| Rapporto di minoranza 2 sul messaggio |
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| numero | 5432 | ||||||||||||||||||||||
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2 dicembre 2003 |
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| dipartimento | Finanze e economia | ||||||||||||||||||||||
| documenti correlati | ritorno al messaggio | rapporto di maggioranza | rapporto di minoranza 1 | ||||||||||||||||||||
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della Commissione della gestione e delle finanze sul messaggio 17 ottobre 2003 concernente il Preventivo 2004 I. IntroduzioneCon il preventivo 2004 il Governo vuol far pagare ai cittadini contribuenti anni di sprechi e mesi di litigi tra i Consiglieri di Stato: è dall’autunno di due anni fa che si grida ai quattro venti che occorre contenere la spesa (vedi comunicato stampa del 16 gennaio 2002) ma si è continuato a prendere decisioni opposte al rigore finanziario e a elargire promozioni, mandati e privilegi agli amici. Ad aprile, in campagna elettorale, si sono vantati gli sgravi fiscali decisi dal Governo e votati dal Parlamento, dimenticandosi però di sottolineare che il 50% degli sgravi era stato votato dai cittadini grazie all’iniziativa della Lega. Per alcuni oggi il problema finanziario dello Stato risiede quasi unicamente nella politica fiscale voluta dal Popolo, dal Parlamento e dal Governo, ma si fa fatica a pensare che i maggiori problemi economici li vivono i cittadini, anche perché sommando tutti gli sgravi fiscali non si compensa che la metà dell’aumento intervenuto nei premi di cassa malattia di base, obbligatori per il cittadino contribuente. Ora, con l’accordo di maggioranza preso da PLRT e PPD - si vogliono aumentare le imposte per incassare oltre 20 milioni di franchi supplementari, invece di trovare le necessarie intese per risparmiare ciò che occorre risparmiare, ove possibile, senza punire il cittadino La giustificazione che si aumentano le tasse per un anno perché il Governo litiga e quindi non ci accorda sulla riduzione della spesa non è né convincente né seria. E se il Consiglio di Stato dovesse continuare a litigare aumenteranno le tasse ogni anno? Già sappiamo che a Piano finanziario l’aumento delle aliquote è stato mantenuto fino al 2007 e pare poco probabile che una volta accettato l’aumento per il 2004 il Parlamento farà marcia indietro per gli anni successivi. Anzi c’è addirittura chi propone di applicare la modifica della legge tributaria con l’aumento del 3,823% delle imposte anche ai Comuni, che implica un maggior carico fiscale di 18 Mio sui contribuenti ticinesi. Bisogna essere chiari e pratici, e finalmente relativizzare la portata degli sgravi fiscali applicati nel nostro Cantone: 108 milioni in quattro anni, vale a dire 27 milioni all’anno di virtuali minori entrate (ai quali si devono aggiungere i 119 milioni votati dai Cittadini con l’iniziativa della Lega dei Ticinesi) rispetto a 100 milioni annui di aumento della spesa pubblica. In realtà le entrate fiscali sono aumentate e non diminuite dall’applicazione degli sgravi, i quali certamente hanno permesso all’economia cantonale di non crollare. Anche i dati sulla disoccupazione permettono di affermare che gli sgravi fiscali hanno avuto quale conseguenza il fatto di mantenere un buon grado di occupazione. Se fino a qualche anno fa il Ticino era con Ginevra il Cantone con il tasso maggiore di disoccupati, oggi siamo al settimo posto con un tasso simile a quello della media nazionale e con un aumento del tasso negli ultimi due anni decisamente inferiore a quello della media svizzera. Gli esperti e i politici discutono al capezzale di uno Stato malato, senza rendersi conto dell’epidemia che colpisce i cittadini sempre più in difficoltà con stipendi che non crescono, con un potere di acquisto che diminuisce inesorabilmente, eroso anche e soprattutto dall’aumento delle tariffe dei servizi pubblici e dall’aumento dei prezzi amministrati. Il cittadino ticinese fa sempre più fatica a rispondere alle necessità quotidiane