Messaggio

 

     
numero 4912    
data

1° settembre 1999

   
dipartimento Finanze e Economia    
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Sussidiamento della realizzazione di un'area industriale di interesse cantonale a Riazzino, Ia tappa

Onorevole signor Presidente,

onorevoli signore e signori Consiglieri,

con il presente messaggio ci pregiamo sottoporvi il disegno di Decreto legislativo inteso a concedere al Comune di Locarno, per la realizzazione della Ia tappa dell'area industriale di interesse cantonale a Riazzino, un sussidio in base alla Legge per l’innovazione economica, del 27 giugno 1997 (L-inn).

I. INTRODUZIONE

1. Le zone d'attività industriali nel Canton Ticino

Il Piano direttore cantonale, Tomo 1: A II/96, in merito alle zone di attività industriali e artigianali si esprime nei seguenti termini:

- (A.11.2.1) "la promozione delle zone industriali e artigianali è una componente spesso determinante della politica dello sviluppo economico in generale e di quella del settore secondario in particolare.

- (A.11.3) "la politica cantonale in materia di promovimento delle zone industriali e artigianali è parte integrante delle proposte per la futura organizzazione del territorio", e più avanti nello stesso capitolo si legge: "la politica in materia di zone industriali e artigianali è inoltre una specificazione di quella più generale in materia di insediamenti. Essa è volta ad assicurare le migliori premesse territoriali per soddisfare la domanda degli imprenditori nel rispetto delle altre esigenze della pianificazione del territorio, in particolare quelle attinenti ad un uso razionale e parsimonioso del suolo e al rispetto della qualità dell'ambiente. Con essa si intende inoltre sostenere l'incremento del livello tecnologico delle aziende, incrementare la quota di personale qualificato delle stesse, favorire l'occupazione nei comprensori periferici e di montagna e l'approvvigionamento locale di beni di tipo artigianale. Sono questi infatti gli obiettivi di politica economica che stanno alla base della L-prom del 27 maggio 1986."

Le scelte operative formulate al capitolo A.11.3.2 designano quali zone industriali di interesse cantonale le aree di Biasca e del Piano di Magadino, per la cui ubicazione si è optato per Riazzino in quanto:

"L'ubicazione di Riazzino è, rispetto a quella di Cadenazzo o Contone, più favorevole poiché rappresenta, dal profilo pianificatorio, una naturale completazione delle zone industriali esistenti a Locarno e Lavertezzo e costituisce uno sbocco per le industrie esistenti nell'agglomerato urbano di Locarno che, per motivi di opportunità pianificatorie e ambientali, devono essere spostate in zone più idonee".

Successivamente il rapporto al Gran Consiglio sulle linee direttive e sul piano finanziario 1992-1995 del Consiglio di Stato, del mese di ottobre 1991, cita, al capitolo 3.6.3 "Settore secondario", tra i provvedimenti operativi, punto C4, "Promuovere, d'intesa con la Regione Locarnese e Vallemaggia e la città di Locarno, una zona industriale di interesse cantonale (secondo modalità da definire) in territorio di Riazzino e valutare l'opportunità di ampliare la zona industriale di Biasca. Inoltre, nell'ambito della concretizzazione del Piano direttore e delle decisioni dei Piani regolatori, rendere effettive le residue possibilità di offerta di terreni industriali e, soprattutto, definire il loro sfruttamento nonché incoraggiare e concertare proposte di offerte di immobili industriali a carattere polifunzionale".

Il rapporto al Gran Consiglio sulle linee direttive e sul piano finanziario 1996-1999 del Consiglio di Stato, versione ottobre 1995, non cita direttamente la tematica delle zone industriali, ma nell'obiettivo programmatico della crescita economica, al punto 10, fa riferimento alla pianificazione territoriale quale strumento indispensabile per uno sviluppo coordinato ed a lungo termine dell'economia.

