Risposta a Interrogazioni  
     
numero r244.04+14.05    
numero della risoluzione 1840    
data della risoluzione

19 aprile 2005

   
Interrogazioni presentate da Giorgio Canonica e conf. - Fiamma Pelossi e conf.
documenti correlati interrogazione 244.04 interrogazione 14.05  
       
       

Interrogazione 15 dicembre 2004 n. 244.04
Situazione dell'amianto in Ticino

Interrogazione 30 gennaio 2005 n. 14.05
Amianto e tumori al liceo di Bellinzona

Signora deputata,

Signori deputati,

con le vostre interrogazioni, riferendovi a fatti d'attualità, ponete alcune domande relative alla minaccia dell'amianto per la salute della popolazione e chiedete al Governo di informare adeguatamente la popolazione sulla situazione in Ticino e, in particolare, chiarimenti in merito alla presenza di materiali di costruzione contenenti amianto nella sede del liceo cantonale di Bellinzona.

A tal proposito, prima di entrare nel merito delle vostre domande e dopo accurate verifiche, osserviamo quanto segue.

In generale

Con la risposta all’interrogazione Bill Arigoni n. 215.00 del 30.11.2000 sulla rimozione di pavimenti contenenti amianto, trasmessa ai deputati in Gran Consiglio il 10 luglio 2001, avevamo fornito un quadro della situazione in Ticino che sostanzialmente riteniamo di confermare oggi.

Concludendo la sua risposta, il Governo s’impegnava allora a valutare l’opportunità di creare una rete di consulenti in materia, con compiti di controllo e d’informazione, che potesse mettere in atto il piano d’intervento che veniva abbozzato.

Con la risoluzione del Consiglio di Stato n. 3573 ml del 24 luglio 2002, la Rete InfoAmianto veniva attivata formalmente, con il compito di fornire e coordinare le risposte alle domande della popolazione in generale e degli addetti ai lavori.

Ci permettiamo allegarvi il rapporto di attività che la Rete InfoAmianto ci ha trasmesso, dal quale traspare la strategia seguita dalla stessa e nel quale vengono identificati i prossimi obiettivi.

Nel merito dell'interrogazione n. 244.04 del 15 dicembre 2004 del deputato Giorgio Canonica e cofirmatari - "Situazione dell'amianto in Ticino"

Nel vostro atto parlamentare vi riferite a situazioni oggi di dominio pubblico e per le quali i servizi competenti dello Stato sono già intervenuti a tutela della salute dei frequentatori delle strutture e per garantire che l’informazione alle persone interessate e alla popolazione fosse la più corretta possibile.

È stato il caso per il centro di formazione professionale della Società Svizzera Impresari Costruttori (SSIC) di Gordola, dove era stata accertata la presenza di fibre d’amianto nell’aria di alcuni locali, e dove la rete InfoAmianto è stata regolarmente informata dalla direzione del centro sugli sviluppi della situazione. Da parte sua, la Sezione della logistica già nel 1985 ha gestito direttamente i casi di alcune scuole di proprietà del Cantone venute alla ribalta poiché vi si sospettava la presenza di amianto.

È stato fatto largo uso dell’amianto negli anni 50-70. Ormai si trova dappertutto: in rivestimenti di facciate, tetti, coperture di pareti e pavimenti, lastre per solette, isolazioni di tubazioni, doppi fondi, placche elettriche, forni di accumulo elettrici o cassette per fiori. Infatti l’impiego di materiali edili contenenti amianto ha interessato un lungo periodo che va dal 1904 al 1990, in tutto il mondo,
Ticino compreso, e purtroppo continua in certi paesi.

Fortunatamente, la maggior parte dell'amianto impiegato nella costruzione si trova in una forma "fortemente agglomerata", cioè saldamente legato con del cemento (p.es. lastre in cemento amianto tipo Eternit, cassette per fiori, tettoie, tubazioni, ...), che rende praticamente impossibile la dispersione di polvere d'amianto nell'aria durante la normale vita dell'elemento.

Come lo vedremo, la problematica che solleva l’uso generalizzato di questo materiale fino ad un recente passato rappresenta una sfida tecnica, sanitaria, giuridico legale per la nostra società che va affrontata sin d’ora.