e soprattutto a pagare le imposte: ogni 4 precetti esecutivi emessi nel nostro Cantone, tre sono dovuti ai ritardi nei pagamenti delle imposte, cantonali, comunali, ai premi di cassa malati o delle tasse di ricezione radio/TV. Solo un quarto dei precetti esecutivi è dovuto all’attività commerciale svolta in Ticino In questa gravissima situazione un Governo, assistito da uno staff di collaboratori personali e funzionari con stipendi più vicini ai 200'000 che ai 100'000 franchi, è riuscito a proporre quali uniche misure di risparmio l’aumento delle imposte e tagli scriteriati nel sociale, dove si è proceduto a colpi di macete con gli occhi bendati dalla mancanza di informazioni e dati credibili. Due anni di lavoro e di promesse al Paese e al Parlamento per arrivare a questi risultati: è vergognoso. Il Consiglio di Stato il 16 gennaio 2002 (quasi due anni or sono) annunciava trionfalmente di aver aperto il cantiere per il contenimento dell’aumento della spesa dello stato: -Bellinzona, 16 gennaio 2002 Pur prendendo atto che il Consuntivo 2001 chiuderà probabilmente con un risultato d'esercizio leggermente positivo (a conferma delle previsioni comunicate nell'autunno dello scorso anno), il Consiglio di Stato ha confermato, nell'ambito delle sedute di martedì e mercoledì dedicate all'evoluzione finanziaria del Cantone, la necessità di operare misure di correzione della tendenza di fr. 120 mio. Ciò porta il disavanzo tendenziale da fr. 278 mio a fr. 158 mio. Il Governo ha trovato un accordo di principio per contenere la crescita dei costi del personale di almeno 8 milioni di franchi (rispetto alle tendenze di PF) e ha deciso di limitare il costo per beni e servizi ai livelli del preventivo 2002 (226 mio di franchi), ciò che comporta una correzione rispetto alla tendenza di fr. 5 mio. È pure stato stabilito di limitare ai livelli del preventivo 2002 l'onere per i contributi cantonali interessati dal Decreto Legislativo sul sistema di sussidiamento a enti e istituti vari. Questa misura, che non toccherà l'Ente Ospedaliero per la parte dovuta all'obbligo di finanziamento delle degenze nei reparti privati e semiprivati dei suoi ospedali, dovrebbe comportare un miglioramento rispetto alle tendenze dell'ordine di fr. 10 mio. Una correzione di tendenza di pari importo, quindi 10 mio di franchi, è attesa dalle misure di razionalizzazione conseguenti all'implementazione dei primi progetti di Amministrazione 2000. Il Consiglio di Stato intende inoltre esaminare e approvare in febbraio un primo pacchetto di proposte di ristrutturazione e di revisione dei compiti che possa comportare una correzione delle tendenze di PF di 40 mio di franchi. Un secondo pacchetto (di fr. 30 mio) sarà esaminato successivamente. Alcune ipotesi concrete di contenimento sono gi à state prospettate. La correzione delle previsioni di PF potrà poi avvenire, per un importo valutato in circa 20 mio di franchi, tramite la presentazione di misure durature di contenimento delle uscite, rispettivamente di aumento delle entrate non legate a ristrutturazioni e a revisioni di compiti. La manovra decisa dal Consiglio di Stato mira fra l'altro a consentire la realizzazione dei nuovi compiti indicati nelle Linee Direttive (che non verranno perciò toccati dalle misure decise); essa non implicherà riduzioni degli stipendi e delle indennità per il personale e non prospetterà ribaltamento di nuovi oneri sui comuni. Le misure adottate non sono state condivise dalla direttrice del DOS Patrizia Pesenti, che ha confermato la posizione espressa al momento dell'adozione e della presentazione del secondo aggiornamento delle LD e del PF. A questi buoni propositi hanno fatto da riscontro i seguenti fatti: ¨ negli ultimi tre anni (2001-02-03) le uscite correnti sono aumentate di 296,5 milioni di franchi; ¨ il costo per beni e servizi è di 235 milioni a P2004 rispetto i 226 del P2002; ¨ per il sussidiamento a enti e istituti vari il CdS aveva proposto un taglio di 4,8 milioni rispetto al preventivo 2003; ¨ i due pacchetti di correzione della spesa da 