Il tema di una zona di interesse cantonale a Riazzino viene poi ripreso nell'ambito del documento di lavoro del Dipartimento delle finanze e dell'economia "Strategia e misure puntuali di sostegno al rilancio economico in Ticino" del 26 aprile 1996. In particolare la misura 27 propone di "ridefinire il concetto di spazio industriale. Promuovere i lavori di assetto di aree industriali già in corso con il minimo della spesa e definire i nuovi interventi in funzione delle reali possibilità di insediamento. Si sta concludendo in modo elegante il processo iniziato più di 10 anni fa delle aree di interesse cantonale (Biasca, Riazzino)".

Nei documenti ufficiali del Consiglio di Stato appare dunque più volte la volontà di procedere alla realizzazione di una zona industriale di interesse cantonale a Riazzino, oggetto del presente messaggio.

L'attività di promozione economica da parte dello Stato comprende, oltre ai sussidi diretti versati alle aziende che eseguono degli investimenti innovativi, anche il sussidiamento per l'infrastrutturazione di zone industriali. Quest'ultimo tipo di promozione ha quale obiettivo di dotare il territorio cantonale di strutture atte a ricevere nuove attività industriali o a permettere la crescita e l'espansione di aziende già attive nel nostro Cantone. L'urbanizzazione della nuova zona industriale di interesse cantonale di Riazzino rientra in quest'ottica di promozione economica.

2. La zona industriale di Biasca

L'esperienza della zona industriale di Biasca ha mostrato come l'infrastrutturazione di una nuova area industriale abbia portato alla creazione di nuove opportunità occupazionali e di ricadute economiche per la Regione delle Tre Valli. Nella valutazione dell'esperienza di Biasca occorre innanzitutto tenere in considerazione alcuni fattori che hanno gravato pesantemente sull'economia ticinese in generale, come ad esempio le ristrutturazioni aziendali o la perdita di attrattività del Ticino quale luogo di produzione per determinati rami industriali, ai quali si sono aggiunti fattori tipici inerenti la Regione delle Tre Valli come ad esempio la difficoltà a reperire manodopera qualificata indigena. Malgrado queste difficoltà strutturali in cui si dibatte il settore industriale ticinese, a fine marzo 1999 erano attive nella zona industriale di Biasca 8 aziende, per un totale di 361 posti di lavoro; si tratta in tutti i casi di ditte che hanno scelto la loro ubicazione a Biasca in quanto dotata di una zona industriale sufficientemente attrattiva. Le aziende menzionate sono tutte attive in nicchie di mercato molto avanzate ed innovative, dotate di tecnologia d'avanguardia, i cui sbocchi di mercato sono a livello internazionale promettenti in un'ottica di lungo termine. La realizzazione dell'area industriale ha portato al settore secondario della Regione Tre Valli un importante contributo in termini di posti di lavoro, come pure è stato importante per l'intera Regione l'indotto economico ottenuto dalla realizzazione di investimenti per un totale di circa fr. 80 mio. Da rilevare inoltre come l'ultimo trasferimento di un'azienda nell'area industriale risale al 1995 ed è già stata decisa la realizzazione di una nuova azienda industriale del ramo farmaceutico a dimostrazione di come l'interesse della zona non sia scaduto nel tempo.

Ci preme ricordare che l'obiettivo quantitativo per il settore industriale era stato così formulato nel programma di sviluppo della regione Tre Valli del dicembre 1976: "Compensare parzialmente la riduzione tendenziale prevista dei posti di lavoro industriali nella regione (-400) con la creazione di almeno 300 nuovi posti di lavoro in aziende industriali". La zona industriale di Biasca ha quindi contribuito in modo determinante al raggiungimento di questo obiettivo.

