Rapporto di minoranza sul messaggio 
 
numero 5744    
data 13 settembre 2006    
dipartimento Sanità e socialità    
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della Commissione della legislazione sulla mozione 1° giugno 2004 presentata da Fiamma Pelossi e cofirmatari "Disincentivare l'uso dei telefonini"

1.    Il contenuto della mozione

Il 1° giugno 2005, la deputata Fiamma Pelossi (con Francesco Cavalli e Chiara Orelli), presentava una mozione con la quale chiedeva al Consiglio di Stato di "promuovere una campagna informativa/di sensibilizzazione sui possibili danni alla salute provocati da un’eccessiva e/o prolungata esposizione alle radiazioni emesse da antenne e telefonini, invitando la popolazione in generale, ma gli allievi delle scuole in particolare, a fare uso moderato dei telefonini."

La signora Pelossi veniva ascoltata dalla Commissione della legislazione il 19 aprile 2006. Ella aveva così l’opportunità di spiegare a viva voce le sue preoccupazioni.  

Sul tema, negli ultimi anni, sono stati presentati una quarantina di atti parlamentari. Il 10 ottobre 2005, il Gran Consiglio respingeva tre petizioni che chiedevano una moratoria sulla telefonia mobile. La mozione Pelossi, già come tale, ha il pregio di sollevare e rendere pubblica una questione da sempre dibattuta e che verte sulla pericolosità o meno dell’esposizione alle onde elettromagnetiche in caso di uso prolungato. La mozionante si è poi detta stupita che non si sia proceduto, come da lei richiesto, ad una campagna di sensibilizzazione mirata in particolare ai giovani, rilevando qualche contraddizione tra il contenuto - prudente - del messaggio n. 5744 del Consiglio di Stato e le conclusioni dello stesso. Dopo l’audizione, la Commissione della legislazione dava incarico al sottoscritto di
verificare nuovamente questo aspetto presso il DSS e di tenerne conto nella stesura del suo rapporto. 

2.    Il Messaggio N. 5744 del Consiglio di Stato

Il messaggio n. 5744 è un buon esempio di ricerca e di approfondimento. È al tempo stesso corretto e realistico nel mettere nero su bianco quanto finora noto e appurato a livello scientifico, senza allarmismi di sorta, ma con un equilibrato giudizio di merito.

Nel messaggio, giustamente, non si tralascia di indicare anche i vantaggi dei telefonini, sia per le famiglie, sia per i bambini e sia per tutti quelli che, oggi come oggi, ne fanno uso ricorrente. Dallo stesso, che merita senz’altro una lettura integrale, si indicano qui di seguito alcuni passaggi che, a parere della Commissione della legislazione, danno la possibilità di entrare bene nella materia. Si afferma, ad esempio, che "la telefonia mobile è ormai
divenuta non solamente un importante mezzo di comunicazione in grado di procurare
numerosi vantaggi nella vita professionale e privata
, ma anche un importante fattore di
integrazione sociale". Per quanto riguarda "i bambini e gli adolescenti", si può affermare che gestiscono la telefonia mobile in maniera del tutto particolare, differenziandosi dalle abitudini degli adulti.

Le numerosissime ricerche a livello nazionale ed internazionale (OMS) relative alle ipotizzate conseguenze psico-fisiche dovute alle radiazioni non ionizzanti di bassa intensità, hanno portato alla conclusione che sia ancora troppo presto per attribuire alle onde elettromagnetiche delle responsabilità negative sulla salute dell’uomo.

È significativo il fatto che in questi ultimi anni siano stati pubblicati 25'000 articoli su questa tematica, forse anche poiché gli scienziati non sono riusciti ad individuare una metodologia standard di ricerca. 

Il messaggio del Consiglio di Stato conclude che, a tutt’oggi, non si può affermare che le onde elettromagnetiche emanate dai telefonini sono pericolose per la salute. 

3.   Il lavoro d’esame e di approfondimento in Commissione della legislazione

La Commissione della legislazione ha preso a cuore questo tema, forse proprio poiché da una parte c’è la salute dell’uomo e dall’altra parte pareri scientifici dissonanti. La Commissione è sostanzialmente dell’idea che, come in altri ambiti, possa essere eventualmente la quantità esagerata dell’uso del telefonino a costituire una possibile fonte di rischio. Come convenuto, il relatore designato ha nuovamente preso contatto con il DSS formulando domande specifiche e ottenendo esaurienti risposte (5 maggio 2006), che qui vengono
riprese proprio poiché convincenti. 

Giovani e telefonino - Evidenze scientifiche

In primo luogo ci si è basati sull’assenza di evidenze scientifiche. Non essendo i metodi di ricerca attuali in grado di dimostrare o escludere l’influenza sullo stato di salute e una correlazione con malattie di vario genere, a tutt’oggi si può solo affermare che questi metodi non sono probabilmente sufficienti per tale tipo d’indagine. L’Organizzazione mondiale della sanità ha concluso che le risultanze scientifiche non confermano l’esistenza di conseguenze per la salute dovute all’esposizione a bassi livelli di campi elettromagnetici come quelle dei telefonini. La questione comunque resta aperta.  

