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Legislatura 2008-2011
La politica sociale e sanitaria portata avanti dal DSS intende
inserirsi in un quadro di progressiva modernizzazione sia
concettuale che tecnica.
Il quadro economico nazionale ed internazionale vede il sorgere di
nuovi modelli di lavoro e di società, per cui si trasformano le
sfide cui lo Stato deve confrontarsi. La precarietà occupazionale,
il sostegno alle famiglie, l’evoluzione della spesa sanitaria e il
suo nuovo riparto, l’approccio elettronico a numerosi servizi (ad
esempio la carta sanitaria), i danni alla salute provocati
dall’inquinamento, le ridotte capacità finanziarie degli enti
pubblici, tutto ciò concorre a delineare un nuovo quadro sociale.
Questo quadro richiede elasticità nell’elaborazione delle risposte
pubbliche di carattere sanitario e sociale.
Il criterio di base per le politiche del DSS resta comunque quello
ancorato nel Rapporto sugli Indirizzi (2003) e nelle Linee Direttive
2008-2011, vale a dire lo sviluppo sostenibile, in seno al quale
perseguire le pari opportunità fra cittadini, il sostegno a chi si
trova nel bisogno tramite servizi di appoggio e prestazioni
finanziarie, la prevenzione e la promozione della salute.
In questa legislatura il DSS assieme agli altri quattro dipartimenti
che gestiscono l’attività dello Stato ha voluto impostare il
programma di legislatura in base a un nuovo approccio, individuando
sette aree prioritarie sulle quali lavorare non più singolarmente
bensì tramite sinergie fra più dipartimenti. Una necessità che
segnalavamo già quattro anni fa in queste pagine affermando che
molte misure “pur avendo una preponderante attinenza al settore
della sociosanità – quindi un carattere dipartimentale – non possono
essere disgiunte da una visione più complessiva e da un approccio
interdipartimentale”.
Si vogliono così affrontare in chiave interdisciplinare temi quali
la sicurezza sociale, il lavoro, il riscaldamento ambientale, la
sfida demografica.
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