3. Alcune osservazioni in merito all'industria ticinese

Sono di recente apparizione tre studi curati dall'Istituto di ricerche economiche (IRE) che permettono di focalizzare lo stato dell'industria ticinese durante la prima metà degli anni novanta. In sintesi i risultati delle ricerche mostrano come il settore secondario cantonale abbia subìto, sotto l'impulso dei mutamenti in corso a livello mondiale, una serie di trasformazioni strutturali, che hanno spinto l'industria ticinese a ricercare degli aumenti di produttività tramite ristrutturazioni aziendali e l'introduzione di innovazioni tecnologiche in ambito produttivo. Nel 1995 l'industria e l'artigianato ticinese occupavano 30'000 persone, pari al 19,7% del totale delle persone occupate, con una riduzione del 10% dei posti di lavoro rispetto al 1985; questo significa che poco meno di 1/5 delle persone occupate nel Cantone, frontalieri compresi, lo sono nell'industria e nell'artigianato industriale. L'industria ticinese si è ridimensionata per quanto concerne il numero degli addetti, ma ha nel contempo migliorato il suo livello qualitativo; in particolare si è potuto notare come il valore aggiunto creato dal settore si aggira tra i fr. 2,5 ed i fr. 3 miliardi, pari a circa 1/5 del valore aggiunto totale cantonale, con un aumento tra il 1985 ed il 1995 in termini nominali del 47% (8% in termini reali). Si è inoltre riscontrato un cambiamento di rotta nella struttura produttiva cantonale; la riduzione dei posti di lavoro nelle attività manifatturiere è stata compensata, in parte, dalla creazione di posti di lavoro in settori innovativi (elettronica, ottica, micromeccanica), le cui prestazioni economiche, misurate in termini di aumento di valore aggiunto, sono superiori. Gli studi dell'IRE mostrano inoltre come vi sia pure stato un miglioramento del livello di qualifica del personale, come pure un miglioramento nella propensione all'innovazione da parte degli imprenditori ticinesi, in particolare per i rami dell'industria il cui livello tecnologico e la qualifica del personale sono più elevati. Si tratta di indicazioni importanti che mostrano come la strada intrapresa dal settore industriale cantonale, ossia una specializzazione in attività ad alto valore aggiunto, sia la più adatta a fronteggiare l'inasprimento della concorrenza internazionale.

La possibilità di disporre di infrastrutture atte ad accogliere sia nuove aziende, sia il trasferimento di aziende esistenti, rappresenta un'attrattiva supplementare conferita direttamente al settore secondario ticinese ed indirettamente a tutta l'economia cantonale.

II. IL PROGETTO DELL'AREA INDUSTRIALE DI INTERESSE CANTONALE DI RIAZZINO

1. Breve istoriato

La realizzazione di una zona industriale in territorio di Riazzino risponde ad una necessità da parte del Comune di Locarno di cercare nuovi spazi anche per favorire il trasferimento di parte delle attività industriali attualmente ubicate all'interno della città. Alla base della creazione della nuova zona industriale, vi è dunque la volontà del Municipio, formalizzata nel Piano regolatore comunale, di ridefinire l'utilizzazione del territorio del Comune di Locarno, stabilendo una chiara separazione tra la superficie destinata all'insediamento urbano e abitativo e la superficie destinata all'utilizzo industriale. La scelta di Riazzino quale luogo d'insediamento non è frutto del caso, bensì è la risultante di un lavoro iniziato verso la metà degli anni settanta, ed affinatosi con il tempo, come descritto nel breve istoriato che segue.

L'idea di realizzare una zona industriale di interesse cantonale sul Piano di Magadino risale ad una ventina di anni fa; infatti nel suo rapporto del 22 marzo 1977 il "Gruppo di lavoro aree industriali" (GLAI), istituito dal Consiglio di Stato, individuava nelle regioni di Biasca e di Cadenazzo-Contone le aree che allora meglio si prestavano a tale scopo. La realizzazione di una seconda zona industriale, dopo quella di Biasca, sul Piano di Magadino, con una nuova ubicazione in territorio di Riazzino, veniva già contemplata nel progetto di Piano direttore del 1986 come zona industriale di interesse cantonale. In seguito la zona industriale di interesse cantonale di Riazzino venne inserita nella versione definitiva del Piano direttore del 1990.