40 e 30 milioni non si sono visti; ¨ la signora Pesenti ha continuato a non condividere la posizione del Governo; ¨ il personale è aumentato grazie e a nomine o assunzioni precarie ma sempre più clientelari; ¨ si ribaltano ulteriori oneri sui Comuni. Ci troviamo quindi con un Governo che non decide, o meglio decide di decidere ma poi non lo fa e che continua ad essere diviso al suo interno, con la conseguenza che talune proposte prese a maggioranza non sono supportate dalle necessarie verifiche di fattibilità e quindi difficilmente condivisibili. Abbiamo un Governo che invece di essere lungimirante e propositivo, preferisce correre ai ripari quando ormai è troppo tardi. Ad esempio il taglio prospettato per le case per anziani di 2,5 milioni di franchi è difficilmente applicabile con i parametri che lo stesso Governo impone ai proprietari degli istituti. Il CdS avrebbe fatto meglio ad intervenire nel 2002, quando l’EOC aumentò gli stipendi del 5%. Il Consiglio di Stato non deve dimenticare che la sua apatica ignavia di fronte all’aumento dei salari EOC del 5% (di fronte ad un aumento dell’indice del costo della vita dello 0.5-0.6% con la contemporanea riduzione del tempo di lavoro) ha contribuito notevolmente all’aumento dei costi della salute in Ticino Inoltre, questa misura ha messo in gravi difficoltà gli amministratori di case per anziani, cliniche private e tutte le strutture che operano in ambito socio-sanitario praticamente costrette a seguire la valanga dei costi avviata dall’EOC, senza una ponderazione delle conseguenze in tutto il settore e nel bilancio del Cantone e dei Comuni. Non dobbiamo dimenticare che l’85% dei costi per la gestione delle case per anziani è rappresentata da salari. La decisione dell’EOC ha fatto impennare i costi giornalieri scoperti per paziente che tra il 2001 e il 2002 sono passati da 60.- a 75.- fr./giorno (+25%). Occorrerebbe quindi por mano ad una revisione delle qualifiche imposte al personale e delle varie funzioni, in modo da permettere ai proprietari delle case per anziani di poter gestire in maniera più razionale il personale. II. Per quanto attiene al contenimento dell’aumento della spesa pubblicaConsiderato come da anni il Consiglio di Stato è sordo alle richieste e alle ripetute raccomandazioni dei diversi rapporti su preventivi e consuntivi redatti dalla Commissione della Gestione, la maggior parte delle misure proposte ci sembrano dei provvedimenti tampone senza alcun nesso logico tra di loro, adottati giusto per non fare dei tagli lineari ma senza affrontare le cause principali dell’emergenza finanziaria. Tra queste annoveriamo: ¨ Amministrazione Cantonale: l’eccessivo costo dell’Amministrazione che oltre ad essere nettamente ai primi posti nel rapporto intercantonale cresce più dell’inflazione. ¨ Progetto A2000: la mancata concretizzazione dei contenimenti promessi al momento del varo del Messaggio/rapporto relativo ad Amministrazione 2000, la recente nomina del responsabile (forse l’unico che da anni si adoperava fiducioso per la riuscita del progetto) ad altre importanti funzioni, confermano il fallimento del progetto. La causa principale è da ricercare nell’indifferenza del Consiglio di Stato che non ha mai affrontato il nodo della modifica della LORD almeno per quello che riguarda i punti indispensabili per il progetto GRU e quindi base dei cambiamenti di funzione emersi come indifferibili da Amministrazione 2000.
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Gestione del Personale:
dai dati recentemente trasmessi alla Gestione dalla Sezione delle risorse umane
(scritto del 04.11.2003) si desume che, contrariamente alle affermazioni
sindacali, dal 1993 al 30.06.2003 i PPA (posti autorizzati) sono aumentati da
4'292 a 4'392 (quindi +100 unità a tempo pieno) malgrado il trasferimento di ca.
100 unità della Casa Anziani di Giubiasco (a carico del Cantone) al Consorzio
appositamente costituito. Quindi a dispetto della decisione del Gran Consiglio
del 1999 che ha imposto la riduzione del 2% del personale per 4 anni (cioè ca.
