| Messaggio |
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| numero | 5793 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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5 luglio 2005 |
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| dipartimento | Sanità e Socialità - Finanze e Economia | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| documenti correlati | rapporto | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Concessione alla Fondazione Opera Don L. Guanella, Castel San Pietro, di un contributo a fondo perso e di un prestito agevolato in base alla LIM cantonale per i lavori di ristrutturazione, installazione dei sistemi di sicurezza antincendio e ampliamento dell'omonima casa per anziani Signor Presidente, signore e signori deputati, con questo messaggio si illustra e si motiva la concessione di un contributo unico, a fondo perso e di un prestito agevolato in base alla LIM cantonale (senza interesse e per una durata di 25 anni) all'Opera Don L. Guanella, Castel San Pietro per l'esecuzione delle opere di ristrutturazione e di installazione di nuovi sistemi di sicurezza antincendio nell’edificio esistente, nonché per l’ampliamento della casa per anziani di proprietà dell'omonima Fondazione. La ristrutturazione e l’ampliamento dell’edificio sono stati concepiti nel rispetto dei vincoli architettonici ed ambientali del nucleo storico, sottoposto a precise norme di piano regolatore. Gli interventi previsti all’interno dell’istituto tengono conto dei limiti posti da una costruzione ideata come "villa/residenza famigliare", successivamente ampliata per destinarla a casa per anziani. I. INTRODUZIONE La Congregazione Figlie di S. Maria della Provvidenza iniziò a operare nel nostro Cantone all’inizio del Novecento con la Fondazione Luigi Rossi di Capolago, costituita con atto notarile del 3 gennaio 1900, con lo scopo di istituire un asilo infantile e l'oratorio festivo (successivamente trasformati in scuola materna). Nel 1982, grazie ad una donazione che vincolava l’utilizzo degli stabili adiacenti all'asilo, lo scopo originale venne esteso all'accoglimento delle persone anziane. A questa Fondazione ne seguirono altre tre, costituite per gestire strutture sanitarie realizzate nei comuni di Castel San Pietro, di Maggia e di Tesserete. Nel 1915 venne costituita la Fondazione Pio Ricovero Don L. Guanella, in Castel San Pietro, per assicurare la cura delle persone anziane e invalide delle Valli circostanti. Seguì, nel 1916, la costituzione della Fondazione Don Guanella in Maggia, preposta a rispondere alle esigenze di cura e assistenza della popolazione dell’omonima valle. Infine, nel 1934, venne costituita la Fondazione San Giuseppe a Tesserete, che permise di ampliare l'offerta sanitaria in Ticino realizzando un ospedale, la maternità ed un ricovero per persone bisognose di cura e di assistenza. A metà degli anni Cinquanta, venuto meno il bisogno di una struttura sanitaria acuta per la Regione Valli di Lugano (specificatamente per le subregioni della Capriasca e della Val Colla), l'istituto venne riconvertito in casa per anziani. Gli atti costitutivi (statuto) delle quattro Fondazioni vennero modificati dal Consiglio di Stato, nello scorso decennio, per cambiare la personalità giuridica dell’ente da Fondazione ecclesiastica (non soggetta alle autorità di vigilanza) in Fondazione soggetta a vigilanza del Cantone ed iscritta a Registro di Commercio. Per la Fondazione Pio Ricovero Don L. Guanella, di Castel San Pietro, la modifica dello statuto avvenne con decisione del Consiglio di Stato n° 4452 del 2 giugno 1993. In ossequio al principio del rispetto della volontà e degli intendimenti originari dei fondatori, vennero pure modificati: la denominazione, cambiata in Casa di riposo Don L. Guanella, Castel San Pietro, lo scopo, [....] La Fondazione esclude ogni scopo di lucro e permette ai membri della Congregazione "Figlie di S. Maria della Provvidenza in Roma" il proprio perfezionamento attraverso Opere di carità e pietà cristiana in favore dei poveri bisognosi di cura ed assistenza, attinenti o domiciliati nel cantone Ticino altri non esclusi qualora le contingenze lo permettessero, senza distinzione di religione, nazionalità, età o sesso [....]