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