Vorremmo comunque ribadire qui che la presenza di amianto in un edificio non rappresenta di per se una condizione sufficiente per considerare l'immobile come pericoloso per gli utenti dello stesso! Infatti, se l'amianto è stato correttamente posato e non disperde polveri nell'aria non pone
alcun problema d’urgenza sanitaria o ambientale.

In realtà, il rischio maggiore - con conseguenze potenzialmente irreversibili per la salute - è quello che ci si "dimentichi" della presenza di amianto nelle abitazioni e che non si intraprendano quindi le misure indispensabili durante i lavori di demolizione o di rinnovamento di edifici.

Pertanto vi ringraziamo per la vostra sollecitazione e alle vostre domande rispondiamo come segue.

Domanda 1

A che punto si trova il lavoro di risanamento della presenza di amianto, sia per quanto riguarda gli edifici pubblici e privati, sia per quanto riguarda altre situazioni, come i vagoni ferroviari?
Esiste un inventario delle situazioni pericolose?

Con l’introduzione del divieto dell’amianto dal 1° marzo 1990 la legislazione federale ha azzerato pressoché completamente il suo impiego, sebbene delle eccezioni per alcuni prodotti speciali (Osost 1989) fossero ancora permesse fino alla fine del 1994. Oggi, i materiali contenenti amianto non possono essere né prodotti o venduti, né regalati. Tuttavia, chi dovesse avere dell’amianto in casa non è legalmente tenuto a risanare in virtù del divieto sopra citato.

Nel 1985, l’UFAFP (Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio) allestì una lista di edifici che dovevano contenere amianto spruzzato (4000 in tutta la Svizzera) che la SUVA inviò ai cantoni per una verifica della situazione. La lista del Ticino comprendeva 63 oggetti (superfici) appartenenti a 44 edifici spruzzati. La verifica condotta nel novembre 2002 ha portato ad aggiungere 5 oggetti/strutture. Dei 68 oggetti segnalati, 66 (97%) sono stati risanati, al senso della Direttiva CFSL N. 6503, cioè l’amianto è stato eliminato in 34 casi, confinato/isolato in 32 casi, mentre in 2 casi è stato chiuso l’accesso ai locali.

In Ticino, diversi edifici pubblici furono già allora oggetto di interventi più o meno radicali intesi a eliminare o perlomeno contenere l’amianto presente in componenti edili che apparentemente erano ancora in buono stato di conservazione.

La lista dell’UFAFP era incompleta, poiché era stata elaborata sulla base degli indirizzi dei clienti delle 3-4 ditte autorizzate a intervenire per spruzzare amianto negli edifici e probabilmente non contemplava già allora tutti gli edifici privati. Dalla stessa sono pure assenti tutte le strutture dove l’amianto è stato utilizzato sotto altre forme come cartone amianto, tubazioni, cordoni, nastri isolanti, pavimenti o solo cemento-amianto.

Sempre nel 1985, l’allora Sezione degli stabili erariali (oggi Sezione della logistica) aveva stilato - con mandato all’Institut suisse romand du travail di Losanna - un elenco degli edifici di proprietà dello Stato che aveva evidenziato oltre alla presenza di amianto spruzzato (in 2 casi) anche potenziali localizzazioni di amianto, sotto varie altre forme, in 212 edifici.

Questa lista è servita negli ultimi 20 anni a gestire la manutenzione degli edifici dello Stato permettendo di prendere in considerazione i pericoli legati alla presenza di amianto negli edifici.

Il recente caso del Liceo di Bellinzona - inserito in quella lista - ha dimostrato che non sempre la probabilità d’uso di una certa tecnologia si verifica nella pratica, tant’è vero che non è stato trovato amianto in nessuno dei luoghi dove gli esperti avevano ritenuta plausibile la sua presenza.

Infatti, dopo un primo esame, non erano emersi elementi di costruzione contenenti amianto. Per avere una conferma, supportata da un parere esterno, la Sezione della logistica si era rivolta ai servizi specializzati del Laboratorio tecnico sperimentale della SUPSI. I risultati hanno confermato l’assenza di amianto e evidenziato i limiti dell'elenco citato: sicuramente non aggiornato, redatto in modo molto precauzionale e in ogni caso incompleto.