Nel contempo il Consiglio di Stato approvava con la risoluzione governativa n. 3491 del 16 maggio 1990 il Piano regolatore del Comune di Locarno-Territorio del Piano di Magadino, optando per la distinzione di due zone industriali, una di interesse cantonale ed una di interesse comunale, ambedue ubicate a Riazzin.

I proprietari dei fondi interessati dalla zona industriale hanno costituito nel 1991 una società semplice; nel contratto essi hanno stabilito la loro volontà ad una riunione particellare ed alla relativa suddivisione in %o delle loro quote di proprietà.

Il rapporto al Gran Consiglio sulle linee direttive e sul piano finanziario 1992-1995 del Consiglio di Stato, del mese di ottobre 1991, ripropone la necessità di creare una zona industriale di interesse cantonale.

Durante il mese di novembre 1991 viene elaborata, da parte del perito dell'allora Dipartimento di giustizia e su richiesta del rappresentante dei proprietari, una perizia di stima del presunto valore commerciale dei fondi situati in territorio del Comune di Locarno (Piano). La perizia era volta a definire, approssimativamente, i prezzi di vendita o di affitto dei terreni della zona industriale, onde verificare la fattibilità economica dell'operazione per i proprietari, che risultò effettivamente confermata.

Parallelamente il Comune di Locarno ha fatto eseguire uno studio idrologico e geotecnico della zona, consegnato nel mese di marzo 1992, che ha permesso di definire gli interventi per quanto riguarda le opere di fondazione, la realizzazione di piani interrati, le possibilità di evacuazione delle acque meteoriche e le possibilità di estrazione di acqua dal sottosuolo.

Nel novembre 1994 vi è stata la sentenza del Tribunale della pianificazione del territorio relativa ai ricorsi presentati contro il Piano regolatore di Locarno e riguardanti la zona industriale di interesse cantonale di Riazzino, in cui è stabilito che l'area in questione può essere adibita all'utilizzo industriale.

In seguito vi sono stati nel corso degli anni 1995 e 1996 alcuni incontri tra Cantone e Comune di Locarno che hanno permesso di definire le modalità di realizzazione della zona industriale.

Con la risoluzione n. 197 del 22 gennaio 1997, il Consiglio di Stato ha dichiarato l'area industriale di Riazzino, come indicata nel Piano direttore cantonale e definita dal Piano regolatore del Comune di Locarno, di interesse cantonale. In tal modo si sono formalizzate le premesse necessarie per procedere all'urbanizzazione della zona industriale ed in particolare per ottenere gli aiuti contemplati ai sensi dell'articolo 8 della L-inn.

Infine con risoluzione n. 1478 del 31 marzo 1999, il Consiglio di Stato ha approvato una variante del PR concernente la zona industriale d’interesse cantonale del Comune di Locarno (zona del Piano di Magadino), stabilendo che "nella zona industriale di interesse cantonale sono ammesse costruzioni per aziende industriali, artigianali e del terziario avanzato ai sensi della Legge per l’innovazione economica del 25 giugno 1997, compatibile con la destinazione d’uso della stessa e con le caratteristiche geotecniche ed idrogeologiche del terreno ecc.".

Ciò significa che in questa zona possono essere ubicate solo aziende industriali, artigianali e di terziario avanzato con un apprezzabile contenuto innovativo, presumibilmente solide e che diano un indotto economico e sociale diretto o indiretto alla regione e al cantone.

2. Ubicazione e caratteristiche della zona industriale di interesse cantonale di Riazzino

L'area industriale di interesse cantonale di Riazzino definita nel Piano regolatore del Comune di Locarno è ubicata in località "Sotto Riazzino" compresa tra il tracciato della linea ferroviaria, Via Campagna, che corre parallelamente al Riale della Val Pesta, e la strada cantonale "Via Stradonino". L'area industriale presenta una superficie utilizzabile pari a circa 17 ettari dal mappale 4299 al mappale 4308. L’urbanizzazione è prevista, per motivi di ordine finanziario e tecnico, in più tappe distinte, di cui la prima tappa, oggetto del presente messaggio, è descritta in seguito.