350 unità a tempo pieno) ci ritroviamo l’Amministrazione statale con un aumento
di 200 unità a tempo pieno oltre a una marea di aiuti straordinari (170 unità a
tempo pieno). ¨ Mandati: ancora una volta questo aumento di funzionari nominati o incaricati non ha tolto al Governo la voglia di assecondare le richieste dei professionisti concedendo mandati per oltre 20 milioni annui. ¨ Dipartimenti: il sempre più imperante dipartimentalismo (che preclude anche risparmi importanti che si potrebbero ottenere conglobando servizi attualmente sparsi in dipartimenti diversi) ha tolto le ultime briciole di credibilità all’operazione Amministrazione 2000. III. Riformare gli strumenti L’assoluta mancanza di rigore del Governo nel difendere la modifica della LORD davanti a sindacati e associazioni dei funzionari ha vanificato in gran parte gli investimenti compiuti nel progetto Amministrazione 2000. Progetto che fondava le sue basi sulla possibilità di una gestione più dinamica del personale e sulla necessità di spostamenti e cambiamenti di funzione. Solo una legge moderna e funzionale agli obiettivi prefissati permetterebbe un vero salto di qualità nella gestione dell’Amministrazione, introducendo quelle nuove forme di gestione pubblica che sulla carta hanno forse delle possibilità di successo. Ad esempio le aziendalizzazioni, il New Public Management e l’envelope budgetaire hanno senso solo se si può mettere in pratica un sistema di gestione del personale meno dirigistico e più flessibile. Non serve a nulla chiamare i dipendenti dello Stato risorse umane se poi la loro gestione rimane un fardello e non un’opportunità sia per i dipendenti, sia per il datore di lavoro. IV. La posizione della Lega dei Ticinesi in merito alle proposte governativeTrovandoci in una situazione dove, per poter sperare in un pur lieve rilancio dell’economia, occorre da un lato non gravare maggiormente i cittadini e gli imprenditori con ulteriori imposte e dall’altro cercare di compensare con un maggior impegno dello Stato la mancata crescita economica (gli ultimi dati confermano per il nostro Cantone una crescita uguale a zero, se non leggermente negativa), il Gruppo della Lega dei Ticinesi è disposto ad accettare in parte le misure proposte dal Consiglio di Stato per il Preventivo 2004. IV.a Misure condivise ¨ Modifica della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale (LPI) del 25 giugno 2002 ¨ Modifica della Legge sull’assistenza sociale dell’8 marzo 1971 ¨ Modifica della Legge sulla scuola del 1°febbraio 1990 ¨ Modifica della Legge cantonale di applicazione della legge federale sulla pianificazione del territorio del 23 maggio 1990 ¨ Modifica del DL sulla protezione delle bellezze naturali e del paesaggio del 16 gennaio 1940 ¨ Modifica della Legge sugli stipendi degli impiegati dello stato e dei docenti (LStip) del 5 novembre 1954 ¨ Modifica della Legge sulla stima ufficiale della sostanza immobiliare ¨ del 13 novembre 1996 ¨ Modifica della Legge concernente l’imposta sui cani del 24 novembre 1980 ¨ Modifica della legge sul turismo del 30 novembre 1998 ¨ Modifica della Legge sulla promozione della salute e il coordinamento sanitario (Legge sanitaria) del 18 aprile 1989 ¨ Modifica delle modalità di gestione dell’Aeroporto cantonale L’abolizione dell’articolo 71 della Legge sulla scuola concernente la ginnastica correttiva non è messa in discussione dal gruppo parlamentare. Qualche perplessità invece sorge per ciò che riguarda la modifica della legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei docenti, proposta dal Governo con un taglio lineare del 10% dei sussidi versati ai Comuni per le scuole, che la maggioranza della commissione ha deciso di modificare prendendo in considerazione l’indice di forza finanziaria. Si tratta di un ribaltamento diretto di oneri sui Comuni, esattamente il contrario di quanto il CdS aveva assicurato nel 2002. Lo stesso discorso potrebbe essere fatto per la modifica della legge sull’assistenza