Tornando alla vostra domanda ci risulta impossibile dare una risposta precisa. Oggi non esiste obbligo legale per i proprietari - anche se, in ultima analisi, la responsabilità è loro per le eventuali conseguenze sanitarie di chi occupa gli spazi che mettono a disposizione - di accertare la presenza di amianto, mentre ci sono direttive per il risanamento qualora la presenza di amianto debolmente agglomerato (DA) fosse stata segnalata.

Questo rappresenta ovviamente una forte limitazione al risanamento delle situazioni di pericolo alle quali vi riferite, poiché non c’è attualmente modo di avere un elenco completo degli edifici contenenti amianto, nemmeno DA, quello potenzialmente pericoloso per la salute. D’altra parte, applicando i parametri svizzeri, potrebbero ammontare a 50’000 in Ticino gli edifici contenenti amianto sotto una delle due forme indicate.

Ora, nel quadro della sua strategia informativa la rete InfoAmianto intende affrontare questa lacuna attraverso una informazione progressiva e capillare degli addetti ai lavori, dei proprietari e degli inquilini, collaborando anche all’organizzazione di momenti di formazione specifica, che verranno proposti alle associazioni di categoria.

In particolare, la rete InfoAmianto sta lavorando alla definizione di una nuova lista di edifici pubblici nel cantone (800 ca.). Sono considerati gli 80 edifici di proprietà dello Stato, restanti dopo l'ultimo aggiornamento della lista fatta elaborare nel 1985 dalla Sezione della logistica, che conteneva ca. 212 oggetti.

Per questi edifici, sulla base degli insegnamenti del mandato dato nel 2003 dal DFE e dal DECS alla SUPSI per la preparazione di uno strumento volto alla diagnosi sullo stato di conservazione degli edifici (sul modello di 25 scuole) , si allestiranno delle schede per edificio che riporteranno tutte le informazioni utili alla gestione della manutenzione..

La Sezione della logistica con la rete InfoAmianto elaborerà i criteri che permetteranno di dare una priorità ai lavori pianificati, tenendo presente non solo il numero e il tipo di inquilini (allievi, funzionari, utenti) ma anche quello dei problemi da monitorare (amianto, PCB, radon, ...). La lista sarà completata con un'indicazione degli investimenti necessari per ogni edificio (manutenzione ordinaria, m. straordinaria) che permetterà di chiedere eventuali crediti supplementari nel caso si decidesse di accelerare i tempi del risanamento.

La rete InfoAmianto valuterà pure l’opportunità e le condizioni per l’introduzione, sul modello della Unione Europea, di un’autocertificazione da parte dei proprietari degli immobili - compresi quelli pubblici - dell’assenza di amianto nei loro edifici, nel quadro del rilascio dell’abitabilità.

Nello stesso ordine di idee verrà verificata la possibilità di introdurre un registro delle strutture contenenti amianto.

Per quanto riguarda la Ferrovia ci risulta che i lavori di risanamento dei vagoni sono stati effettuati in Ticino, una volta riconosciute le gravi conseguenze dovute all'esposizione alle fibre d'amianto nell'ambito professionale, nel rispetto delle normative vigenti sotto il controllo dell'ufficio settore costruzioni della SUVA.

Domanda 2

Quali sono le norme di sicurezza, federali e cantonali, in questo campo, e come viene garantita la salute degli operatori che procedono ai risanamenti?

Esistono numerose normative che tutelano la salute degli operatori che procedono ai lavori di risanamento. La SUVA, in qualità di organo di controllo nonché di assicuratore, ha elaborato numerose direttive e raccomandazioni che regolano nel dettaglio i comportamenti e le procedure da adottare per evitare rischi sia per chi effettua il risanamento sia per i futuri utenti degli spazi risanati.

In base a un decreto del Consiglio federale, in Svizzera l'uso generale dell'amianto è stato vietato a partire dal 1° marzo 1990. Ciò concerne sia la fabbricazione di prodotti e oggetti contenenti amianto, sia l'importazione di prodotti commerciali contenenti amianto. Il divieto interessa una vasta gamma di applicazioni ed è entrato immediatamente in vigore da tale data. Per speciali prodotti tecnici si è allestito un piano delle scadenze che prorogava sino alla fine del 1994 il divieto per determinate applicazioni. Da questa data, tutti i prodotti contenenti amianto sono vietati.