. l’organizzazione, [....] per migliorare il funzionamento dell'amministrazione e per favorire la Fondazione nello svolgimento della sua attività [....]. Il Cantone per oltre cent’anni beneficiò della presenza dell’Opera Don Guanella che, attingendo ai mezzi propri, si sviluppò e rese un encomiabile servizio alla popolazione. Esaurite le risorse finanziarie e umane, con lettera 22 novembre 2000, la Superiora generale della Congregazione a Roma sottopose al Dipartimento delle opere sociali (Dipartimento della sanità e socialità) la richiesta di usufruire dei contributi cantonali perché [....] queste Opere hanno operato per quasi un secolo rispondendo ai bisogni di tante persone e a tanta povertà. Ora mancando il personale religioso manca il normale ricambio .... ....Essendo diminuite le suore e avendo dovuto assumere molto personale laico qualificato si è verificata una grande lievitazione dei costi senza avere il supporto di adeguate entrate. Dovendo ancora investire in modo massiccio per adeguare queste Opere agli standard cantonali, noi ci troviamo senza avere una chiara decisione circa la pianificazione delle Case per anziani sul territorio [....]. La domanda sottoposta al Dipartimento fece seguito alla Direttiva dell’Ufficio del medico cantonale sui requisiti minimi di polizia sanitaria, emanati nel 1993, in applicazione della Legge sulla promozione della salute (Legge sanitaria) del 1989. Con le stesse si intendeva dotare tutte le strutture sanitarie (sussidiate e non) di criteri di riferimento univoci per la dotazione di personale e per altri aspetti organizzativi della struttura. Giova ricordare che in quegli anni le case per anziani si sono trasformate da semplici strutture residenziali in strutture sanitarie vere e proprie, e per questo definite case per anziani medicalizzate. La Direttiva prevedeva che i requisiti dovevano essere ottemperati entro un limite massimo di dieci anni. Con norma transitoria, le case per anziani erano autorizzate ad esercitare come struttura sanitaria, alla condizione di adeguarsi alle prescrizioni dipartimentali riguardanti l'organizzazione interna, l'effettivo, le qualifiche e la formazione degli operatori sanitari, entro un termine di dieci anni. La richiesta della Congregazione va inserita in questo contesto dove, in mancanza di personale religioso, essa fu costretta ad assumere personale qualificato, con conseguente aumento dei costi di gestione. Il Cantone dette seguito alla domanda della Congregazione confermando la sua disponibilità a riconoscere gli istituti ‘guanelliani’ ai sensi della Legge anziani. Nella procedura preliminare e di accertamento, ai fini di un loro riconoscimento, particolare attenzione venne riservata a concordare una loro gestione efficace ed efficiente per ottimizzare il loro costo d’esercizio, creando delle sinergie tra più istituti. In questa ottica la Fondazione istituto L. Rossi di Capolago (struttura con meno di 40 posti letto), venne messa in rete con la Fondazione Tusculum di Arogno, con un comodato di durata decennale, rinnovabile, per una gestione comune delle due strutture. La gestione unificata dei due istituti, con una capienza di complessivi 75 posti letto, consta di un'unica amministrazione, una sola direzione (con contabilità centralizzata), un unico infermiere responsabile delle cure, un solo addetto alla manutenzione, una gestione degli acquisti (generi alimentari, materiale sanitario, nafta) e degli abbonamenti di manutenzione e delle polizze assicurative fatte da un unico ente. Il riconoscimento, ai fini del sussidiamento, della casa di Castel San Pietro, con una capienza di 36 posti letto, fu più laborioso. La Congregazione esitò a lungo prima di decidere sul futuro riservato a questo istituto; considerazioni di natura finanziaria e altri impegni in paesi del terzo mondo avevano portato quest’ultima alla decisione di cessare l’attività nell'istituto ed a proporre al Comune di Castel San Pietro l'acquisto della proprietà. L’Associazione dei Comuni della Regione Valle di Muggio, allarmata da tale decisione, con lettera 27 maggio 1999 indirizzata al comune di Castel San Pietro, chiese un incontro fra le parti coinvolte alla presenza di un rappresentante del DSS […] affinché fosse trovata una soluzione, nell'interesse della popolazione residente nella Regione [....]