sociale con la reintroduzione dell’art. 32 che il Gran Consiglio aveva stralciato nel corso della discussione sull’iniziativa Beltraminelli il 18 dicembre 2000. Il fatto però che con la modifica proposta il preavviso del comune di domicilio del beneficiario è ritenuto di principio vincolante permette di dare al Comune che sarà chiamato a pagare il 20% delle spese una certa competenza decisionale. Occorrerà vedere se questa competenza data ai Comuni sia costituzionalmente accettabile e non sia la solita foglia di fico. Il messaggio sul preventivo 2003 proponeva, tra l’altro, lo stralcio del cpv. 4 dell’art. 69 della Legge sanitaria, secondo il quale «Il Dipartimento riconosce agli Ordini un inden-nizzo per le spese di organizzazione del servizio». Durante il dibattito questo provvedi-mento fu sospeso in attesa di una presa di posizione della Commissione speciale sanitaria del Gran Consiglio. A distanza di un anno tutto è rimasto come prima e quindi data l’ampia possibilità concessa al Parlamento di esprimersi e non sfruttata non vediamo perché occorra rinviare nuovamente il provvedimento. Il Consiglio di Stato propone la riduzione del 2% annuo dei posti permanenti autorizzati (PPA). Questa misura era già stata votata dal Gran Consiglio nel corso del dibattito sui preventivi 2003 e, addirittura, era stata decisa dal Gran Consiglio anche nel 1999 per un periodo di 4 anni. In realtà questo contenimento dei posti permanenti autorizzati non c’è mai stato e, anzi, si è cercato di aggirare il blocco dei PPA anche grazie ai posti pagati da terzi e l’aumento del personale avventizio. Dal punto di vista finanziario la situazione è anche più preoccupante: se nel 1999 le spese per il personale ammontavano a fr. 714 milioni, nel preventivo 2004 sono valutate in 821 milioni di franchi con un aumento del 15% in cinque anni. Occorrerebbe trovare delle modalità per fare in modo di legare la politica del personale ad un tetto massimo sulla massa salariale, in maniera da evitare che l’amministrazioni trovi tutte le scappatoie per non rispettare il contenimento del 2% annuo del personale. Noi acettiamo la proposta del CdS di ridurre del 2% annuo i posti permanenti autorizzati, ma non crediamo che il Governo ancora una volta sia in grado di rispettare le proprie impegni. La proposta riguardante la quota media ponderata, che si propone venga calcolata sulle 20 casse meno care per le tre categorie di assicurati: adulti, giovani adulti (18-25 anni) e minorenni, e non più sulla base di tutte le casse malati riconosciute in Ticino, ai fini dell’assicurazione di base obbligatoria, ci vede favorevoli, anche perché ci sembra assurdo che chi non riceve sussidi debba adoperarsi per cercare la soluzione più conveniente, mentre chi è sussidiato non si pone il problema. Tuttavia questa misura non avrà grandi effetti nel corso del 2004 in quanto, pur essendo la proposta in discussione dallo scorso anno, i beneficiari di sussidi non sono stati avvisati per tempo e quindi non hanno potuto optare per una cassa malati meno cara. Infatti, il DSS ha provveduto ad informare gli assicurati, solo per mezzo del FU, della modifica in questione, vanificando quindi l’impegno, causa il non rispetto dei termini di disdetta degli assicurati. IV.b Misure non condivise¨ Modifica della Legge tributaria del 21 giugno 1994 ¨ Modifica della Legge sull’ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti (LORD) del 15 marzo 1995 ¨ Modifica della Legge cantonale sulle foreste (LCFo) ¨ Modifica della Legge cantonale di applicazione della Legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal)del 26 giugno 1997 Innanzitutto non possiamo accettare la modifica della Legge Tributaria come spiegato inizialmente. L’aumento dell’imposta del 3,823% è contrario alle decisioni prese dal popolo e da questo Parlamento. Le aliquote oggi applicate sono entrate in vigore il 1 gennaio di quest’anno e a distanza di neppure 12 mesi si decide di aumentarle con un effettivo aggravio