| Rapporto di minoranza 2 sul messaggio | |||
| numero | 6057 - min2 | ||
| data | 10 novembre 2008 | ||
| dipartimento | Istituzioni | ||
| documenti correlati | ritorno al messaggio | rapporto di maggioranza | rapporto di minoranza 1 |
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della Commissione speciale aggregazione di Comuni sul messaggio 16 aprile 2008 concernente l'aggregazione dei Comuni di Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino in un unico Comune denominato MONTECENERI e abbandono dell’aggregazione dei Comuni di Isone e Mezzovico-Vira con Bironico, Camignolo, Medeglia, Rivera e Sigirino Di questa aggregazione dell’Alto Vedeggio sono ormai noti fatti e antefatti, conseguentemente vi risparmierò dalla lettura di una cronistoria già ben esposta nel messaggio governativo. Tuttavia ritengo che s’imponga un rapido excursus riguardante il lacerante cammino aggregativo di questa realtà territoriale che merita dignità e rispetto, segnatamente per delle riflessioni che spero possano convincere il Parlamento a scegliere una terza via, quella dell’opportunità e della coerenza, suffragata dal buonsenso che non chiude la porta a nessuno. Il 25 novembre 2007 ci sono state quattro votazioni consultive (Chiasso, Mendrisio, Gambarogno e Alto Vedeggio) due di esse, ovvero Gambarogno e Alto Vedeggio hanno avuto delle difficoltà nel senso che non sono state accolte da tutti i Comuni coinvolti. Di fronte a questo risultato, sorprende assai la decisione del Governo di valutare con parametri differenti le due aggregazioni, poiché assai simili. Una decisione governativa uguale sia per il Gambarogno sia per il Monteceneri (o abbandono dei due progetti o coatta per entrambi) avrebbe avuto anche il merito di sgomberare il campo da qualsiasi illazione circa l’eccessivo margine di apprezzamento del Governo, pur in buona fede, di applicare differenti criteri di valutazione che ritengo oggettivamente eccessivamente soggettivi. Essa non è stata nemmeno compresa dal mondo reale, sempre più distante da quello politico anche per queste "sfumature" che alimentano disaffezione verso le nostre Istituzioni. Francamente non ho capito per quale diavoleria il Consiglio di Stato abbia voluto proporre a tutti i costi una soluzione riduttiva del grande progetto aggregativo che aveva come obiettivo un Comune forte e dinamico in grado di assorbire sette Comuni, con Mezzovico-Vira quale entità economica che i più hanno definito motore trainante del Monteceneri. Non ho capito nemmeno come mai il Consiglio di Stato, nel voler proporre un progetto aggregativo con i restanti 5 Comuni ovvero Bironico - Camignolo - Medeglia - Rivera e Sigirino (dunque senza Isone e Mezzovico-Vira) abbia glissato sull’eterno concetto di coerenza territoriale - per anni suo cavallo di battaglia - limitandosi ad affermare, nella voce DEBOLEZZE (cfr. punto 3.3.4 del messaggio) che il Comune a 5 è un "Comprensorio geograficamente incoerente (enclave di Mezzovico-Vira)". Come ammesso dallo stesso Governo (cfr. pto. 3 del messaggio) quella del Comune a 5 è "una scelta che potrebbe sembrare sorprendente". Questa insolita e improvvisata procedura, ritengo non possa essere tutelata proprio perché la popolazione dei 5 Comuni in esame non ha votato il progetto a cinque; per contro, la popolazione di Bironico - Camignolo - Medeglia - Rivera e Sigirino ha sostenuto in modo convinto il progetto a sette, fors’anche attirata dalla forza economica di Mezzovico-Vira e dalla possibilità di veder scendere il moltiplicatore d’imposta al 90%. Nel caso in esame, in sostanza, il Governo si è arrogato il diritto di proporre dall’alto un’aggregazione a 5 Comuni, incurante della volontà popolare che non può essere delegata ai soli Municipi dei Comuni interessati che ne auspicano la concretizzazione, senza una verifica popolare e democratica in piena cognizione di causa. Da anni il Governo ribadisce, anche con un certo orgoglio, la sua volontà di non imporre delle aggregazioni dall’alto, proprio perché le stesse devono nascere e maturare dal basso; conseguentemente invito il Consiglio di Stato a non venir meno a questa filosofia, apprezzata e pagante, nemmeno nel caso del Monteceneri. Sia dunque finalmente la popolazione a decidere quale nuovo Comune vuole! Con il messaggio in esame, il Governo ha messo in seria difficoltà la speciale commissione per l’aggregazione dei Comuni, macchiando l’attività della stessa da una sorta di peccato originale che blocca qualsiasi soluzione a sostegno dell’una o dell’altra tesi, rispettivamente del progetto a 5 Comuni