. La questione non ebbe un seguito immediato poiché, nel frattempo, l’attenzione della Congregazione venne assorbita dall’imminente inizio della ristrutturazione della casa per anziani Fondazione San Giuseppe di Tesserete, che imponeva di organizzare il trasferimento di una parte dei residenti in altra sede. Questi, previo accordo con i famigliari, vennero portati a Castel San Pietro. Da soluzione transitoria, la messa in rete dei due istituti, di Tesserete e di Castel San Pietro, divenne definitiva a lavori ultimati. Al momento il solo istituto Don Guanella di Maggia, con oltre 100 posti letto, ha rinunciato a chiedere il contributo ricorrente, perché in grado di far fronte alle spese di gestione corrente. Esso può contare sull’apporto finanziario dei Comuni di domicilio dei residenti collocati che hanno sottoscritto una Convenzione per la partecipazione ai costi di gestione della casa per anziani. Al momento la Congregazione "Figlie di S. Maria della Provvidenza in Roma" offre 187 posti letto nei tre istituti medicalizzati che gestisce (autorizzati a esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie - art. 39 LAMal cpv. 3 -, conformemente al Decreto legislativo 29 novembre 2005), così suddivisi: Istituto Don L. Guanella, Castel San Pietro 37 posti letto Istituto San Giuseppe, Tesserete 50 posti letto Istituto Don Guanella, Maggia 100 posti letto per un totale di 187 posti letto Sul totale di 4409 posti letto pianificati nel Decreto legislativo sopraccitato, rappresentano il 4.24%. In quanto agli investimenti, l’impegno del Cantone trova riscontro nei seguenti atti parlamentari: Decreto Legislativo 4 ottobre 1993, che concede alla Fondazione Don Guanella Maggia un contributo di 1 milione di franchi per la ristrutturazione dell’istituto; Decreto Legislativo 9 ottobre 2001, che concede alla Fondazione San Giuseppe di Tesserete un contributo a fondo perso di franchi 3'500'000.- per la ristrutturazione dell'istituto, nonché il riconoscimento dei contributi alla gestione corrente (copertura del disavanzo di esercizio); Decreto Legislativo 4 novembre 2002, che attribuisce alla Fondazione Opera Don Guanella Capolago un sussidio a fondo perso di franchi 800'000.-, per la ristrutturazione di detto istituto, unitamente al riconoscimento del disavanzo di esercizio. II. L'INIZIATIVA Alla luce dell’accordo sottoscritto con la Fondazione Tusculum di Arogno, e visto l’esito soddisfacente della ristrutturazione in corso a Tesserete, con lettera 30 novembre 2002 la Congregazione rispondeva ai solleciti della Regione Valle di Muggio, informandoli di rinunciare alla vendita della proprietà: [....] dopo approfondita riflessione ed un'analisi ponderata, riteniamo che la casa Beato L. Guanella di Castel San Pietro possa e debba continuare a svolgere un ruolo significativo e di riferimento nella rete di assistenza sociosanitaria a favore degli anziani che vivono nella Valle di Muggio, dove non esistono altre case medicalizzate [....]. La ristrutturazione richiederà degli investimenti importanti, ma siamo convinti che in futuro la struttura continuerà a rappresentare un valido supporto per far fronte ai posti medicalizzati. Occorre in proposito considerare che l'attuale casa di riposo ha evitato ai Comuni della regione di dover far fronte ad oneri consistenti derivati dalla costruzione di infrastrutture atte a far fronte ai bisogni legati all'invecchiamento della popolazione, che diventeranno più acuti negli anni a venire [....]