dell’esborso fiscale dei cittadini. Non si tratta come vuol far credere la maggioranza di un mancato sgravio fiscale ma di un aggravio di 22 milioni su quanto lo Stato preleva nel periodo fiscale 2003 dai cittadini per finanziarsi, ovvero per finanziare una macchina che non è più condotta con il necessario controllo e continua a fagocitare sempre più risorse senza offrire concretamente maggiori prestazioni. Quando all’inizio dell’anno prossimo compileremo per la prima volta la dichiarazione fiscale annuale indicando il nostro reddito 2003 saremo imposti con le aliquote entrate in vigore il 1. gennaio. Nel 2004, a parità di reddito saremo costretti a pagare il 4% in più. Si tratta di un aggravio perché nel 2004 pagheremo effettivamente più tasse rispetto al 2003. Inoltre non si tratterà di un aggravio temporaneo di un anno (limitatamente al periodo fiscale 2004) come indicato nel nuovo articolo di legge, ma si tratta di una misura che verrà riproposta in quanto già inserita nel Piano Finanziario 2004-2007 presentato dal Consiglio di Stato. Per ciò che concerne il blocco dei sussidi del DSS ad enti, istituti ed associazioni non siamo contrari al principio di riportare sussidi ai livelli degli anni precedenti tagliando la crescita spropositata degli ultimi due anni. Siamo però contrari alle modalità con le quali è stata calcolata questa misura, senza cioè tenere conto ad esempio dell’apertura di nuove case per anziani e del sistema di ripartizione degli oneri necessari a coprire i deficit tra Cantone e Comuni. E’ anche risultato evidente che i dati riportati nella tabella a pag. 72 del messaggio non sono completamente attendibili e che la differenza rispetto al preventivo 2003 sarebbe stata in effetti di circa 11 milioni di franchi e non di 4,789 come indicato dal Governo La mancata collaborazione da parte del DSS non ha permesso di valutare in maniera più approfondita questa proposta basandosi su cifre confrontabili e dati esatti, essendo quelli proposti talune volte basati sulle competenze di cassa, altre su quelle contabili. Se non vi sarà disponibilità da parte del DSS di entrare nel merito della questione nei prossimi anni non resterà che procedere a iniqui tagli lineari che non permetteranno di risolvere la situazione strutturale, ma perlomeno permetteranno un contenimento momentaneo della spesa. La modifica della legge cantonale sulle foreste prevede la possibilità da parte del Cantone di vendere il demanio pubblico a privati evitando quindi le spese correnti per la manutenzione dei boschi. Il Cantone rinuncerebbe alla squadra del demanio forestale con un contenimento preventivato, a partire dal 2005, di fr. 438'000.-. Nessuno può illudersi che ci sarà la fila per acquistare il demanio forestale cantonale e quindi questa proposta appare poco realistica. Più interessante sarebbe valutare altre possibilità di vendita di parte dei beni cantonali. In effetti è da 12 anni che il Cantone sta inventariando i suoi beni per poter poi decidere cosa farne e per valutare le necessità di manutenzione degli immobili, ma fino ad oggi non si sono avute informazioni precise. V. Le proposte della Lega dei TicinesiV.a Cassa pensioni dello StatoNel preventivo dello Stato non si fa alcun accenno all’improcrastinabile risanamento della Cassa Pensioni dei Dipendenti dello Stato, nessun sacrificio chiesto ai funzionari che, oltre a beneficiare di stipendi non parificabili nel settore privato, hanno la garanzia del posto assicurato. Un risanamento che si impone e che va fatto velocemente e che proponiamo di iniziare chiedendo un contributo di solidarietà a tutti i dipendenti dello Stato (esclusivi i docenti che già subiranno un aggravio del tempo lavorativo) nella forma di una trattenuta progressiva sullo stipendio, che il CdS dovrà versare in un fondo destinato al risanamento della CP. Questo anche in considerazione del fatto che per il futuro risanamento della CP il datore di lavoro dovrà compiere lo sforzo più consistente.