Si fa abitualmente la distinzione tra "amianto debolmente agglomerato (amianto DA)" e "amianto fortemente agglomerato": le prescrizioni di sicurezza sono allestite in conformità. Per via della debole agglomerazione dell'amianto, dai prodotti a base di amianto DA (p.es. amianto spruzzato, rivestimenti con substrato a base d'amianto per pavimenti ecc.) possono staccarsi facilmente delle fibre, il che comporta un aumento del rischio per la salute.

Secondo la Direttiva CFSL 6503 dell'1.1.1991 (ed. 2000), i lavori di bonifica dell'amianto debolmente agglomerato devono essere eseguiti esclusivamente da ditte specializzate e in ogni caso essere annunciati alla SUVA prima che si inizino i lavori. La SUVA come organo di esecuzione, sorveglia l'applicazione delle prescrizioni sulla prevenzione delle malattie professionali in tutte le aziende.

Le appendici contenute nella stessa direttiva, in particolare 1, 3 e 4, aiutano i proprietari ad accertare i rischi potenziali negli edifici e consentono loro di valutare la necessità di un risanamento, attraverso uno schema delle misure da prendere.

Nei prodotti contenenti amianto fortemente agglomerato (rivestimenti di facciate, condotte di aerazione, manufatti stampati ecc.), le fibre sono saldamente agglomerate per mezzo di un legante. A causa della ridotta dispersione di fibre, i materiali a base di amianto fortemente agglomerato, se non sono danneggiati meccanicamente, non devono essere rimossi prima della loro normale sostituzione. È ovvio che anche per eseguire questi lavori vanno rispettati i principi della sicurezza sul lavoro.

A garanzia della salute dei lavoratori chiamati al risanamento e di chi vive nelle vicinanze dell’oggetto da risanare, il risanamento può avvenire solo a cura di ditte specializzate riconosciute dalla SUVA. (www.suva.ch / suvaPro / Temi settoriali / Edilizia / Eliminazione d'amianto)

Purtroppo questo non avviene sempre, essendo i preventivi presentati da ditte serie e riconosciute generalmente superiori a quelli presentati da chi opera senza protezione né qualifiche. Può così capitare che il lavoro venga affidato a ditte non autorizzate, con conseguenze difficilmente valutabili per l’ambiente e la salute delle persone, lavoratori compresi.

Anche questo problema è stato affrontato dalla rete InfoAmianto che sta elaborando, assieme alle associazioni e organi professionali coinvolti, proposte per l’introduzione di procedure più affidabili.

Al momento la rete ha già concordato e prodotto una procedura di "Accertamento della presenza di amianto" che viene fornita quando vi è il sospetto che materiali di costruzione possano contenere amianto.

Domanda 3

Sono state eseguite ricerche per valutare correlazioni fra l'insorgenza di malattie, come l'asbestosi, e la presenza o la lavorazione di materiali contenenti amianto?

Numerose ricerche hanno ormai dimostrato che l'amianto rappresenta un pericolo per la salute a causa delle fibre di cui è costituito e che possono essere presenti in ambienti di lavoro e di vita e inalate.

Il rilascio di fibre nell'ambiente può avvenire o in occasione di una loro manipolazione/lavorazione o spontaneamente, come nel caso di materiali friabili, usurati o sottoposti a vibrazioni, correnti d'aria, urti, ecc. L'esposizione a fibre di amianto è associata a malattie dell'apparato respiratorio
(asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose, principalmente la pleura (mesoteliomi). Esse insorgono dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare e il mesotelioma.

L'asbestosi è una patologia cronica, ed è quella che per prima è stata correlata all'inalazione di amianto. Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare con conseguente difficile scambio di ossigeno tra aria inspirata e sangue. Si manifesta per esposizioni medio-alte ed è, quindi, tipicamente una malattia professionale che, attualmente, è sempre più rara.

Il carcinoma polmonare si verifica anche per esposizioni a basse dosi.

