| Risposta a Interrogazione | |||
| numero | r25.07 | ||
| numero della risoluzione | 117 | ||
| data della risoluzione |
15 gennaio 2008 |
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| Interrogazione presentata da | Riccardo Calastri | ||
| documenti correlati | interrogazione | ||
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Maggiore dignità in ambito europeo della nostra televisione Signor deputato, con l’interrogazione del 29 gennaio 2007 - che traeva spunto dalla decisione del Dipartimento federale dei trasporti e delle comunicazioni di mantenere in analogico le prime reti pubbliche dei paesi confinanti con la Svizzera - lei ha richiesto al Consiglio di Stato informazioni in merito all’oscuramento della TSI in Lombardia. In proposito - sulla base delle indicazioni fornite dalla RTSI - si precisa quanto segue. I programmi della TSI sono ancora visibili in Lombardia e in Piemonte. È cambiata la modalità di trasmissione del segnale. Fino al luglio del 2006 i programmi della TSI erano irradiati sia in modalità analogica sia in digitale. Poi, dopo tre anni di "simulcasting", cioè di convivenza dei due segnali, sono stati spenti i segnali analogici. Dunque, chi nella fascia di frontiera italiana si è dotato del decodificatore oppure ha sostituito il vecchio apparecchio televisivo analogico con uno più moderno e digitale oggi capta come ieri i segnali della TSI, sempre che le emittenti italiane rispettino i trattati internazionali e dunque trasmettino esclusivamente sulle frequenze loro assegnate dall’Accordo di Ginevra e non occupino le frequenze riservate alle emittenti svizzere. Del resto, anche in Italia si sta procedendo al passaggio ai segnali digitali terrestri, anche se a un ritmo molto più lento rispetto a ciò che succede in Svizzera. Un’ulteriore possibilità di diffusione, purtroppo molto onerosa perché dell’ordine di milioni di franchi all’anno, consiste nella trasmissione di quei programmi di cui la TSI detiene i diritti attraverso un diffusore italiano o via satellite. In tal modo, quella parte di programmi di cui la TSI detiene i diritti sarebbe fruibile non solo in Lombardia, bensì in tutta Italia. Più facilmente praticabile è ovviamente una diffusione oltre frontiera attraverso il naturale sforamento oltre confine dei segnali televisivi elvetici. Ciò sta già avvenendo ora e la fruizione dei programmi TSI da parte del pubblico italiano della fascia di frontiera sarà maggiore quanto maggiore sarà la diffusione dei segnali televisivi digitali terrestri in Italia. L’operazione di digitalizzazione dei segnali in Italia dovrebbe concludersi entro il 2012. Anche in questo caso va ribadita l’assoluta necessità che le emittenti italiane, nel rispetto degli accordi internazionali, adottino la nuova ripartizione delle frequenze assegnate e non occupino abusivamente le frequenze a disposizione delle emittenti svizzere. Il Consiglio di Stato segue con la dovuta attenzione l’evolversi della situazione e non mancherà d’intervenire nelle sedi opportune - e anche in collaborazione con la Deputazione ticinese alle Camere - affinché il programmi della TSI siano sempre più accessibili, in particolare in Lombardia e Piemonte. Voglia gradire, signor deputato, i sensi della massima stima.
PER IL CONSIGLIO
DI STATO |