Destabilizzazione finanziaria

Parlare di destabilizzazione finanziaria della famiglia come fa la mozione appare francamente eccessivo. Pur non avendo effettuato indagini approfondite, non ci risulta corrispondere alla realtà il verificarsi di crisi finanziarie familiari dovute all’uso del telefonino da parte dei figli. Del resto un elementare criterio di responsabilità indurrebbe ogni famiglia che non potesse pagare le fatture a togliere l’uso del telefonino al figlio o ai figli. 

Emarginazione sociale

Per quanto riguarda l’emarginazione sociale potenzialmente vissuta dai giovani senza
telefonino, cui pure la mozione fa riferimento, non rappresenta un reale problema.

In definitiva non si può affermare che le onde elettromagnetiche emanate dal telefonino e dalle antenne base nel rispetto dei limiti d’emissione e d’immissione siano pericolose per la salute. Esistono ciononostante dei fondati sospetti in relazione al reale rischio cui la popolazione è confrontata. Per precauzione possono tuttavia venir seguite alcune regole di comportamento volte ad un uso corretto del telefonino, in modo da ridurre eventuali rischi di danni alla salute.

In sintesi

In sintesi sugli eventuali influssi delle radiazioni emesse dai telefonini le informazioni oggi accessibili a tutti (informazioni sulla cui necessità verte la mozione) sono perlomeno assai elevate. Non si tratta dunque di un argomento oscuro ai più e del quale la popolazione debba essere messa al corrente da campagne informative statali o da un’educazione particolare a proposito di un uso corretto o ancora tramite l’istituzione di ulteriori affollati gruppi di lavoro interdipartimentali.

In particolare per la posizione adottata sono stati ritenuti preminenti:

1.        le mancate evidenze sanitarie e scientifiche in materia;

2.        il fatto che in una fase finanziaria come quella cui il Cantone è confrontato ben altri - e finora ben più sostanziati - problemi urgono (il Parlamento ha respinto le petizioni con cui si postulavano moratorie nella realizzazione di antenne);

3.        i giovani parlano assai di rado con il telefonino accostato all’orecchio; nella maggior parte dei casi comunicano via SMS-messaggini (e sempre più tramite "chat") e quindi sono meno soggetti alle eventuali radiazioni nocive. 

Considerata l’assenza di chiare evidenze scientifiche e sanitarie su eventuali danni alla salute, questo Consiglio di Stato per il momento non ritiene necessaria una campagna di sensibilizzazione per promuovere un uso adeguato del telefonino 

Il CdS ha esaminato con cura la mozione e ha prodotto una documentazione relativamente completa sulla problematica da essa sollevata. Così facendo ha offerto ai membri della Commissione della legislazione l’opportunità di farsi un’idea più precisa sulla portata delle argomentazioni avanzate nel dibattito attuale sul tema dell’uso del telefonino, lasciando pure aperta la possibilità di conclusioni diverse di quella che ha espresso. 

Infatti, pur rispettando il principio di precauzione, per cui è opportuno tenere sempre presenti i potenziali effetti negativi della tecnologia sulla salute e, per quanto possibile e
consentito dallo stato dell’arte, prendere le misure adeguate (in quel caso diminuzione - costante - delle emissioni di onde elettromagnetiche degli apparecchi e uso consapevole del mezzo di comunicazione), il Governo non ritiene necessario lanciare motu proprio una campagna informativa.

Le attuali priorità nelle politiche pubbliche dell’educazione e della salute richiedono già
notevoli risorse e un impegno costante dei servizi dipartimentali. Tuttavia il Governo non esclude aprioristicamente un proprio sostegno ad iniziative da parte di altri enti o associazioni che dovessero nascere sull’argomento.
 

4.    Conclusioni e proposta della Commissione

La minoranza Commissione della legislazione, sentite le spiegazioni e preso in particolare atto che:

1.        non è scientificamente provato il nesso di potenziale nocività tra l’uso del telefonino e la salute dell’uomo, almeno per il momento;

2.        la stampa, a scadenze regolari, non manca di tornare sul controverso argomento, ciò che rappresenta da solo un buon deterrente rispetto all’uso eccessivo/abuso dei
telefonini;

3.        nelle scuole, pubbliche e private, già si opera nella direzione auspicata dalla
mozionante;

4.        i giovani usano il telefonino in modo diverso dagli adulti, preferendo di gran lunga lo scambio di "messaggini" al colloquio prolungato;

5.        piaccia o n., il telefonino rappresenta un qualcosa in più in fatto di progresso nella comunicazione. Sarebbe errato (e anche fortemente incoerente rispetto alle abitudini di tutti noi) farlo apparire solo per i suoi aspetti negativi, quando sappiamo bene che ne ha, e molti, anche di positivi (madri al lavoro, famiglie monoparentali, conferme di buona salute per gli anziani, ecc.);

chiede a questo Parlamento di respingere la mozione della deputata Fiamma Pelossi e cofirmatari, ringraziandola nondimeno per aver permesso, con il suo atto parlamentare, di effettuare nuove verifiche su questo delicato argomento. Occorrerà nondimeno tenere alta la guardia seguendo l’evoluzione scientifica, così da essere eventualmente tempestivi nell’emanazione di nuove direttive (compito precipuo del DSS). 

Per la minoranza della Commissione della legislazione:
Edo Bobbià, relatore
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