Abbiamo una Cassa Pensioni che vede aumentare il suo deficit tecnico a colpi di 200-300 milioni all’anno e ci si consola dicendo che a livello federale le cose vanno peggio. Mal comune non è mai mezzo gaudio e nell'attesa vana delle proposte di risanamento della Commissione Amministratrice il disavanzo tecnico della Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato ha raggiunto livelli spaventosi. Certo la situazione congiunturale e l’andamento borsistico degli ultimi due anni hanno giocato a sfavore, ma più che un’attenuante questa situazione ha messo in risalto una fragilità strutturale nell’impostazione della cassa stessa e, a parte qualche assicurazione declamatoria, la mancata volontà di procedere al risanamento da parte della maggioranza della Commissione Amministratrice. V.b Contributi cantonaliIn questo settore occorre intervenire in maniera decisa e strutturale. Le proposte del Governo sono deboli, soprattutto se pensiamo che in una prospettiva futura gli oneri netti saranno in costante aumento dato il disimpegno a livello federale. Oggi (P2004) il Cantone ha uscite per oltre un miliardo di franchi in questo settore nel quale nessuno vuole neppure tentare di mettere ordine. Siamo ben consapevoli che una parte delle uscite sono vincolate da leggi federali, ma vi è comunque un certo margine di manovra per contenere l’aumento della crescita annuale (P2003-P2204 + 4,5% = 47,6 mio), anche tenendo conto che il tasso d’inflazione non dovrebbe superare lo 0,5%. E’ però evidente che i contenimenti in questo ambito vanno valutati e applicati in maniera mirata dopo una discussione tra le parti interessate. Le reazioni lette sui media negli ultimi giorni lascerebbero ben sperare in questo senso, almeno per ciò che concerne la volontà di Enti sussidiati a discutere la possibilità di un contenimento. Meno probabile appare alla minoranza della gestione la volontà da parte di taluni Dipartimenti di mettere in discussione l’automatismo degli aumenti. Per questo motivo proponiamo in misura transitoria un taglio lineare dell’1% dei contributi elargiti dal Cantone (a P2004 sono 1’104,1 milioni di franchi) pari ad un contenimento di 11 milioni, vale a dire un aumento di 36 milioni invece dei 47 preventivati. In questo modo vogliamo dare un anno di tempo al Governo per individuare i settori nei quali intervenire e concordare le misure con gli attori interessati. V.c Spese per beni e serviziIn questo settore che, in teoria, dovrebbe - a parità di compiti - aumentare unicamente in funzione del rincaro, riteniamo vi siano concrete possibilità di intervento nel contenimento della spesa. Non riteniamo assolutamente sostenibile un aumento del 10,2% (+ 21,7 milioni) per rapporto al preventivo 2003 e siamo certi che con buona volontà si potrebbe vedere di contenere i 235 milioni di franchi previsti. Nel 1999 si spendevano 209 milioni, per salire vertiginosamente sino a 240 milioni nel 2002 e poi prevederne solo 213 a preventivo 2003. Proponiamo quindi che gli onorari siano a riportati a livello del P2003 (78M al posto di 86M) così come pure il gruppo di spesa 316 (Locazioni, affitti, noleggi, tasse d’utilizzazione) siano riportate ai valori del 2002 (17,8M P2002 - 27M P2003!). In questo modo ci sarebbe un contenimento di 17,2 milioni di franchi. V.d Investimenti Seguendo la linea scelta dal Parlamento negli ultimi anni, il Consiglio di Stato non ha voluto diminuire il suo impegno negli investimenti, dando un segnale importante all’economia cantonale. Il conto degli investimenti presenta uscite per 463.9 milioni di franchi, contro i 420.3 del preventivo 2003 (+ 43,6 milioni) ed entrate per 202.4 milioni di franchi (preventivo 2003: 198.4 milioni di franchi). L’onere netto è pertanto di 261.5 milioni di franchi contro i 222.0 del preventivo 2003. Una parte della maggioranza della commissione della gestione si è ad un certo punto lasciata tentare dalla prospettiva di tagliare gli investimenti nell’ipotesi di poter agire sul contenimento del conto economico 2004. Ma dato che l’impatto reale sarebbe stato unicamente a medio termine, ha preferito rinunciare per il 2004 riservandosi di entrare in materia sul piano finanziario. Osiamo sperare che finalmente il Consiglio di Stato si adoperi veramente per rispettare l'impegno preso per quanto riguarda il livello e il controllo della spesa per investimenti. V.e Legge sugli appalti pubbliciPurtroppo bisogna constatare