Attualmente, fatta eccezione per gli stabilimenti delle Officine Ghidoni e della Polivideo SA, i terreni sono destinati unicamente a scopo agricolo, motivo per il quale la realizzazione delle opere previste per l'infrastrutturazione dell'area non dovrebbe subire alcun tipo di contrattempo. Le caratteristiche geologiche dei terreni destinati all'area industriale sono del tutto simili alle caratteristiche di tutta la zona media e bassa del Piano di Magadino, per cui sono da prevedere dei lavori di scarifica e colmataggio prima di procedere ad una successiva fase di edificazione.

L'attrattiva della zona industriale di Riazzino è dovuta in particolare alla sua posizione geografica relativamente centrale, inoltre la presenza dello svincolo autostradale a pochi chilometri permette di raggiungere in breve tempo l'asse principale di comunicazioni nord-sud. La possibilità di dotare l'area industriale di un binario di servizio conferisce alla zona un ulteriore elemento di attrazione.

3. I lavori di infrastrutturazione della zona industriale

3.1 Il progetto globale

L'infrastrutturazione completa della zona industriale, così come descritta comporta la realizzazione di interventi di vario tipo, di cui si illustrano, qui di seguito, i punti principali:

realizzazione di una nuova strada di accesso alla zona industriale nonché delle strade di servizio all'interno della zona stessa;

realizzazione di un sistema di canalizzazione per la derivazione delle acque luride e delle acque chiare provenienti da strade e piazzali,

realizzazione di un acquedotto per l'acqua industriale nonché la sistemazione dell'attuale acquedotto per l'acqua potabile;

sistemazione tramite interramento di alcune linee elettriche di proprietà della Società elettrica sottocenerina (SES) nonché dell'Azienda elettrica ticinese (AET);

allacciamento alla rete telefonica;

eventuale realizzazione di un binario di servizio che dalla linea FFS porta alla zona industriale.

Lo scadenzario dei lavori prevede una realizzazione a tappe degli stessi, in quanto l'esecuzione globale delle opere comporterebbe un onere troppo importante a carico del Comune.

3.2 I lavori previsti per la realizzazione della prima tappa

Tenuto in considerazione quanto espresso al punto precedente, il Comune di Locarno ha optato per la realizzazione di una prima tappa dei lavori di infrastrutturazione della zona industriale, dimensionando di conseguenza anche la realizzazione di taluni impianti.

Questa prima tappa permette di urbanizzare il sedime sufficiente per la realizzazione di un nuovo stabilimento industriale con 200 dipendenti, che grazie agli ampi spazi della nuova sede intende raddoppiare gli effettivi nel giro di 2-3 anni. La nuova unità produttiva sarà ubicata accanto al sedime attualmente occupato dalla ditta Polivideo SA, sul lato ovest della zona industriale. L’insediamento in questa ubicazione permette di utilizzare parte delle infrastrutture già esistenti in loco, come la canalizzazione acque luride, la fornitura di acqua potabile e gli allacciamenti per l’elettricità e la linea telefonica. La capacità degli impianti esistenti si esaurirà verosimilmente con l’insediamento dell’azienda industriale. Il Municipio di Locarno prevede di realizzare le future ulteriori tappe di utilizzazione partendo dal lato est dove è già ubicata e servita dalle necessarie infrastrutture la ditta Officine Ghidoni SA.

La prima tappa prevede l’infrastrutturazione di 11000 mq e comprende le seguenti opere:

La sistemazione stradale

La strada d’accesso esistente viene portata a 7 ml, affiancata sul lato nord da un marciapiede di metri 1.50.

L’evacuazione acque chiare

Con l’innalzamento del campo stradale ad una quota di sicurezza di 197,50 msm è indispensabile garantire una corretta evacuazione delle acque meteoriche, che avverrà per dispersione laterale, attraverso una trincea a verde realizzata sul mappale 4313 RFD Locarno, la quale sarà completata con caditoie sifonate con griglia sopraelevata di circa 10 cm rispetto alla quota della trincea, a intervalli di circa 30 metri.

