| Messaggio |
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| numero | 6115 | ||
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16 settembre 2008 |
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| dipartimento | Istituzioni | ||
| documenti correlati | rapporto | ||
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Rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione 17 settembre 2007 presentata da Sergio Savoia e cofirmatari “Per una vera strategia di riduzione del danno nel campo della prostituzione”
Signor Presidente, con la mozione in oggetto Sergio Savoia e cofirmatari propongono al Consiglio di Stato quanto segue: “Il Cantone predisponga un gruppo di lavoro interdisciplinare che consideri le necessità e i punti di vista di tutti gli attori in gioco e che valuti in tempi brevi la possibilità di creare un permesso temporaneo di lavoro che tenga conto delle considerazioni esposte sopra. Il risultato di questa indagine verrà poi presentato alle autorità federali. Questo "permesso temporaneo" renderebbe possibile l’attuazione di un progetto pilota limitato nel tempo, basato su una strategia chiara di riduzione del danno. Per "limitato nel tempo" si intende il tempo necessario a misurarne scientificamente gli effetti sui diversi settori di primordiale importanza per il buon funzionamento della Società, come la sicurezza, la salute pubblica, l’economia, l’immigrazione, le leggi sul lavoro, e poter poi così legiferare con cognizione di causa.” A tal proposito ci esprimiamo con le seguenti considerazioni. Con risoluzione governativa no. 6488 dell’11 dicembre 2007 abbiamo demandato al Gruppo di lavoro “monitoraggio della prostituzione”, integrato con membri della Divisione delle contribuzioni, dell’Ispettorato del lavoro, dell’Ufficio promozione sanitaria e dal Coordinatore del Club Associati Svizzera italiana (CASI), il compito di esaminare i contenuti della mozione citata. Il Gruppo di lavoro ci ha consegnato il suo rapporto, approvato all’unanimità, nel corso del mese di luglio. Lo stesso viene allegato alla presente presa di posizione diventandone parte integrante, siccome ne condividiamo le valutazioni rispettivamente le proposte. La nostra presa di posizione si limita quindi ad esprimersi sul tema della ricevibilità dell’atto parlamentare e sulla richiesta ivi contenuta. 1. Ricevibilità della mozioneLa mozione, per incompetenza dell’Autorità cantonale in materia di diritto degli stranieri, è da respingere. È infatti evidente che un Cantone non può legiferare in un ambito in cui non gli sono demandate competenze, nella fattispecie il settore degli stranieri. Conseguentemente l’interpretazione più corretta da dare alla richiesta contenuta nell’atto parlamentare è quella secondo cui debba essere l’autorità federale ad approfondire la problematica istituendo un progetto pilota che permetta di ottenere le informazioni necessarie atte, se del caso, a proporre delle modifiche alla Legge sugli stranieri, segnatamente a lottare in modo più efficace contro il fenomeno della tratta degli esseri umani e della prostituzione forzata. Pertanto la domanda contenuta nell’atto parlamentare avrebbe dovuto essere meglio formulata nel senso di richiedere al Consiglio di Stato di valutare l’opportunità per il Ticino (possibilmente insieme ad altri Cantoni) di proporre all’Ufficio federale della migrazione la costituzione di un Gruppo di lavoro interdisciplinare federale che consideri le necessità e i punti di vista di tutte le parti in causa, onde valutare la possibilità di studiare il fenomeno per il mezzo di un progetto pilota, da limitare nel tempo, basato su una chiara strategia di riduzione del danno, al fine di raccogliere i dati necessari utili a preparare delle disposizioni di legge, se del caso, ancora migliori ed efficaci di quelle che conosciamo. 2. Sostanza della mozioneSaremmo comunque intenzionati ad intervenire nei confronti dell’Autorità federale per chiedere di eseguire il necessario approfondimento interdisciplinare e scientifico. A sostegno di questa nostra attitudine rinviamo ai contenuti del capitolo 13 “Valutazione sulla richiesta dell’atto parlamentare”, pagine 12 e 13, dell’allegato rapporto. In tal caso, qualora il Parlamento dovesse sostenere questo approccio, per l’ottenimento di un indispensabile sostegno politico, riterremmo opportuno coinvolgere non solo la Conferenza dei Direttori cantonali dei Dipartimenti di giustizia e polizia, come indicato dal Gruppo di lavoro, ma anche la Conferenza dei Direttori cantonali delle opere sociali,. A titolo abbondanziale a complemento di quanto precede segnaliamo che: - un atto parlamentare analogo è stato deposto nel Canton Vaud dalla Deputata Sandrine Bavaud il 1° luglio 2008 dal titolo “Pour une véritable stratégie de réduction du préjudice dans le domaine de la prostitution”; - l’Ufficio federale della sanità pubblica ha affidato all’Università di Ginevra, Dipartimento di sociologia, un progetto di ricerca denominato “Industria del sesso in Svizzera, il punto della situazione, best practices e raccomandazioni”. Lo scopo principale di questa indagine è quello di realizzare un censimento sistematico delle informazioni relative all’industria del sesso in Svizzera e garantire la diffusione dei risultati alle associazioni, alle autorità pubbliche e ai lavoratori e lavoratrici del sesso. Il rapporto finale dovrebbe essere pronto entro la fine dell’anno. Vogliate gradire, signor Presidente, signore e signori deputati, l'espressione della nostra massima stima.
Per il Consiglio di Stato: |
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