. L'Associazione dei Comuni Regione Valle di Muggio, con lettera 31 gennaio 2003, confermava al Dipartimento la decisione della Congregazione di aver rinunciato alla vendita della proprietà e di aver optato per la ristrutturazione della casa di riposo, adeguandola alle esigenze attuali e chiedeva al Cantone di sostenere l'iniziativa assicurandone il finanziamento, in questi termini: la RVM chiede pertanto che il Cantone prenda atto della volontà della Fondazione di ristrutturare la casa per anziani Don Guanella, la inserisca nella sua pianificazione cantonale in quanto risponde ad un bisogno oggettivo e ne riconosca i costi di gestione [....]. A sua volta, con lettera 11 febbraio 2003, la Congregazione informava il Dipartimento dei contatti avuti con il Municipio di Castel San Pietro e la Regione Valle di Muggio, e dell'esigenza di affrontare il futuro del Don Guanella, assicurando la continuità nella gestione dell'istituto di Castel San Pietro per soddisfare il fabbisogno della popolazione locale, dopo aver maturato la convinzione che il nostro istituto continua a rispondere ad un bisogno sanitario emergente per assicurare alla popolazione locale e della Valle di Muggio una struttura in grado di prestare adeguato servizio alle persone anziane confrontate con problemi di salute, le quali non sono più in grado di affrontare il loro quotidiano in modo autonomo al loro domicilio [....]. Ci rendiamo conto che uno dei motivi della dispersione dei collocamenti è dovuto alle carenze della nostra struttura, che condiziona attualmente il livello di prestazioni e la razionalità dei servizi, malgrado l'impegno e la dedizione del personale [....]. Il nostro Istituto presenta attualmente dei limiti oggettivi nella sua concezione logistica determinata da esigenze parzialmente superate. Il nostro intendimento è quello di portare la Casa di riposo e la soglia delle prestazioni ad un livello analogo a quello esistente ed offerto nella case anziani medicalizzate riconosciute nella pianificazione cantonale che operano nel Distretto del Mendrisiotto [....]. Da un profilo gestionale in prospettiva riteniamo utile creare una sinergia e una rete sanitaria con la Casa San Giuseppe di Tesserete, facendo capo ad un'unica direzione sanitaria, garantendo la qualità delle cure e del servizio alberghiero [....]. Con lettera 10 luglio 2004, la Congregazione dà mandato ai progettisti Archidoc, sagl arch. L. Denti e Studio d'architettura S. Calderari e Associati, di effettuare uno studio di fattibilità, compatibile con i vincoli posti dal piano regolatore, riguardante un progetto di ottimizzazione e parziale ristrutturazione della casa per anziani esistente, in particolare con un approfondimento di un'unità per persone affette da demenza senile acuta. Lo studio, in data 5 agosto 2004, informa sugli aspetti architettonici e sulle possibilità edificatorie per un istituto che da 32/35 ospiti passa a 45 posti, con camere singole dotate di servizi igienici e locali di servizio conformi al programma di riferimento per la costruzione di una casa per anziani ed alle norme di sicurezza antincendio. L'avanprogetto, presentato al Dipartimento nell'incontro del 26 novembre 2004, indica che per rispondere alle attese del committente occorrerebbe attuare una radicale ristrutturazione dell'esistente con l’edificazione di un nuovo fabbricato, che richiederebbe una modifica di piano regolatore. Infatti, sulla base dell'analisi del programma dei locali riferita ad una dotazione di 45 posti letto, la costruzione necessiterebbe di una superficie di 2700 metri quadrati, a fronte di una superficie disponibile di 1500. Tale intervento, tradotto in termini finanziari, è stato quantificato in un costo di 9 milioni di franchi. Con lettera 3 dicembre 2004, il Dipartimento informa la Congregazione dell'impossibilità di dare seguito all'avanprogetto, per motivi tecnici e finanziari. Fra quelli tecnici segnala: un aumento troppo importante della superficie con un’inevitabile