| Risposta a Interrogazione | |||
| numero | r304.06 | ||
| numero della risoluzione | 1527 | ||
| data della risoluzione | 27 marzo 2007 | ||
| Interrogazione presentata da | Giorgio Pellanda | ||
| documenti correlati | interrogazione | ||
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Telefonini a scuola: un bisogno inutile, costoso e diseducativo Signor deputato, in questi ultimi anni si è osservata una progressiva diffusione dei telefonini tra i giovani e persino tra i giovanissimi. Se pensiamo agli allievi in età di scuola media, in base ai dati disponibili, si può considerare che perlomeno 8 allievi su 10 posseggono un telefonino personale. Lo sviluppo tecnologico ha poi fatto sì che il cellulare potesse svolgere parecchie altre funzioni, non limitando la sua utilizzazione alle telefonate o all’invio di messaggi, ma consentendo di scattare foto, filmare e registrare messaggi di qualsiasi tipo. Si tratta dunque di uno strumento multifunzionale a disposizione di tutti i giovani. Ne consegue che una gestione responsabile di questo apparecchio è indispensabile proprio per evidenziarne i vantaggi ma pure per evitare che il cellulare diventi uno strumento altamente diseducativo e sia utilizzato per fomentare la violenza, oppure per diffondere immagini pornografiche. La scuola non è rimasta passiva di fronte a questo fenomeno, anche perché in diverse occasioni è stata chiamata direttamente in causa dalle utilizzazioni improprie del telefonino. Se da una parte appare scontata l’adozione di alcune misure (come per esempio il divieto dell’utilizzazione del telefonino durante le lezioni), dall’altra gli interventi per rendere responsabili gli allievi richiedono tempi sicuramente più lunghi e strategie che vanno definite e concordate con le famiglie. Il tema è dibattuto ovunque e in questi ultimi mesi diverse autorità cantonali in materia d’educazione hanno emanato disposizioni in merito a questo argomento. Riprendendo ora in modo più puntuale le domande poste dall’interpellante, si possono esprimere le seguenti considerazioni. 1. Si rende conto il Consiglio di Stato (e non solo o necessariamente il DECS) che l’uso del telefonino nella scuola obbligatoria è diventato un bisogno inutile che genera costi considerevoli alle famiglie, spesso a quelle poco abbienti? Il Consiglio di Stato è perfettamente cosciente che il cellulare rappresenta un vero e proprio fenomeno sociologico con ricadute sicuramente preoccupanti per quanto riguarda i costi a carico delle famiglie,in particolare per quelle meno abbienti, ma soprattutto per la tutela dell’integrità della persona. 2. Condivide il Consiglio di Stato che non è solo compito delle famiglie persuadere i figli ad abbandonare la moda del telefonino in alcuni luoghi o ambiti particolari come la scuola? Anche in questo caso la risposta è affermativa. In relazione a questo tema la famiglia deve assolutamente assumere tutte le sue responsabilità. Come già accennato in precedenza è però indispensabile che anche i diversi servizi dello Stato diano il loro contributo per insegnare ai giovani a gestire in maniera equilibrata il telefonino. A questo riguardo occorre sottolineare quanto già oggi viene realizzato in particolare dalla scuola, ma anche da altri organismi (servizi sociali, polizia, ecc.). Si tratta di interventi e iniziative che si collocano in un ambito di informazione, di prevenzione, di educazione e, se del caso, l’infrazione alle norme può pure comportare delle sanzioni. 3. Condivide il Consiglio di Stato che la scuola, senza per questo essere anacronista, dovrebbe ancora essere "maestra di vita" anche in tempi moderni e pronta a vigilare maggiormente sui disturbi esterni (in questo caso i telefonini) che possono compromettere l’insegnamento? Sicuramente la scuola deve assumere un ruolo attivo e responsabile in questo ambito. Il suo compito é quello di imporre dei limiti all’uso dei telefonini ed eventualmente di prendere delle sanzioni contro chi non rispetterà queste disposizioni, proprio perché è inammissibile che l’utilizzazione del cellulare disturbi il regolare svolgimento delle lezioni o ancora più in generale l’attività scolastica. Parallelamente la scuola dovrà svolgere delle campagne informative, azioni di prevenzione e interventi educativi (sempre in stretta collaborazione con le famiglie) atti a promuovere una corretta gestione del telefonino. A questo proposito il Consiglio di Stato - in risposta ad una decisione parlamentare - ha predisposto l’organizzazione di una campagna informativa tra le società concessionarie di telefonia mobile e tre Dipartimenti (DECS, DSS, DT). La campagna, che si svolgerà nel corso del prossimo anno scolastico, è rivolta ai comuni e al pubblico in genere, e agli allievi in età scolastica. 4. Visto che la prevenzione non basta, il Consiglio di Stato è finalmente intenzionato a proibire totalmente l’uso del telefonino in tutte le scuole obbligatorie del Cantone? Il Dipartimento competente, attraverso le direzioni scolastiche, ha già invitato le scuole ad operare nei termini auspicati dall’interpellante. Conseguentemente le scuole cantonali hanno imposto dei limiti severi e precisi all’utilizzazione del telefonino. Il Consiglio di Stato ritiene che l’assunzione di responsabilità da parte degli istituti scolastici, adattata alle specifiche realtà geografiche e sociali in cui operano, sia preferibile rispetto a un divieto generalizzato sul piano cantonale emanato dal Consiglio di Stato. Questa impostazione favorisce un ruolo maggiormente attivo da parte degli istituti scolastici sia nell’azione educativa sia nell’adozione e nell’applicazione di sanzioni verso gli allievi che non rispettano le regole. Le disposizioni delle direzioni scolastiche sono portate a conoscenza di allievi e genitori. Voglia gradire, signor deputato, i sensi della massima stima. PER IL CONSIGLIO DI STATO |