Interrogazione  
     
numero 25.07    
data

29 gennaio 2007

   
presentata da Riccardo Calastri
documenti correlati risposta del CdS    
       
       

Maggiore dignità in ambito europeo della nostra televisione 

Sono stati sufficienti pochi giorni affinché la decisione di Cablecom di escludere, al nord delle alpi, dalla propria offerta analogica Rai Uno rientrasse. Lo ha comunicato il Consigliere federale Leuenberger dopo un incontro con il vice Ministro italiano Danieli: il Dipartimento federale dei trasporti e delle comunicazioni (DATEC) imporrà il mantenimento in analogico delle prime reti pubbliche dei paesi confinanti, tra cui RAI Uno, senza costi aggiuntivi per gli abbonati. 

L’intervento deciso delle autorità italiane ha dunque scaturito una decisione che dà una risposta positiva alle numerose critiche che la comunicazione del 28 dicembre 2006 del principale provider elvetico di telecomunicazioni via cavo aveva sollevato. 

Questo fatto ripropone la problematica, già sollevata anche da altri atti parlamentari, dell’oscuramento della TSI in Lombardia. L’importanza di avere un veicolo come una televisione – del resto molto apprezzata – per traghettare il nostro Cantone in un bacino di diversi milioni di utenti non è da sottovalutare. La nostra televisione rappresenta un punto di riferimento per migliaia di telespettatori; unica voce italofona che porta in un altro paese il “mito elvetico: un mix di rigore, misura e culto delle tradizioni, delle lingue, delle differenze” (Varesenews). Neppure da sottovalutare è l’importanza economica che la televisione svizzera di lingua italiana rappresenta per la nostra regione sia dal punto di vista della promozione economica, come il turismo o la piazza finanziaria, ma anche per garantire la sopravvivenza della TSI alla luce di una utenza che senza la Lombardia si riduce in modo non indifferente. 

Alla luce di queste brevi considerazioni, distanziandoci dalla politica di Cablecom poco rispettosa dei propri utenti, tenendo conto che il motivo dell’oscuramento sembra essere tecnico, ma soprattutto alla luce del risultato che l’intervento dell’autorità italiana ha scaturito, non crede il CdS che sia giunto il momento di intervenire con maggiore incisività sia tramite i nostri rappresentanti a Berna sia presso le istituzioni della Regio Insubrica, per rivendicare che le trasmissioni della TSI siano accessibili all’utenza dell’intera zona insubrica?

RICCARDO CALASTRI

BERETTA-PICCOLI F. -

CANONICA G. - CELIO -

DOMINÈ - DUCRY - MAGGI -

MALANDRINI - QUADRI