maggiore volumetria, in contrasto con i parametri di piano regolatore. L’esito incerto di una richiesta di deroga al Municipio, sui parametri di piano regolatore; la necessità di eseguire i lavori di ristrutturazione in tempi brevi, non compatibili con i tempi imposti per una modifica del piano regolatore; l’elevato rischio di ricorsi da parte del vicinato. Per gli aspetti del costo e del finanziamento: un costo elevato (in rapporto alla dimensione dell'istituto), non sopportabile nella gestione corrente, con oneri finanziari (ammortamento e interesse) superiori ai parametri consentiti; le raccomandazioni del Consiglio di Stato (decisione del 27 gennaio 2004), che chiede agli enti sussidiati impegnati in una ristrutturazione, ampliamento o nuova costruzione, di adottare soluzioni organizzative che permettessero il contenimento dei costi. Quale controproposta, il Dipartimento invita la Fondazione a: contenere l'intervento alla struttura esistente, mantenendo parte delle camere doppie e sopperendo alla mancanza dei servizi igienici e doccia in ogni camera, costituendo dei gruppi doccia, WC, bagno medico, per ogni piano; di limitare l'ampliamento ai parametri consentiti dal piano regolatore. Nella risposta 10 dicembre 2004, la Congregazione conferma di essere d’accordo con le proposte avanzate dal Dipartimento. Sulla scorta di queste indicazioni il progetto di massima, agosto 2005, contempla 39 posti letto, di cui 21 posti in camere singole e 18 posti in 9 camere doppie ed un preventivo di costo di 7'369'668.- , poi affinato con il preventivo di costo del 28 novembre 2005, in una spesa complessiva di 6.3 milioni di franchi. Con decisione 20 dicembre 2005, il Dipartimento ha concesso il nulla osta per l’allestimento del progetto definitivo ed ha stabilito un costo massimo della ristrutturazione di 6.3 milioni di franchi. Con lettera 10 gennaio 2006 la Congregazione delle figlie di Santa Maria della Provvidenza conferma che [....] la Congregazione, con decisione presa nella riunione di Consiglio del 29 dicembre 2005, si è pronunciata favorevolmente in merito all’assunzione di franchi 800'000.-- [....], quale partecipazione ai costi di investimento di franchi 6.3 milioni. III. IL PROGETTO Il progetto definitivo 10 gennaio 2006 sviluppa un intervento su uno stabile a due lati. Il lato più lungo dell’edificio, a monte, consiste in una costruzione a due piani. Il lato più corto a Est, sul davanti, è costituito da una costruzione di quattro piani, che sfrutta il dislivello del terreno in pendenza. L’edificio, una villa residenziale ampliata nel tempo, è contraddistinto da piccoli locali (le attuali camere, buona parte delle quali prive di servizi igienici) distribuiti sui diversi piani senza una configurazione logica. Il passaggio da un settore all’altro della casa avviene attraversando il locale cucina, in quanto l’accesso dai corridoi è ostacolato da barriere architettoniche (rampa di scala). L’entrata principale è posta sul retro della casa, mentre l’accesso dei fornitori è collocato al lato opposto, lontano dalla cucina. I collegamenti verticali sono insufficienti perché assicurati da un montaletto vetusto e da un ascensore con la porta di accesso non accessibile all’anziano in carrozzella. Al progettista è stato chiesto di rivedere l’organizzazione dell’attività della casa creando dei gruppi funzionali coerenti. Compatibilmente con la struttura portante, il progetto prevede la separazione dei servizi collettivi (cucina, lavanderia, depositi e locali tecnici) dalle unità di cura. I primi sono stati concentrati in un unico piano, le unità di cura sono state ricavate demolendo delle pareti e prevedendo la costruzione di nuovi tavolati per ottenere delle camere (singole e doppie) dotate di superfici adeguate e, nella misura del possibile, dei rispettivi servizi. L’accesso all’istituto avviene dal davanti dell’edificio, con l’entrata principale situata al medesimo livello dei servizi collettivi (al piano scantinato, che di fatto costituisce il