come l’entrata in vigore della nuova legge sugli appalti abbia attenuato parecchio l’effetto trainante degli investimenti pubblici sull’economia cantonale: i troppi vincoli ai quali sono sottoposte le imprese fanno sì che solo una minima parte di esse possano effettivamente concorrere all’attribuzione di lavori e soprattutto non è più possibile la localizzazione delle attribuzione rispetto ai lavori da eseguire. Si tratta di una problematica già sollevata anche dagli enti inferiori (soprattutto i Comuni) che vorrebbero poter investire nell’economia locale e che invece vedono disperdere le proprie possibilità in un mare sempre più globalizzato. Occorre studiare quindi una modifica della legge sugli appalti in modo da ampliare il numero di possibili beneficiari del mantenuto volume di investimenti e permettere che nelle graduatorie la localizzazione delle imprese abbia una sua importanza. Così facendo si potrebbe creare quell’auspicato equilibrio nella ripartizione delle risorse dando anche ai comuni (ed ai consorzi) un ruolo locale attivo nella promozione economica. VI. ConclusioniLa Lega dei Ticinesi conferma con questo rapporto la sua linea politica già espressa negli scorsi anni: ¨ n. alla rinuncia alla neutralità del cambiamento fiscale (aumento della pressione fiscale o rinuncia agli sgravi già votati) ¨ n. a tagli indiscriminati e non concertati in ambito sociale ¨ si al contenimento della crescita della spesa Le nostre proposte porteranno ad un aggravio del preventivo di: Blocco tagli Enti sussidiati + 4,7 mio Rinuncia all’aggravio fiscale + 24,2 mio Taglio 1% contributi cantonali - 11,0 mio Spese 31 come a P2003 - 17,2 mio Totale + 0,7 mio Questa proposta tiene presenti le esigenze espresse dal Consiglio di Stato e permette momentaneamente di bloccare l’aumento della spesa dello Stato, accettando nel contempo una serie di misure strutturali proposte dal Governo Ha però il grosso vantaggio di non aumentare la pressione fiscale sui cittadini. Per la minoranza 2
della Commissione gestione e finanze: Contributi cantonali Disegno di Decreto legislativo concernente la riduzione lineare transitoria del gruppo di spesa relativo ai contributi cantonali (gruppo di spesa 36)
Il Gran Consiglio - visto il messaggio 17 ottobre 2003 n. 5432 sul Preventivo 2004 del Consiglio di Stato; - visto il rapporto di minoranza 2 del 2 dicembre 2003 n. 5432 R2 / 2 della Commissione della gestione e delle finanze, decreta: Articolo 1 1In deroga alle norme di legge che prevedono la copertura del fabbisogno d’esercizio o un diverso tipo di finanziamento da parte del Cantone di prestazioni fornite ai relativi beneficiari di cui all'allegato, i contributi erogati dal Cantone nel 2004 sono ridotti dell'1% rispetto al totale di spesa del gruppo di spesa 36 iscritto nel Preventivo 2004 adottato dal Gran Consiglio. 2Rimangono riservati i casi particolari, segnatamente quelli disciplinati da norme federali, concordati intercantonali o norme di altri Cantoni. Articolo 2 Trascorsi i termini per l'esercizio del diritto di referendum, la presente modifica di legge è pubblicata sul Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° gennaio 2004. Spese per beni e servizi Disegno di Decreto legislativo concernente il contenimento delle spese per beni e servizi (gruppo di spesa 31)
Il Gran Consiglio - visto il messaggio 17 ottobre 2003 n. 5432 sul Preventivo 2004 del Consiglio di Stato; - visto il rapporto di minoranza 2 del 2 dicembre 2003 n. 5432 R2 / 2 della Commissione della gestione e delle finanze, decreta: Articolo 1 1In deroga alle norme di legge che prevedono la copertura delle spese per beni e servizi (gruppo di spesa 31) erogate dal Cantone, relative alle prestazioni di cui all'allegato, sono riportate ai livelli seguenti: a) le spese per locazioni, affitti, noleggi e tasse d'utilizzazione (gruppo di spesa 316) sono riportate al livello del preventivo 2003. b) le spese per servizi e onorari (gruppo di spesa 318) sono riportate al livello del consuntivo 2002. 2Rimangono riservati i casi particolari, segnatamente quelli disciplinati da norme federali, concordati intercantonali o norme di altri Cantoni. Articolo 2 Trascorsi i termini per l'esercizio del diritto di referendum, la presente modifica di legge è pubblicata sul Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra in vigore il 1° gennaio 2004. |
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