Questa grave malattia è causata anche da: fumo di sigarette, cromo, nichel, materiali radioattivi, altri inquinanti ambientali (idrocarburi aromatici di provenienza industriale, derivati del catrame, gas di scarico dei motori). L'amianto potenzia enormemente l'effetto cancerogeno del fumo di sigarette e quindi aumenta fortemente la probabilità di contrarre tale malattia. Infatti, i fumatori esposti ad amianto sono maggiormente a rischio di ammalarsi di tumore polmonare rispetto ai fumatori non esposti ad amianto.

Il mesotelioma è un tumore raro, della membrana di rivestimento del polmone (pleura) o dell'intestino (peritoneo), che è fortemente associato alla esposizione a fibre di amianto anche per basse dosi.

Al momento attuale, i dati in possesso del Registro Tumori Cantone Ticino indicano che i nuovi casi di mesotelioma, all'anno per centomila abitanti, sono 2.1 per gli uomini e 1.0 per le donne. Per confrontare questo dato con altre regioni deve essere utilizzato il tasso standardizzato: in Ticino tale tasso, standardizzato per la popolazione europea, é di 1.5 per gli uomini e 0.8 per le donne. Con lo stesso metodo, il tasso standardizzato medio svizzero è stimato pari a 2.6 e 0.6 nuovi casi annui, sempre per 100'000 abitanti, per uomini e donne, rispettivamente. Per una migliore conoscenza del problema mesotelioma nel Cantone si allega un'analisi dei nuovi casi rilevati nel periodo 1996-2004.

È quindi oggettivamente possibile affermare che attualmente l'incidenza del mesotelioma nel nostro cantone è paragonabile all'incidenza osservata nel resto della Svizzera.

Sono state descritte, inoltre, patologie al tratto gastrointestinale e alla laringe per le quali l'associazione con l'amianto è più debole e resta da stabilire in via definitiva una sicura dipendenza.

Le esposizioni negli ambienti di vita, in generale, sono di molto inferiori a quelle professionali, pur tuttavia non sono da sottovalutare perché l'effetto neoplastico non ha teoricamente valori di soglia. Infatti l'esposizione "civile" è una esposizione vera poiché normalmente gli occupanti di un edificio con amianto non portano mezzi di protezione delle vie respiratorie, a differenza di quelli professionalmente esposti.

Domanda 4

Sono previste indennità per le vittime di tali malattie causate dall'amianto?

La SUVA riconosce tutti i casi di assicurati SUVA in cui si può dimostrare con grande probabilità che l'asbestosi sia da attribuire a una esposizione professionale. Ogni anno si registrano in media un'ottantina di nuovi casi. La SUVA si è rivolta in più occasioni all'opinione pubblica tramite i media e attraverso i contatti con le aziende assicurate e i medici per esortare a notificare i casi di malattia professionale non ancora denunciati provocati verosimilmente dall'esposizione all'amianto. Dal 1939 ad oggi alle vittime dell'amianto e ai loro familiari che soddisfano i presupposti di legge la SUVA (1'456 casi registrati dal 1939 a tutt’oggi, di cui 672 casi di mesotelioma) ha versato all'incirca 350 milioni di franchi a titolo di cure mediche, perdita di salario (indennità giornaliera), rendite d'invalidità e superstiti e indennità per menomazione dell'integrità.

Domanda 5

Con quali materiali viene sostituito l'amianto nelle coibentazioni? Trattasi di materiali sicuri dal punto di vista sanitario? È previsto l'uso di coibentanti ecologicamente sostenibili, ad esempio pannelli di lana di pecora indigena?

La funzione ignifuga e coibente dell'amianto può essere oggi garantita da molte sostanze in prodotti e materiali sostitutivi. Non sono quindi d'attendersi danni sanitari simili a quelli dovuti all'esposizione alle fibre d'amianto; tuttavia, nell'applicazione, queste sostanze possono evidenziare anch'esse, seppur a livelli inferiori e diversi, ecobilanci negativi con altri rischi sanitari e ambientali specifici o non completamente chiari. Alcune sostanze e materiali con questo genere d'impatto possono essere le fibre di ceramica o di vetro, l'impiego di composti organobromurati nelle materie plastiche, determinate vernici che ritardano la propagazione del fuoco (in sostituzione dell'amianto spruzzato).

Soluzioni che prevedono, per la coibentazione, l'uso di pannelli con lana di pecora indigena, sono sicuramente realizzabili ed ecologicamente da sostenere. Al riguardo non ci sono comunque note azioni o applicazioni su vasta scala.

