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Amianto e salute

Anche se i divieti di produzione e commercializzazione come pure le direttive per il recupero e l'eliminazione di questi materiali hanno contribuito a far scomparire dagli ambienti lavorativi i materiali a base di amianto, le previsioni scientifiche sull'insorgenza di malattie legate all'amianto in ambienti professionali restano allarmanti, soprattutto per le esposizioni all'amianto avvenute durante gli anni '60.
Attualmente in Svizzera le malattie causate dall’amianto risultano essere il gruppo di malattie professionali che causa i maggior costi.
In uno studio pubblicato nel 1999, il Dr J. Peto, tra i maggiori esperti in materia, ha stimato che nell'Europa occidentale si avranno 250.000 decessi per mesotelioma legato all'amianto nell'arco dei prossimi 35 anni quale conseguenza alla produzione e all'esposizione generalizzata a questo materiale. Lo studio del Dr Peto ha preso in esame sei paesi: Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Svizzera.

Dal punto di vista epidemiologico, il Registro Tumori del Cantone Ticino ci ha confermato che le fibre di asbesto sono un noto agente cancerogeno, causa principale del mesotelioma, tumore maligno della pleura - tumore comunque piuttosto raro - e tra i fattori di rischio del ben più diffuso tumore dei polmoni. Nei confronti di questa patologia, l'amianto ha inoltre un effetto moltiplicativo del rischio associato al fumo: infatti, i fumatori esposti ad amianto sono maggiormente a rischio di ammalarsi di tumore polmonare rispetto ai fumatori non esposti ad amianto.
Al momento attuale, i dati in possesso del Registro Tumori indicano che i nuovi casi di mesotelioma all'anno per centomila abitanti sono 2.1 per gli uomini e 1.0 per le donne. Per confrontare questo dato con altre regioni deve essere utilizzato il tasso standardizzato: in Ticino tale tasso, standardizzato per la popolazione europea, è di 1.5 per gli uomini e 0.8 per le donne. Con lo stesso metodo, il tasso standardizzato medio svizzero è stimato pari a 2.6 e 0.6 nuovi casi annui, sempre per 100'000 abitanti, per uomini e donne, rispettivamente.
È quindi oggettivamente possibile affermare che attualmente l'incidenza del mesotelioma nel nostro cantone è paragonabile all'incidenza osservata nel resto della Svizzera.

Negli ultimi venti anni si è osservata, sia in Svizzera sia nel resto del mondo, una modesta tendenza all'aumento delle diagnosi di questo tumore. La progressione viene generalmente attribuita sia al miglioramento delle procedure di diagnostica medica, con conseguente aumento delle diagnosi oggettive, sia al forte utilizzo dell'amianto, in particolare in termini di lavorazione, prima che si conoscessero le sue proprietà cancerogene, in particolare negli anni 1940-1970. Va infatti ricordato che il tempo che intercorre tra un'esposizione prolungata alle fibre d'asbesto ed un eventuale sviluppo di una neoplasia mesoteliale è generalmente di decenni, in media di trent'anni. Teoricamente a medio-lungo termine si potrebbe assistere ad una certa diminuzione di casi.

Tenendo conto del principio di precauzione non è possibile fissare livelli di esposizione "sicuri" per le proprietà pericolose dell'amianto. Anche una dose molto ridotta può originare tumori. I valori limite fissati non devono essere considerati "sicuri", fondati cioè su scoperte scientifiche, ma piuttosto quale risultato di un compromesso in cui sono stati presi in considerazione dei criteri diversi da quelli solo sanitari.

L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) di Lione, agenzia dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha assunto una posizione di salvaguardia della salute umana, riconoscendo l'impossibilità di individuare un valore limite al di sotto del quale non vi sia rischio per la salute umana.

Le sue conseguenze sulla salute e sull'organismo

L'amianto rappresenta un pericolo per la salute delle persone se le sue fibre presenti nei più disparati ambienti (lavoro, economia domestica ecc.) sono inalate.

Il rilascio di fibre d'amianto nell'ambiente può avvenire o in occasione di una manipolazione/lavorazione dei materiali o spontaneamente, come nel caso di materiali friabili, usurati o sottoposti a vibrazioni, correnti d'aria, urti ecc.

L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi).

Queste malattie insorgono dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma.

L'asbestosi è una patologia cronica, ed è quella che in passato è stata per prima correlata all'inalazione delle fibre d'amianto.

Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare che rende difficile lo scambio di ossigeno tra l'aria inspirata e il sangue.
Si manifesta per esposizioni a concentrazioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente una malattia professionale che, attualmente, risulta essere sempre più rara.

Il carcinoma polmonare si verifica anche per esposizioni a basse dosi. Questa grave malattia è causata anche da: fumo di sigarette, cromo, nichel, materiali radioattivi, altri inquinanti ambientali (idrocarburi aromatici, derivati del catrame, gas di scarico dei motori). Il fumo di sigarette potenzia significativamente l'effetto cancerogeno dell'amianto e quindi aumenta fortemente la probabilità di contrarre tale malattia.

Il mesotelioma è un tumore raro, della membrana di rivestimento del polmone (pleura) o dell'intestino (peritoneo), che è fortemente associato all'esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.
Le esposizioni negli ambienti di vita, in generale, sono di molto inferiori a quelle professionali, pur tuttavia non sono da sottovalutare perché l'effetto neoplastico non ha teoricamente valori di soglia.

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