Mozione
 
       
data 26 gennaio 2009    
presentata da Giuseppe Bill Arigoni    
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Apertura di nuovi centri di accoglienza

La morte dei due sans papiers dell'Equador, deceduti mentre dormivano nel furgone, dimostra come sia triste ed indifferente la realtà ticinese e come non ci sia una strategia seria da parte del Dipartimento della sanità e della socialità. Non esiste un centro che può ospitare i sans papier, a parte Casa Astra a Ligornetto che è quasi sempre al completo (attualmente solo 9 posti). In questa struttura si accolgono persone in difficoltà economiche ed è nata proprio per dare rifugio agli ambulanti durante la stagione invernale. In un articolo pubblicato su "La Regione" si può leggere che: «(...) all'inizio è stata molto frequentata da cittadini ecuadoriani, col tempo ci si è accorti però che il problema era molto vasto e toccava altri gruppi di persone. Fra queste anche molti ticinesi. Solo durante lo scorso anno abbiamo dovuto rifiutare centinaia di persone (...)». Dove saranno andate a finire queste persone deboli e in difficoltà? Inoltre, mi sembra che questa struttura per questioni legali ora non possa ospitare i sans papier e questo rende ancora più acuto il problema.

La situazione si complica ulteriormente perché i pochi posti di Casa Astra vengono anche occupati da NEM (richiedenti l'asilo esclusi dall'aiuto sociale) che sono stati messi per strada e privati di qualsiasi aiuto sociale. Il Canton Ticino è l'unico Cantone che non prevede l'aiuto urgente (alloggio e vitto) per i NEM esclusi dall'aiuto sociale (vedi recente rapporto OSAR - Organizzazione di aiuto ai rifugiati).

Articolo del 16.12.2008

(http://www.tio.ch/aa_pagine_comuni/articolo_interna.asp?idarticolo=433463&idsezione=1&idsito=1&idtipo=3)

«(…) Dall'entrata in vigore, all'inizio dell'anno, della revisione della legge sull'asilo anche i richiedenti l'asilo respinti possono essere esclusi dall'aiuto sociale, oltre a coloro che hanno ricevuto una risposta di non entrata in merito (NEM). Le persone interessate da questa misura, 16'939 a fine di giugno, possono far valere solo il diritto agli aiuti urgenti, garantiti dalla Costituzione, hanno ricordato oggi i responsabili dell'OSAR in una conferenza stampa a Berna.

Anche se l'esclusione dall'aiuto sociale per i richiedenti respinti non è obbligatoria, la maggior parte dei Cantoni concede solo le prestazioni minime dell'aiuto urgente. Queste variano notevolmente da Cantone a Cantone. Le somme messe a disposizione per l'alimentazione e l'igiene variano da 4.25 a 11.50 franchi al giorno e sovente sono inferiori agli 8 franchi. Anche per quanto riguarda l'alloggio le condizioni divergono. Nei Cantoni Lucerna e Sciaffusa, ad esempio, i richiedenti respinti e i NEM devono alloggiare in rifugi d'emergenza con alcolizzati e drogati. In molti altri casi queste persone sono obbligate ad abbandonare i rifugi durante il giorno, anche in inverno. Si ritrovano così per strada, anche con temperature glaciali, ha spiegato Muriel Trummer, giurista dell'OSAR e autrice dello studio.

"Il Ticino viola la Costituzione"

La situazione è ancora più grave in Ticino, dove non esiste più una struttura di accoglienza dopo la chiusura, in giugno, del centro della Protezione civile di Camorino. "Il Canton Ticino viola chiaramente la Costituzione federale", ha accusato Beat Meier, segretario generale dell'OSAR. L'articolo 12 della Costituzione stipula che "chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a se stesso ha diritto di essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili per un'esistenza dignitosa" senza distinzioni. Essere lasciati per strada non ha nulla di dignitoso, ha commentato Mario Amato, giurista di Soccorso Operaio Svizzero (SOS). (…)»

Anche davanti a queste accuse gravi di violazione della Costituzione da parte del DSS vi è silenzio! Medesimo silenzio da parte della popolazione e dal Consiglio di Stato. 