Si otterrà una dispersione primaria direttamente attraverso l’humus, con scarico di troppopieno tramite le cadatoie che convogliano l’acqua fino al vicino canale di bonifica

L’emissione di acque residuali della ditta interessata all’insediamento è di minima entità, per cui si effettuerà il raccordo alla canalizzazione acque luride esistente. Il suo stato risulta infatti idoneo allo scopo.

Acquedotto potabile

Per l’acquedotto si farà capo alla condotta esistente che corre luogo la cantonale. Il raccordo con una tubazione in PE diametro 200 è lungo circa ml 280.

Reti Swisscom, Cablecom, SES e AET

Gli interventi da capomastro saranno interamente addebitati alle ditte proprietarie delle reti, mentre la pavimentazione rimane a carico della Città di Locarn.

La bonifica del terreno

Come precedentemente accennato a suo tempo il Comune aveva fatto allestire una perizia idrogeologica e geotecnica molto dettagliata dalla quale risultava la necessità di bonificare i terreni agricoli esistenti per garantire la loro edificabilità. Si tratta infatti di sostituire lo strato di terra vegetale con materiale alluvionale idoneo alla portanza del terreno e alla infiltrazione delle acque piovane. Inoltre, è auspicabile sopraelevare tutto il sedime per portarlo fuori dalla zona di allagamento.

Dei circa 15’000 mq previsti per l’insediamento industriale, è necessario sopraelevare i primi 11’000 mq fino a una quota di 197, 50 msm. Si tratta dello spazio necessario per il capannone di produzione e degli uffici, oltre alle aree di manovra e ai posteggi.

Il posteggio

Per gli oltre 200 dipendenti è necessario prevedere un numero adeguato di posteggi, facendo capo a un terreno adiacente.

Le vie di accesso saranno in asfalto e gli stalli in grigliati a verde. La dispersione delle acque avviene superficialmente sul grigliato, avente una pendenza verso il centro dell’1%, dove le acque in esubero vengono disperse in una trincea drenante. Il tutto sarà completato da un’adeguata piantagione.

Le successive fasi di infrastrutturazione, che porteranno ad urbanizzare completamente l'area industriale di Riazzino come descritto al punto 3.1, saranno oggetto di uno o più messaggi governativi e verranno eseguite con tempi e modalità ancora da definire da parte dell'autorità comunale.

4. La gestione dell'area industriale

Un aspetto importante della realizzazione della zona industriale riguarda la problematica inerente la gestione della stessa, con riferimento particolare alla gestione dei rapporti tra i vari proprietari dei fondi interessati dall'area industriale ed alla scelta di una soluzione giuridica che permetta di risolvere in modo fiscalmente interessante e senza disparità di trattamento lo sfruttamento dei fondi. Questi motivi hanno portato alla costituzione da parte dei proprietari dei terreni di una società semplice, in quanto altre forme giuridiche, come la costituzione di una società anonima a conduzione mista (Stato-privati), o la costituzione di un'altra persona morale che raggruppasse i proprietari, si sono avverate improponibili per le conseguenze fiscali che si sarebbero verificate con gli apporti dei singoli soci proprietari.

La società semplice si fonda essenzialmente sui seguenti principi:

costituzione di tre distinti regimi di comproprietà, riguardanti le superfici interessate alle tre fasi che sono state previste per l'infrastrutturazione della zona, in modo da permettere una ricomposizione particellare a seconda delle necessità;

le coproprietà sono espresse in millesimi sulla superficie non edificata e prevedono il principio di decisione a maggioranza e di voti pari alle frazioni possedute;

in caso di vendita, verrà data precedenza a quelle quote-parti di terreni gravate da oneri ipotecari;

la qualità di socio potrà essere trasferita nel caso di cessione di proprietà o di quote di coproprietà esistenti;

la riunione delle particelle in tre comproprietà è avvenuta, con Risoluzione del Consiglio di Stato, tramite una procedura di permuta generale dei fondi ai sensi dell'articolo. 83 della Legge sul raggruppamento e la permuta dei terreni.

