| Risposta a Interrogazione | |||
| numero | r22.06 | ||
| numero della risoluzione | 1401 | ||
| data della risoluzione |
28 marzo 2006 |
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| Interrogazione presentata da | Lorenzo Quadri | ||
| documenti correlati | interrogazione | ||
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La SSR spegne i trasmettitori analogici: ulteriori spese a carico di alcuni cittadini per ricevere le emittenti di servizio pubblico - una strategia condivisa? Signor deputato, ci riferiamo alla sua interrogazione del 30 gennaio 2006 e nel merito, sentita la Direzione della SSR/RTSI, prendiamo posizione come segue. A titolo di premessa, e prima di entrare nel merito dei quesiti posti nell’interrogazione, è bene specificare alcuni elementi importanti. All’origine dell’operazione di spegnimento dei trasmettitori analogici in Ticino vi sono due decisioni: la prima a livello continentale, la seconda a livello svizzero. L’UE ha infatti deciso di passare al segnale digitale televisivo, con conseguente eliminazione di quello analogico. Questa operazione deve essere conclusa entro il 2009. I singoli Stati che compongono l’Unione si sono dati traguardi molto differenziati. Da un lato, ad esempio, l’Italia aveva deciso di completare la digitalizzazione, con conseguente spegnimento dei segnali analogici, entro il 2006. L’operazione non è riuscita e, alla fine del 2005, ha deciso di procrastinare la manovra al 2008. Dal canto suo, il Consiglio federale ha deciso nel 2002 di dare avvio immediato anche nel nostro paese ai segnali televisivi digitali. Per motivi strategici, la prima regione che ha ricevuto questi segnali è stato il Cantone Ticino, che infatti ne usufruisce già dall’agosto 2003. Nell’ambito della Concessione attribuita alla SRG SSR idée suisse, l’articolo 16 è dedicato alla distribuzione terrestre. In particolare, l’art. 16d, al primo capoverso, sancisce: "La SRG SSR diffonde programmi televisivi (....) mediante una rete di trasmettitori digitali (prima copertura) con lo standard DVB-T". Il capoverso 3 recita: "Il Dipartimento disciplina i dettagli della diffusione, nonché la ripartizione temporale e spaziale della diffusione a livello nazionale (…)". Da ciò si evince che non la SRG SSR, bensì il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC) ha la competenza di decidere sia le date di avvio dei segnali digitali sia quelle di spegnimento dei ripetitori analogici. Non per nulla, l’intera operazione è condotta in stretta collaborazione fra la SRG SSR e l’Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). Il passaggio dai segnali analogici a quelli digitali sia radiofonici sia televisivi è un’operazione imposta dunque dalle autorità di coordinamento internazionali e nazionali. Lo spegnimento dei segnali analogici è imposto dal fatto che occorre liberare le frequenze (merce molto rara) per soddisfare altre utenze. Ad esempio, la banda III televisiva è riservata alla diffusione della radio digitale (DAB) che porta a un netto miglioramento della ricezione rispetto alle onde ultracorte, molto disturbate da interferenze estere. Va poi anche detto che l’industria dell’intrattenimento elettronico produrrà unicamente apparecchi digitali. Nel momento in cui i segnali analogici TV saranno spenti in Ticino, e cioè il 24 luglio, saranno trascorsi tre anni dall’introduzione dei segnali digitali. Il periodo di cosiddetto simulcasting, cioè di trasmissione contemporanea e parallela dei segnali analogici e digitali, che è particolarmente dispendioso, risulterà così decisamente più lungo rispetto a ciò che succederà nelle altre regioni linguistiche del paese, che ne potranno usufruire al massimo per due anni. Infatti, oltre al Ticino, solo l’Engadina e il Bacino Lemanico dispongono già ora dei segnali digitali TV. Per l’Engadina, l’avvio sperimentale dei segnali digitali è avvenuto nel 2001 e quelli analogici saranno spenti quest’anno, mentre per il Bacino Lemanico, che li ha ottenuti a metà 2005, lo spegnimento degli analogici è previsto nel giugno 2007. Fatta questa premessa, alle singole domande rispondiamo come segue: 1. Il CdS non ritiene inopportuno che in Ticino (come pure nel resto della Svizzera) un certo numero di cittadini, pagatori di un già elevato canone radioTV, dovranno acquistare a proprie spese un ulteriore apparecchio per poter continuare a ricevere i canali dell’emittente pubblica dopo il 24 luglio 2006? Se sì, non ritiene il CdS di prendere posizione in questo senso preso la direzione generale SSR? La tassa di ricezione radiotelevisiva è in Svizzera fra le più elevate del Continente europeo, in linea con ciò che succede in altri piccoli Stati europei. Tuttavia, essa è giustificata, da un lato, dalla particolare situazione orografica del nostro paese, che richiede un numero elevato di ripetitori per un’adeguata copertura terrestre e, dall’altro, dal fatto che la Svizzera, paese fra i meno popolosi del Continente, è comunque l’unico che deve garantire programmi