Nella pubblicazione SUVA 66080 "Amianto e altri materiali fibrosi" vengono indicati i prodotti sostitutivi che vengono impiegati oggi e ci si pronuncia sui possibili pericoli per la salute che essi potrebbero comportare qualora non venissero utilizzate le corrette misure di protezione durante la posa degli stessi. Per gli utenti degli immobili, i rischi per la salute con queste sostanze sostitutive sono nulli fino al momento in cui non ci si metta a disperdere grandi quantità di fibre nell'atmosfera (p. es. lavori di "fai da te").

Nel merito dell'interrogazione n. 14.05 del 30 gennaio 2005 della deputata Fiamma Pelossi e cofirmatari - "Amianto e tumori al liceo di Bellinzona"

Ricordiamo che gli edifici pubblici presenti nell’elenco allestito nel 1985 vennero sottoposti ad esame per valutare la presenza di floccati di amianto. In quell'elenco figurava pure la sede del Liceo di Bellinzona con una potenziale presenza di amianto nei pavimenti plastici, nell'impermeabilizzazione del tetto e nelle tende, mentre erano stati esclusi i floccati di amianto che avrebbero potuto essere la fonte di particelle libere all'interno dei locali.

La SUPSI, nel suo recente e dettagliato rapporto finale sui materiali di costruzione e di rivestimento del liceo di Bellinzona, evidenzia come negli elementi costruttivi dell'edificio non vi sia alcuna presenza di amianto; anche le misurazioni finalizzate a determinare l'eventuale presenza di fibre di amianto nell'aria hanno dato esito negativo.

Le conclusioni del rapporto sono le seguenti: "…dalle indagini condotte presso il liceo cantonale di Bellinzona non emerge quindi nessun elemento in base al quale si possa affermare che gli utenti dell'istituto scolastico sono esposti a pericoli derivanti dalla presenza di materiali o prodotti di costruzione o di rivestimento contenenti amianto".

Il rapporto evidenzia che del materiale e degli oggetti contenenti amianto sono stati trovati nelle aule e nei laboratori di fisica, chimica e biologia. Si tratta di materiale che veniva utilizzato dai docenti a scopo didattico. Questo materiale è già stato raccolto ed eliminato.

La Sezione della logistica ha sempre affrontato la problematica dell'amianto con la dovuta professionalità, senza creare allarmismi, monitorando costantemente le situazioni potenzialmente sensibili e intervenendo con le opportune misure laddove era necessario. Inoltre, allo scopo di mantenere l’efficacia del suo intervento, la Sezione della logistica, dando seguito alle indicazioni della Rete InfoAmianto, ha proceduto ad aggiornare tutti i tecnici di manutenzione sulle misure da adottare in caso di interventi in edifici potenzialmente sensibili.

Con le risposte che seguono, il Consiglio di Stato confida di fugare le legittime preoccupazioni sulla presenza di amianto nello stabile del Liceo cantonale di Bellinzona. Gli spazi del liceo sono liberi da amianto e non comportano quindi alcun rischio per la salute degli allievi e dei docenti.

Domanda 1

Quanti sono i docenti deceduti a causa di tumori che hanno insegnato al liceo di Bellinzona?

Non esiste una statistica che indichi le cause di morte dei docenti che hanno insegnato al liceo di Bellinzona, né nelle altre sedi della scuola pubblica ticinese. Si tratta inoltre di dati riservati che rientrano nella sfera privata di ogni cittadino. Gli unici casi di decesso a causa di tumori noti al Consiglio di Stato sono quelli resi di dominio pubblico dalla stampa. Allo stato attuale non esiste alcun indizio che porti a sostenere la relazione fra il decesso dei docenti e il luogo di lavoro nel quale hanno operato.

Domanda 2

Il liceo è costruito in due blocchi: i docenti in questione lavoravano nel blocco 1 o nel blocco 2? O indistintamente nei due blocchi?

I docenti che operano al Liceo di Bellinzona lavorano sia nel blocco 1 sia nel blocco 2 a dipendenza delle discipline insegnate e delle necessità di organizzazione interna delle sede.

Domanda 3

Risultano malattie tumorali o decessi anche tra gli studenti?