L'insieme dell'area industriale è dunque composta da tre fondi, ognuno dei quali è formato dalle attuali proprietà. Parti del fondo potranno essere vendute ad eventuali acquirenti, affittate o cedute in diritto di superficie, ad un prezzo di mercato da stabilire. Il ricavato viene ripartito tra i vari soci coproprietari dell'area. La soluzione scelta è quella che meglio tutela l'interesse di tutti i proprietari dei terreni sui quali è previsto l'insediamento della zona industriale. Il Cantone, per i motivi sopra elencati, non prende dunque parte alla gestione dell'area industriale, ma si limita a sussidiare le opere di infrastrutturazione, così come previsto dall'articolo 8 della L-inn.

III. PREVENTIVO DI SPESA E PIANO DI FINANZIAMENTO

1. Preventivo di spesa della prima tappa

L'infrastrutturazione completa della zona, comprendente la realizzazione di tutte le opere descritte al punto II.3.1 comporta un onere complessivo di circa fr. 12 mio., esclusi i lavori di scarifica e colmataggio terreni a carico dei privati.

Il preventivo di spesa per la realizzazione dei lavori inerenti la prima tappa dell'urbanizzazione della zona industriale, descritti al punto II.3.2, ammonta a fr. 1'865'000.--

Per la sistemazione stradale bisogna considerare la necessità di rimuovere l’attuale pavimentazione in calcestruzzo, la scarifica e il riporto del materiale idoneo fino alla nuova quota. Inoltre, vi sarà la delimitazione della strada con bordure e del marciapiede con cubetti di granito.

Per la bonifica si tiene conto dei prezzi unitari attualmente in vigore.

Per il posteggio, viene computata solo la quota di partecipazione del Comune, pari al 50% della spesa prevista. L’altro 50% è a carico dell’industria.

Suddivisione del preventivo di costo:

Genere d'intervento

 

Costo

sistemazione stradale

fr.

590'000.--

evacuazione acque chiare

fr.

100'000.--

acquedotto potabile

fr.

125'000.--

reti Swisscom, SES, ecc.

fr.

0.--

bonifica del terreno

fr.

850’000.--

posteggio (solo quota parte Comune)

fr.

200’000.--

Totale opere

fr.

1'865'000.--

Per il finanziamento, il Cantone intende riconoscere un sussidio, basato sull'articolo. 8 della Legge per l’innovazione economica, pari al 30% dell’importo complessivo, escluso il posteggio, quindi su fr. 1’665’000.--.

2. Piano di finanziamento

Tenuto in considerazione l'aiuto proposto dal presente messaggio, in favore delle opere computabili, il piano di finanziamento per la realizzazione delle opere previste dalla prima tappa è il seguente:

Comune di Locarno

fr.

665’500.--

 

60,0%

Prestito LIM CH

fr.

500'000.--

 

30,0%

Sussidio cantonale L-inn

fr.

499’500.--

 

30,0%

Totale

fr.

1'665'000.--

 

100%

Il Comune di Locarno intende ricuperare parte dell'investimento a suo carico prelevando un contributo dal proprietario del fondo.

Nella seduta del 17 maggio 1999 il Consiglio comunale della Città di Locarno ha approvato il messaggio municipale concernente la richiesta di un credito di fr. 1’865’000.-- per l’urbanizzazione di un primo tratto della zona industriale di interesse cantonale a Riazzino ed ha quindi ribadito la volontà di realizzare la prima tappa oggetto del presente messaggio, provvedendo al necessario finanziamento.

Sulla base della Legge federale sull'aiuto agli investimenti nelle regioni di montagna (LIM), del 21 marzo 1997 e della relativa ordinanza (OIM) del 26 novembre 1997, il Consiglio di Stato intende assegnare al Comune di Locarno, per il progetto in esame, un prestito LIM federale forfettario di fr 500'000.--, senza interessi e da ammortizzare in 20 annualità.