Per quanto concerne l'accesso alle cure mediche per i sans papiers in Ticino, esiste un progetto (fortemente voluto da Medici senza frontiere) dell'Antenna May Day, finanziato dalla Sezione sanitaria del DSS, che ha iniziato la sua fase progettuale da circa un anno e mezzo e ha portato alla creazione di una rete di medici volontari che interviene a sostegno delle persone sans papier presenti in Ticino. Oltre che poter beneficiare delle cure in urgenza prestate dal Pronto soccorso degli Ospedali regionali, i sans papier che si rivolgono all'Antenna possono beneficiare anche di una presa a carico più adeguata (prosieguo delle cure-intervento prestate in urgenza, cure per malattie croniche) da parte della rete di medici volontari. La presa a carico di persone malate, che necessitano di cure mediche è, nel caso dei sans papier più che in altre situazioni, strettamente connesso alla problematica dell'alloggio e del sostentamento.

Se da un lato, nel Canton Ticino l'accesso alle cure per i sans papier viene garantito da associazioni, istituzioni e autorità, per l'alloggio e il sostentamento la situazione è ben diversa. Immaginiamo un sans papier che ha un "banale raffreddore" con i sintomi di febbre e tosse: egli può ricevere cure, medicamenti, consigli, ma se non dispone di un alloggio riscaldato, se non può alimentarsi regolarmente e a sufficienza, il banale raffreddore potrà trasformarsi in bronchite. Il suo stato di salute verosimilmente peggiorerà e allora, se la situazione diventa grave e urgente, potrà essere curato in urgenza e, magari, essere ricoverato in ospedale con costi elevatissimi e una volta guarito tornerà sulla strada al freddo.

Se poi vogliamo fare un accenno alla salute pubblica, pensiamo a un sans papier che viene curato in urgenza per una malattia tipo TBC, al quale viene prescritta una cura per la durata, di solito, di 6- 9 mesi che deve essere assolutamente tenuta sotto controllo. Se i medicamenti non vengono presi con regolarità e per tutta la durata della terapia, e se il paziente non può beneficiare di condizioni di vita adeguate (alloggio e alimentazione), la cura rischia di non essere efficace (non sono medico, ma credo che vi sia anche il rischio che il paziente sviluppi poi una forma di TBC resistente) e tutto questo continuando a vivere nel nostro bel Cantone, dove la maggioranza resta indifferente e cinicamente se ne frega. Chi garantisce che il paziente sans papier possa adeguatamente curarsi per 6-9 mesi? Nel caso dei, NEM esclusi dall'aiuto sociale, si interviene collocandoli in un centro della Croce Rossa; quindi vengono fornite le prestazioni richieste e vi è una presa a carico, ma, nel caso di altri sans papier che vivono in situazione precaria senza alloggio, senza sostentamento non c'è quasi niente. 

Da ultimo, forse, si può ricordare che la Città di Lugano dispone di un dormitorio al quale però possono accedere solo le persone domiciliate (permessi B e C) e che é quasi sempre vuoto perché le rigide regole di ammissione non concedono l'accesso a una persona che dimostra di essere realmente nel bisogno. Chissà se le due persone morte dal freddo in quel furgone, magari aspettando che questa ondata di gelo si placasse, avessero potuto dormire per qualche notte (facendo uno "strappetto" alla regola, usando quindi il cuore e non i regolamenti) andando ad occupare quei letti vuoti, non dovendo pagare fr. 20.- a persona per notte, sarebbero vissute? 

Chiedo al Consiglio di Stato: 

1.   di preparare uno studio sulla situazione ticinese in tempi brevi, rispondendo alle seguenti domande elencate nell'interrogazione Bertoli:

      a)   il Governo è a conoscenza del numero di persone che vivono in Ticino senza fissa dimora e/o in condizione di clandestinità?

      b)   Se sì, quali sono gli strumenti conoscitivi messi in atto per monitorare costantemente e tenere sotto controllo la situazione?

      c)   Si ritiene che il grado di conoscenza del fenomeno sia adeguato?

      d)   Qual è in particolare la situazione delle persone colpite da una decisione di non entrata in materia e finite nella clandestinità? Quante sono? Si ha un'idea di dove alloggiano?

      e)   Quali sono i passi concreti messi in atto per evitare che delle donne e degli uomini senza alloggio siano costretti a dormire in condizioni di fortuna, soprattutto d'inverno? 

2.   Di preparare velocemente un piano di pronto intervento che rispetti l'articolo 12 della Costituzione che recita: «chi è nel bisogno e non è in grado di provvedere a se stesso ha diritto di essere aiutato e assistito e di ricevere i mezzi indispensabili», superando l'indifferenza e dando dignità al nostro Cantone aprendo nuovi centri sul territorio e usando gli inutili centri della Protezione civile. 

Giuseppe Bill Arigoni