Il Consiglio di Stato non è a conoscenza di malattie tumorali o di decessi tra gli studenti del Liceo di Bellinzona.

Domanda 4

Per la costruzione dell'edificio è stato utilizzato amianto? In caso affermativo intende il Governo rimuovere questa pericolosa sostanza? E se sì: entro quando?

Le analisi eseguite su incarico della Sezione della logistica hanno indicato che i materiali di costruzione utilizzati al liceo di Bellinzona e analizzati dagli specialisti del Laboratorio tecnico sperimentale della SUPSI non contengono tracce di amianto, motivo per il quale non si impongono misure correttive. Tracce di amianto sono invece state riscontrate in alcuni materiali didattici, nel frattempo già allontanati dall'istituto scolastico e negli elementi di copertura della pensilina dei posteggi delle biciclette che saranno prossimamente sostituiti.

Per quanto concerne la lista aggiornata degli edifici dello Stato con presenza "potenziale" di amianto, la stessa verrà resa pubblica con le appropriate indicazioni per una sua corretta interpretazione.

Conclusioni

Il Governo intende sostenere gli sforzi della rete InfoAmianto valutando l’opportunità di collaborare con tutte le associazioni interessate, per affrontare in modo più risoluto le modalità di intervento necessarie. La problematica che solleva l’uso generalizzato di questo materiale nel recente passato rappresenta una sfida tecnica, sanitaria, giuridico legale per la nostra società che va affrontata con il massimo impegno.

Per i prossimi anni, la rete InfoAmianto prospetta le seguenti attività:

1. valutazione della situazione: per quanto riguarda gli edifici pubblici, si intende allestire un registro che riporterà tutte le informazioni utili alla gestione della manutenzione. La Sezione della logistica, in collaborazione con la rete InfoAmianto, elaborerà i criteri che permetteranno di dare una priorità ai lavori pianificati, tenendo presente non solo il numero e il tipo di inquilini (allievi, funzionari, utenti), ma anche quello dei materiali e delle sostanze da monitorare. L’elenco sarà completato con un’indicazione degli investimenti da prevedere per ogni edificio (manutenzione ordinaria e straordinaria) che consentirà di quantificare i crediti necessari nel caso si decidesse anche di accelerare i tempi del risanamento. Per gli edifici privati ad uso collettivo si valuterà l’introduzione del concetto di autocertificazione a garanzia della tutela della salute, presente e futura, degli abituali inquilini.

2. impatto sulla salute: il Registro Tumori continuerà a monitorare l'incidenza dei nuovi casi di mesotelioma e, in collaborazione con la rete InfoAmianto, verrà valutata la possibilità di redazione di un rapporto periodico dei risultati di tale monitoraggio.

3. informazione del pubblico: sarà data grande importanza all’informazione della popolazione generale, ma anche a quella degli addetti del settore edile. Accertamento della presenza di amianto, monitoraggio dello stato dei materiali e valutazione dell’opportunità di risanamento, qualità degli interventi saranno tra i temi affrontati. Ricordiamo che il rischio maggiore si verifica al momento dell’intervento su questo materiale. Da fine marzo l’informazione è ottenibile anche sul sito web: www.ti.ch/reteinfoamianto.

4. formazione: per gestire correttamente tutte le fasi precedenti, dall’accertamento all’elimina-zione eventuale dell’amianto contenuto negli edifici, occorrono professionisti preparati. In collaborazione con la SUPSI e con le associazioni professionali del settore, si intende proporre moduli di formazione adatti ai diversi pubblici, non dimenticando gli amanti del "do it".

5. basi legali: si sta valutando l’opportunità di precisare e rafforzare alcune norme, per permettere l’introduzione di procedure semplici e efficienti, che garantiscano la sicurezza degli operatori, a tutti i livelli.

Appena avrà ricevuto il programma dettagliato delle attività previste dalla rete InfoAmianto, il Consiglio di Stato lo esaminerà attentamente e, sulla base di una valutazione dell’impatto potenziale sulla salute della popolazione esposta, proporrà le risorse necessarie agli interventi prioritari.

Vogliate gradire, signori deputati, i migliori saluti.

PER IL CONSIGLIO DI STATO
La Presidente: Il Cancelliere:
M. Masoni G. Gianella

 

-Allegato: Menzionato in formato word