Tale decisione verrà comunicata al Dipartimento federale dell'economia pubblica (seco - Politica regionale e d'assetto del territorio) e diverrà effettiva a condizione che venga stanziata la "prestazione equivalente" rappresentata dal sussidio L-inn proposto con il presente messaggio.

IV. PROPOSTA DI AIUTO

1. Proposta di aiuto L-inn

La Legge per l’innovazione economica prevede all'articolo. 8 cpv 4 la possibilità di concedere aiuti alla realizzazione di zone industriali di interesse cantonale: "Lo Stato può realizzare in proprio o sussidiare nella misura massima del 50% le infrastrutture delle zone industriali di interesse cantonale, compresi se del caso servizi collettivi".

Il progetto in questione permette di migliorare, tramite l'infrastrutturazione di una nuova zona industriale, l'attrattiva del Cantone per l'insediamento di nuove aziende, ridando nel contempo impulso alle attività del settore edile della regione. Occorre inoltre ricordare come la realizzazione della nuova zona industriale di interesse cantonale permetta di ridefinire in modo più razionale l'utilizzazione del territorio in tutta la regione del Locarnese.

In applicazione della Legge per l’innovazione economica, del 25 giugno 1997 si propone di concedere al Comune di Locarno:

un sussidio di fr. 499'500.--, pari al 30,0% della spesa computabile preventivata di fr. 1'665'000.--.

2. Condizioni

Le condizioni per il versamento del sussidio, saranno stabilite dallo scrivente Consiglio, rappresentato dalla Sezione del promovimento economico e del lavoro.

V. RELAZIONE CON LE LINEE DIRETTIVE E IL PIANO FINANZIARIO

Le proposte di sussidiamento oggetto del presente messaggio corrispondono a quanto previsto nelle linee direttive e nel piano finanziario 1996-1999.

Esse determinano le seguenti conseguenze di natura finanziaria:

- spese di investimento: PF, cifra 710 20 140 Riazzino: area industriale, fr 499’500.--

- spese correnti annue: nessuna

- modifiche dell'effettivo del personale: nessuna

- conseguenze finanziarie sui comuni: è prevista la partecipazione finanziaria all'inve-stimento del Comune di Locarno

VI. CONCLUSIONI

Sulla base delle considerazioni esposte nel presente messaggio, e considerato che la realizzazione di un'area industriale di interesse cantonale rappresenta un miglioramento dell'attrattiva del Cantone in ottica di promozione industriale, vi invitiamo a voler accettare l'annesso disegno di Decreto legislativo.

Vogliate gradire, onorevole signor Presidente, onorevoli signore e signori Consiglieri, l'espressione della nostra massima stima.

Per il Consiglio di Stato:
Il Presidente, M. Borradori
Il Cancelliere, G. Gianella

Disegno di

DECRETO LEGISLATIVO
concernente il sussidiamento della realizzazione di un'area industriale di interesse cantonale a Riazzino, Ia tappa

Il Gran Consiglio
della Repubblica e Cantone del Ticino

- visto il messaggio 1° settembre 1999 n. 4912 del Consiglio di Stato,

decreta:

Articolo 1

Per la realizzazione della prima tappa dell'area industriale di interesse cantonale a Riazzino è concesso al Comune di Locarno un sussidio di fr. 499’500.-- al massimo, pari al 30% dell'investimento previsto di fr. 1'665'000.--, in base alla L-inn.

Articolo 2

La liquidazione definitiva del sussidio è in ogni caso subordinata al collaudo dell'opera da parte dell'Ufficio dei lavori sussidiati e degli appalti.

Articolo 3

Il sussidio di fr. 499'500.-- è iscritto al conto degli investimenti del Dipartimento delle finanze e dell'economia, Ufficio industria e commercio.

Articolo 4

Le modalità di versamento degli aiuti sono stabilite dalla Sezione del promovimento economico e del lavoro.

Articolo 5

Il presente Decreto legislativo viene pubblicato nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi del Cantone Ticino ed entra immediatamente in vigore.