piano terreno rispetto all’accesso dal davanti). Le unità di cura si trovano ai piani superiori. Il piano scantinato, comprende: l’ampliamento dell’edificio esistente su ambedue i lati, costituendo una piattaforma per i tre piani superiori; l’entrata principale, con l’amministrazione/ricezione/contabilità, il locale soggiorno/ pranzo ed altri locali di servizio (camera mortuaria/locale deposito rifiuti); l’accesso di servizio e consegna merce, i locali logistici: la cucina, suddivisa in preparazione, cottura, distribuzione e lavaggio, i locali dispensa, le celle frigorifere; gli spogliatoi per il personale (uomini/donne) e relativi servizi igienici, la sala pranzo per il personale. Al piano seminterrato troviamo: un’unità abitativa autonoma di complessivi 7 posti letto. Sfruttando la superficie creata dalla costruzione della piattaforma al piano inferiore si ricavano tre nuove camere in aggiunta alle due esistenti (due camere sono doppie). Ogni camera è dotata di un servizio W.C./doccia. Ogni unità dispone dei locali di deposito pulizia e biancheria. Al piano terreno sono situati: un’unità abitativa di 8 posti letto. Vengono ripresi i contenuti del piano inferiore con l’aggiunta di una camera singola; un ascensore montaletti ed una scala interna che assicura il collegamento tra i tre piani; il locale farmacia ed il soggiorno con sul lato opposto la cappella (esistente) con in mezzo il corridoio che collega l’unità abitativa all’altra ala della casa; i locali per la fisioterapia, la parrucchiera e pedicure, la sala pranzo per il personale, per il capo cure, le riunioni, consultazioni e incontri, posti nel lato trasversale dell’edificio. Al primo piano sono stati collocati: un’unità di cura con 18 posti letto (12 camere singole e 3 doppie); l’alloggio con 5 posti letto, riservati al personale religioso; gli spazi collettivi, locali di soggiorno e refezione; il bagno medicalizzato, docce assistite (che sopperiscono alle camere prive di doccia), attrezzature igieniche/sanitarie (vuotatoio); i locali di deposito per la biancheria pulita e sporca; un montaletti (esistente), che per garantire il regolare collegamento verticale tra i due piani sarà sottoposto ad una radicale revisione. La ristrutturazione include la messa a norma di tutto l’edificio nel rispetto dei requisiti per la prevenzione e sicurezza antincendio, con l’utilizzo di materiale ignifugo laddove richiesto, l’installazione del sistema di allerta antifuoco in tutte le camere e nei locali comuni e l’adozione dell’apposita segnaletica per indicare le vie di fuga. L’adattamento alle norme vigenti riguarda tutte le installazioni e impianti: produzione di calore, distribuzione acqua calda e fredda, ventilazione della cucina, aspirazione dei locali, installazione elettrica, impianti e installazioni sanitarie. Le attrezzature sanitarie, l’arredamento delle camere e dei locali comuni e di servizio e la sistemazione esterna conformi alle necessità delle persone anziane, malate e in perdita d’autonomia residenti nell’istituto. Il Municipio di Castel San Pietro, con decisione del 12 gennaio 2006 ha rilasciato la licenza edilizia per la ristrutturazione con ampliamento della Casa di riposo e la stessa è assurta in giudicato. Dal profilo edificatorio sono date le premesse per iniziare i lavori. IV. CONFORMITÁ DELL’INIZIATIVA CON LA PIANIFICAZIONE SETTORIALE L’iniziativa è in sintonia con la pianificazione settoriale, specificatamente a quanto indicato nella "Pianificazione 2000/2010 della capacità di accoglienza degli istituti per anziani del cantone Ticino, luglio 2003". Nel decennio 2000/2010 la popolazione anziana (65+) aumenterà di circa 13'100 unità un terzo dei quali avrà oltre 80 anni. La densità di 288 posti letto (per mille anziani con 80 e più anni di età) nel Mendrisiotto è leggermente superiore alla media cantonale (255). Ciò nonostante il Mendrisiotto, dopo il Luganese ed il Locarnese, conoscerà la crescita più importante della popolazione anziana ultra 65enne. La maggiore densità