radiofonici e televisivi equivalenti in tre lingue diverse, completati da una robusta programmazione in lingua retoromancia. Considerato sotto questa ottica, che fra l’altro torna a tutto vantaggio della lingua italiana, nettamente favorita sul piano della ridistribuzione delle risorse finanziarie a disposizione, il canone radiotelevisivo percepito nel nostro paese non appare sproporzionato. Ciò detto, è indubbio che per continuare a ricevere i programmi della TSI, dal 24 luglio, chi ancora ne capta i segnali non grazie alla distribuzione via cavo o all’impianto satellitare, bensì attraverso un’antenna, dovrà dotarsi di un decodificatore, il cui costo una tantum oscillerà, per una dotazione di base, fra 150 e 250 franchi. Il Consiglio di Stato ritiene che questo piccolo investimento è compensato dalla migliore qualità di ricezione e il ritorno dei segnali delle prime reti della televisione svizzero tedesca e romanda e non intende intervenire presso la Direzione della SSR. 2. Non ritiene il CdS che, se il costo del segnale digitale è di gran lunga inferiore a quello analogico, allora il cittadino dovrebbe poterne beneficiare tramite diminuzione del canone? Sarà difficile che la SRG SSR possa essere in grado di far beneficiare gli utenti svizzeri degli innegabili risparmi derivanti dal passaggio alla distribuzione digitale dei segnali televisivi. Infatti, nell’ambito dell’ormai imminente varo della nuova Legge federale sulla radiotelevisione (LRTV), alla SRG SSR sono richiesti nuovi oneri e importanti investimenti innovativi con la conseguenza di non trascurabili sforzi di risparmio, che si sono ripercossi recentemente anche sulla RTSI, per un totale di CHF 8 Mio. all’anno, entro il 2009. Infatti, alla SRG SSR verranno a mancare risorse finanziarie non ancora esattamente quantificabili, ma dell’ordine di parecchie decine di milioni di franchi. Ciò è dovuto, fra l’altro, all’incremento delle risorse finanziarie derivanti dalla percezione della tassa di ricezione a favore delle emittenti radiofoniche e televisive commerciali private (da 14,5 a 44 mio), alla mancata percezione della tassa di ricezione da parte delle persone a beneficio delle prestazioni complementari AVS/AI, che va interamente a carico della SRG SSR, nonché all’incremento delle trasmissioni fruibili dalle persone con handicap sensoriali. 3. Come valuta il CdS l’ipotesi di spegnimento del segnale analogico TSI in Lombardia? La presenza della TSI nelle zone limitrofe italiane è una piacevole realtà, consolidata dal fatto che testimonianze provenienti dall’Italia testimoniano anche una notevole fedeltà negli ascolti. Come abbiamo già rilevato nella risposta 14 febbraio 2006 all’interrogazione n. 176.05 della deputata Consuelo Allidi-Cavalleri e confirmatari, le regioni immediatamente oltre la frontiera sono servite grazie a uno sforamento tecnico del segnale, che, per legge, è distribuito pensando al pubblico svizzero. Il segnale della TSI è così captato a macchia di leopardo in Lombardia e Piemonte ed è soggetto a perturbazioni anche forti causate dal disordine che si registra nell’etere. Questo caos si è iniziato nel 1984, quando l’Italia, al termine della Conferenza di Ginevra che ha sancito la distribuzione dei segnali in tutta Europa, non ha firmato il protocollo finale. Poiché nel prossimo mese di giugno è prevista a Ginevra una nuova tornata di negoziazioni internazionali, ecco che vent’anni dopo il problema si ripropone nei termini di un nuovo accordo che questa volta riguarda le frequenze terrestri secondo la nuova tecnologia digitale. In teoria la situazione dovrebbe nettamente migliorare in quanto l’intasamento dell’etere dovrebbe scomparire e poter essere regolato, sempre che anche l’Italia possa firmare i nuovi accordi, a livello internazionale. Inoltre la qualità del segnale della TSI che dovrebbe raggiungere, sempre per sforamento, le regioni limitrofe e parte del territorio lombardo e piemontese migliora e stabilizza decisamente le condizioni di ricezione. Infine la campagna informativa a favore del digitale terrestre che la SRG SSR Idée suisse ha lanciato a partire dal mese di febbraio in vista dello spegnimento definitivo del vecchio segnale analogico nell’estate prossima toccherà, di riflesso, anche i telespettatori italiani attuali in modo che anch’essi possano adeguarsi. La Regione Insubrica a conclusione dei diversi incontri avuti negli scorsi mesi ha promesso di appoggiare questa campagna, mentre le autorità italiane annunciano pure il rafforzamento della campagna per la digitalizzazione delle regioni italiane, cosa che dovrebbe progressivamente portare gli utenti sul lato italiano a dotarsi di ricevitori digitali. D’altro lato per gli utenti sul lato svizzero questo significherà ricevere in digitale terrestre anche le emittenti RAI e Mediaset, rafforzando così questa modalità di ricezione televisiva che è finanziariamente vantaggiosa. Voglia gradire, signor deputato, i nostri distinti saluti. PER IL CONSIGLIO DI STATO |