come indicato dal Consiglio di Stato e del progetto a 7, sostenuto dalla maggioranza della commissione che si esprime per l’aggregazione in forma coatta . Per superare o cancellare l’ostacolo, ovvero il peccato originale, non ci sono strumenti operativi validi che trovano un solido consenso nella commissione e nel Parlamento e che, in ultima analisi, possa soddisfare gli abitanti dell’area del Monteceneri. Non resta che una terza via che permetta finalmente ai cittadini dei 5 Comuni interessati di esprimersi sulla bontà o meno del progetto "riattivato”. Diversamente non si può evitare di pensare che lo stesso venga subìto dalla popolazione, impotente e rassegnata a dover accettare un’aggregazione a 5 senza batter ciglio e senza averla votata, nata dai cocci di un progetto aggregativo a 7 andato in frantumi. Pur con tutto il rispetto e il dovuto riguardo per le autorità locali dei 5 Comuni, che per anni si sono prodigati con grande impegno, occorre ricordare che per definizione le competenze dell’Esecutivo sono di rendere esecutive le decisioni del popolo; ciò non è il caso nella presente fattispecie, poiché, come detto, i cittadini in questione non si sono espressi per un Comune a 5. Occorrerebbe allora sottoporre agli stessi, e al più presto, una nuova votazione consultiva in questo senso. Dunque No all’aggregazione coatta a 7 Comuni, a maggior ragione perché risulterebbe a dir poco clamoroso cancellare ipso-facto la costituzione del nuovo Municipio e del nuovo Consiglio Comunale di Mezzovico-Vira e di Isone, frutto della recente volontà popolare di questi due Comuni. A Mezzovico-Vira la popolazione ha addirittura scelto un Municipio pentapartito (o pentacolore) che rappresenta la sensibilità di tutte le posizioni politiche degli elettori. Sarebbe assurdo e poco democratico delegittimare l’autorità locale appena eletta il 26 ottobre 2008! No nemmeno all’aggregazione a 5 perché imposta dal Cantone e quindi non conseguente alla volontà della popolazione dei 5 Comuni non consultata in votazione popolare. Imporla sarebbe un atto di forza perché si tratta di un’ aggregazione coatta alla rovescia, da intendere come mancanza di riguardo verso la popolazione. Rileggiamo allora quanto scritto dal Consiglio di Stato nel suo messaggio: "Il Consiglio di Stato ha deciso, nella sua seduta del 13 febbraio 2008, di optare per la variante di cui al punto 3.3.3. che prevede appunto l’aggregazione a cinque, escludendo di procedere in maniera coatta per quanto attiene a Isone e Mezzovico-Vira … (omissis) Inoltre: "Il Governo è consapevole del fatto che questa (il progetto a cinque) non rappresenti la soluzione migliore per il riassetto istituzionale ed il rilancio economico del comprensorio ..." Eppure….. "… Occorre però tener conto del fatto che un abbandono coinciderebbe con un blocco di qualsiasi trattativa di aggregazione per i prossimi anni ...” Sono perfettamente d’accordo con questa affermazione e consapevole di questo pericolo; dunque, proprio per tener conto di ciò, con questo rapporto non intendo proporre l’abbandono sine die del pur riduttivo progetto aggregativo di Rivera - Bironico - Medeglia - Camignolo e Sigirino ; ritengo però che il nuovo progetto a cinque - aggiornato e perfezionato in tutte le sue componenti, compresa l’ubicazione della sede amministrativa del nuovo Municipio di cui nel messaggio governativo non si fa cenno - debba esser posto al più presto in votazione consultiva. Invito dunque il Parlamento a sostenere con convinzione questa terza via, fermo restando che il nuovo progetto aggregativo a cinque, con Bironico - Camignolo - Medeglia - Rivera e Sigirino venga posto in votazione consultiva entro tre mesi dalla crescita in giudicato del decreto legislativo. Qualora, come auspicato, il progetto venisse accettato da tutti e cinque i Comuni interessati, la nascita del nuovo Comune Monteceneri quale prima cellula aggregativa in grado di coinvolgere in futuro anche chi oggi non vuole aggregarsi, potrà essere realtà ancora durante l’anno 2009. Appello finale Il messaggio presentato dal Consiglio di Stato rispetta la volontà popolare dei Comuni di Isone e Mezzovico-Vira espressa nella votazione consultiva del 25 novembre 2007; si faccia altrettanto con i Comuni di Bironico - Camignolo - Medeglia - Rivera e Sigirino la cui popolazione attende di potersi esprimere al più presto in votazione popolare per questo nuovo progetto a cinque.
Per la minoranza 2 della Commissione speciale aggregazione di Comuni:
Disegno di
Decreto legislativo
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