| Interrogazione | |||
| numero | 96.08 | ||
| data |
5 maggio 2008 |
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| presentata da | Alex Pedrazzini e conf. | ||
| documenti correlati | risposta del CdS | ||
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Quale è la situazione delle persone autistiche nel nostro Cantone? Le conclusioni emerse da un recente congresso sull’autismo organizzato dall’Association Autisme Suisse Romande (LES PERSONNES ATTEINTES D’AUTISME: QUELLE VIE POUR LES FAMILLES? [1]), congresso nel corso del quale sono stati presentati anche i risultati di uno studio finanziato dal Fondo nazionale di ricerca[2], non possono lasciare indifferenti.Riassumiamo molto schematicamente come viene dipinta l’inquietante situazione nella Svizzera francese, definita dalla Presidente di Autisme Suisse Romande come "degna del XIX° secolo": 1. la diagnosi relativa a casi di autismo è tardiva ed imprecisa e la terminologia utilizzata inappropriata. 2. l’autismo non è riconosciuto come handicap specifico e perciò nessun programma di vera presa a carico è realizzato. Ognuno opera come meglio crede ed un’azione coordinata tra i vari operatori rimane chimera. 3. la presa a carico precoce non è riconosciuta e quindi non v’è nessun rimborso finanziario per chi intende porla in atto. 4. si registra una notevole carenza di strutture adeguate al trattamento dell’autismo ed in oltre non v’è continuità nella presa a carico. 5. analogamente le strutture per gli adulti sono spesso inadatte il che costringe i genitori di figli autistici a continuare a prendersene cura anche in età avanzata. 6. la formazione professionale di chi è chiamato ad occuparsi di soggetti autistici è largamente carente se non addirittura inesistente. 7. si registra per terminare un’importante scarsità di strutture per l’accoglienza temporanea (tempo libero ad esempio). E nel nostro Cantone? Vi sono problemi analoghi? La domanda è lecita. Anche se così fosse è evidente come non si possa richiedere alle autorità cantonali di risolvere con un colpo di bacchetta magica i problemi segnalati anche perché alcuni di essi esulano dalla loro competenze istituzionali. Altrettanto evidente però è che non si potrebbe restar passivi di fronte alle questioni sollevate e fare "come se niente fosse". Per questa ragione ci pare opportuno che il Governo proceda ad una verifica sulla base della quale rispondere al presente atto parlamentare e compiere in seguito, se ciò si rivelasse necessario, passi che vadano nella giusta direzione.
ALEX PEDRAZZINI
[1]
Vedi
http://www.autisme.ch/portail/index.php |