| Interrogazione | |||
| numero | 261.08 | ||
| data |
25 novembre 2008 |
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| presentata da | Fabio Badasci | ||
| documenti correlati | risposta del CdS | ||
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RITIRATA 14.01.2009 Nuovi orari trasporto pubblico ed esigenze dei Comuni Alcuni mesi fa siamo stati contattati dai responsabili dell’organizzazione dei trasporti pubblici (nel caso concreto della Valle Verzasca, dal responsabile della AutoPostale Svizzera Regione Ticino, signor Damiani) che ci hanno spiegato gli obbiettivi e chiesto di esprimere i nostri desideri per cercare di migliorare il servizio all’utenza e raccogliere sul terreno da parte di chi vi opera informazioni sulla situazione ed eventuali suggerimenti. I suggerimenti proposti non sono purtroppo stati accolti, ma questo non è così grave, grave è a mio giudizio il fatto che per la corsa che al mattino trasporta a Gordola anche gli allievi (10-14 anni) delle scuole medie non si sia usato il buon senso di spostare l’orario della corsa come da noi richiesto. Infatti, i ragazzi si troveranno costretti a partire da Sonogno alle 6.40 e giungere alla scuola media alle 7.31, esattamente 29 minuti prima dell’apertura della scuola e 39 minuti prima dell’inizio delle lezioni. Da parte del DECS c'è stata la massima disponibilità ad aprire la mensa per non lasciare fuori gli allievi al freddo, ma da parte del responsabile della AutoPostale non c'è stata nessuna apertura al compromesso, anzi. Ricordando che il Preventivo 2009 prevede altri ulteriori costi a carico dei Comuni per il trasporto pubblico, chiedo al Consiglio di Stato: 1. Non trova opportuno il CdS che di pari passo a nuovi oneri ai Comuni in contropartita venga impartita all’interno dell’Amministrazione una direttiva che inviti ad un maggior ascolto delle rivendicazioni comunali? 2. Secondo il principio “chi paga comanda e chi comanda paga” non trova giusto il CdS di intervenire più energicamente presso le aziende di trasporto pubblico al fine di risolvere semplici problemi con il buonsenso e non solo con le direttive? 3. Trova ancora sostenibile il CdS la decisione di centralizzare le scuole professionali (un’unica sede ticinese per ogni professione) con i conseguenti lunghi spostamenti di molti allievi ed in particolare quelli delle valli, già svantaggiati? BADASCI FABIO |