di posti letto nel Mendrisiotto è momentanea e da attribuire all’aggiunta dei 46 posti supplementari ricavati in occasione della riconversione della Clinica Santa Lucia in casa per anziani (nel frattempo attuata). La ristrutturazione avviene in un comprensorio dove non esistono degli effetti sostitutivi tra tipi diversi di istituti ospedalieri di lunga e media degenza. Infatti, per assicurare un flusso di dimissioni degli anziani dall’ospedale acuto Beata Vergine di Mendrisio, sono stati riservati 15 posti letto nella casa per anziani di Arzo (reparto di alto contenuto sanitario). Questi posti servono a garantire la presa a carico dell’anziano, non sufficientemente autonomo per rientrare al proprio domicilio, dopo un soggiorno in ospedale. L’esperienza, con solo un anno di durata, che si estende in altre tre case per anziani Opera Charitas Sonvico, Casa anziani Malcantonese, Centro sociosanitario Cevio, per complessivi 60 posti letto, è monitorata da un gruppo di lavoro sotto l’egida dell’Ufficio del medico cantonale, che ne verifica la pertinenza. La ristrutturazione dell’istituto di Castel San Pietro risponde alle rivendicazioni dei Comuni della regione Valle di Muggio che chiedono di poter disporre di una struttura medicalizzata in grado di soddisfare le esigenze della popolazione locale. V. COSTO Il preventivo dettagliato 20 gennaio 2006 che accompagna il progetto definitivo (10 gennaio 2006) indica una spesa complessiva di franchi 6’300'000.-. Il preventivo di spesa è cosi suddiviso: Costo complessivo suddiviso nei gruppi principali
Sulla scorta dei dati presentati dai progettisti il costo medio degli interventi (ampliamento, e ristrutturazione) per posto letto (38 posti) ammonta a 165’790.- franchi: costo al posto letto ( 6'300'000.- : 38 posti letto) = franchi 165'790.- A titolo indicativo si segnala che la volumetria dell’edificio esistente è di 8'443, metri cubi; quella dell’ampliamento è di 3'072 metri cubi. L’Ufficio dei lavori sussidiati e degli appalti, con rapporto 6 marzo 2006, esaminata la documentazione presentata dal progettista precisa quanto segue: Ricapitolazione generale dei costi
Costi al metro cubo complessivo Nella costruzione esistente gli interventi incidono sul costo al metro cubo per i seguenti motivi: interventi di miglioria nel risanamento termico (insolazione della soletta dell’ultimo piano); protezione antincendio ( impianti rilevazione incendio, sostituzione di tutte le porte interne, installazione delle porte tagliafuoco, esecuzione della scala d’emergenza e dell’installazione impianto parafulmine); inoltre negli ultimi 10 anni sono stati eseguiti solamente lavori di normale manutenzione. Per maggiori dettagli di carattere tecnico si rinvia al Rapporto dell’Ufficio lavori sussidiati e degli appalti. VI. FINANZIAMENTO Il finanziamento dell’ampliamento dell’istituto è così stabilito: costo complessivo dell’opera: fr. 6'300'000.- mezzi propri della Fondazione: fr. 800'000.- contributo a fondo perso (LAnziani): fr. 2'550'000.- prestito LIM TI: fr. 630'000.- totale: fr. 3'980'000.- rimanenza: fr. 2'320'000.- L’onere rimanente di franchi 2'320'000.- (riconoscimento degli interessi e ammortamenti) ed il rimborso della quota parte del prestito LIM sono assunti nei costi di gestione dell’istituto Fondazione Don L. Guanella, Castel San Pietro, conformemente all’art. 6b cpv. 22 della Legge anziani e art. 6 cpv. 3 del suo Regolamento di applicazione che recita: nel sussidio di gestione agli enti privati possono essere riconosciuti, tenuto conto della loro situazione finanziaria, gli interessi ipotecari e gli ammortamenti versati a terzi nella misura massima del 3% annuo. Eventuali donazioni e legati, attuali e futuri, dovranno essere utilizzati per diminuire gli oneri ipotecari. Sorpassi di spesa rispetto al preventivo approvato di franchi 6'300'000.