Interrogazione 
 
numero 215.00    
data 30 novembre 2000    
presentata da Giuseppe Arigoni
documenti correlati risposta CdS    
 
       

Rimozione di rivestimenti per pavimenti contenenti amianto - Risposte insufficienti

E’ sorprendente come l’apparato dello Stato, ancora una volta, si difenda dando delle inutili risposte ad un’interrogazione di due parlamentari. E la cosa più grave è che presumibilmente la risposta è stata preparata dal medesimo funzionario che avrebbe dovuto controllare la situazione descritta nella precedente interrogazione riguardante la rimozione di rivestimenti per pavimenti contenenti amianto.

Sembra quasi che ci sia un regime che, non potendoti arrestare, se fai domande che mettono in discussione la gestione del governo, ti sommerge di documentazione inutile che però serve a dimostrare la finta disponibilità democratica a rispondere alle domande. Si riempiono tre o quattro pagine di nozioni prese, per esempio, dal bollettino della Commissione Federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro (libretto di 44 pagine) e si evita così di rispondere alle domande che riguardano la situazione in Ticino. Tutto questo si trasforma in mancanza totale di rispetto per il ruolo del Parlamento.

A noi non serviva una documentazione sulle ordinanze federali, già nell’interrogazione avevamo fatto riferimento a degli articoli di legge, quindi voleva dire, e lo avrebbe capito anche un bambino, che la documentazione era già in nostro possesso. Sapevamo che le direttive per l’eliminazione dei rivestimenti dei pavimenti contenenti amianto sono severissime e in difesa della salute dei cittadini. L’ordinanza stabilisce un principio importante: i lavori di eliminazione dei materiali contenenti amianto devono essere effettuati solo da ditte specializzate o imprenditori riconosciuti dall’autorità competente in quanto qualificati per eseguire tali lavori. Il datore di lavoro deve stabilire un piano d’intervento che, in particolare modo, preveda la protezione del dipendente e limiti l’emissione di polveri d’amianto nell’aria.

Quindi il CdS doveva solo rispondere con onestà a quanto veniva chiesto sulla situazione in Ticino.

Ritenendomi totalmente insoddisfatto e pensando che lo scopo delle interrogazioni non sia quello di sollevare problemi per perdere tempo, per divertimento o per ottenere solo delle giustificazioni, ma per trovare delle soluzioni, ripropongo le seguenti domande auspicando che questa volta l'atto parlamentare abbia il serio riscontro che si merita:

  • quando e come è stata informata la popolazione ticinese? Attraverso articoli sui giornali? Con informazione a tappeto a tutti gli inquilini che vivevano in appartamenti con pavimenti contenenti amianto?
     

  • come e quando sono state informate le aziende ticinesi? Si è dato loro l’obbligo di informare gli acquirenti della presenza d’amianto nei loro materiali?
     

  • come e quando sono state formate le aziende ticinesi? Come mai, pur avendo fatto la formazione, non ci sono ditte specializzate in Ticino? Come mai nessuno si è preoccupato di questa situazione?
     

  • ritiene tollerabile che un proprietario, che deve ristrutturare il suo appartamento o tutto uno stabile, sia costretto a rivolgersi ad una ditta della Svizzera interna, per esempio di Lucerna, con costi non indifferenti?
     

  • non pensa che sia molto probabile che le varie ristrutturazioni fatte negli anni passati non abbiano tenuto conto del problema dell’amianto?
     

  • se così fosse, non pensa di essere responsabile di questa situazione illegale che non rispetta la salute dei cittadini?

GIUSEPPE (BILL) ARIGONI