- rimangono interamente a carico del committente e non saranno riconosciuti nei costi di gestione dell’istituto. VII. PROPOSTA DI SUSSIDIAMENTO Per la realizzazione delle opere di ristrutturazione e ampliamento dell’istituto Don L. Guanella, oggetto del presente messaggio, richiamato l’art. 5 della Legge del 25 giugno 1973 concernente il promovimento, il coordinamento ed il sussidiamento delle attività a favore delle persone anziane, si propone la concessione di un sussidio unico, non indicizzato all’aumento dei costi di costruzione, di franchi 2'550'000.-. VIII. RELAZIONE CON LE LINEE DIRETTIVE Questa proposta corrisponde agli intendimenti settoriali cantonali indicati nella scheda 3 a pag. 60 delle linee direttive e del piano finanziario 2004/2007 (edizione dicembre 2004). Essa è iscritta a piano finanziario 2004/2007-2008/2011, settore 331 Istituti per anziani, CRB 232 WBS. 232.52. 0021; istituti per anziani, rispettivamente settore Promozione Economica CRB 835 WBS 835.50.2229, prestiti per investimenti LIM TI privati e CRB 835 WBS 835.60.2229, rimborso prestiti per investimenti LIM TI privati. Le conseguenze di natura finanziaria sono le seguenti: spese di investimento (PFWBS. 232. 52. 0021): fr. 2’550'000.-; spese correnti: l'istituto usufruisce del sussidio alla gestione (Cantone, Comuni) conformemente all'art. 6 della Legge anziani. Al disavanzo di esercizio delle case per anziani, aggregato a livello cantonale, andranno ad aggiungersi la spesa per il finanziamento degli oneri ipotecari (interessi e ammortamenti) e la quota parte del rimborso del prestito LIM cantonale per un importo stimato a franchi 164’400.-. Ritenuta la chiave di riparto prevista dalla Legge, 1/5, pari a fr. 32’880.-, andranno a carico del Cantone; enti subalterni e Comuni: per il settore anziani la spesa a carico dei Comuni sarà aggiornata inserendo nel contributo globale, aggregato a livello cantonale, la quota parte a loro carico pari a fr. 131’520.- (4/5 di fr. 164'400.-); effettivo del personale: invariato. Vogliate gradire, signor Presidente, signore e signori deputati, l'espressione della nostra massima stima. Per il Consiglio di Stato: Disegno di DECRETO LEGISLATIVO Il Gran Consiglio - richiamata la Legge del 25 giugno 1973, concernente il promovimento, il coordinamento e il sussidiamento delle attività sociali a favore delle persone anziane; - visto il messaggio 16 maggio 2006 n. 5793 del Consiglio di Stato, decreta: Articolo 1 1 Alla Fondazione Opera Don Guanella, Castel San Pietro è accordato un contributo unico, a fondo perso, di franchi 2’550'000.-, per l’ampliamento e la ristrutturazione dell'omonimo istituto, conformemente alla legge anziani del 25 giugno 1973.2 Il contributo non sarà adeguato all’evoluzione dell’indice dei costi di costruzioneArticolo 2 Alla Fondazione Opera Don Guanella, Castel San Pietro è concesso, per l’ampliamento e la ristrutturazione dell’omonimo istituto, un prestito agevolato massimo di franchi 630'000.-, pari al 10% della spesa computabile preventivata di fr. 6'300'000.-, per la durata di 25 anni, in base alla LIM cantonale. Articolo 3 1 La spesa in base alla Legge anziani è a carico del Dipartimento della sanità e della socialità, conto "contributi investimenti".2 Le modalità di versamento dei sussidi sono stabilite dalla Sezione del sostegno a enti e attività sociali.Articolo 4 1 Il prestito LIM cantonale è a carico del conto 525 004 "Prestiti per investimenti LIM TI privati", CRB 835, WBS 835.50.2229 rispettivamente 625 002 "Rimborso prestiti per investimenti LIM TI privati", CRB 835 WBS 835.60.22292 Le modalità di versamento del prestito LIM sono stabilite dalla Sezione della promozione economica.3 A giudizio della Sezione della promozione economica possono essere versati degli acconti sul prestito concesso4 Il prestito LIM verrà erogato in base al rapporto di liquidazione che verrà allestito dall’Ufficio dei lavori sussidiati e degli appalti.Articolo 5 Trascorsi i termini per l’esercizio del diritto di referendum, il presente decreto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi ed entra immediatamente in vigore. |
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