Interrogazione  
     
numero 166.07    
data

27 giugno 2007

   
presentata da Saverio Lurati e conf.
documenti correlati risposta del CdS    
       
       

Siamo di fronte ad una nuova forma di colonialismo?

Lo scorso 13 aprile (data ricezione CdS) con decisione unilaterale e senza informare il Municipio di Cadro, la città di Lugano ha inoltrato un’istanza atta ad avviare un processo di aggregazione tra i due comuni.

La città di Lugano interpretando alla lettera i disposti dell’art. 4 della legge sulle aggregazioni e separazioni dei Comuni - in modo del tutto opinabile o quantomeno inopportuno - ha potuto procedere all’avvio di una procedura che è stata in prima battuta rifiutata dal Municipio di Cadro e poi dalla cittadinanza stessa che con 577 firme (ancora aumentate) si è espressa chiaramente a sfavore.

Ciò nonostante il Consiglio di Stato e per esso il dipartimento ha promosso la votazione consultiva per il prossimo 30 settembre. Un’operazione ambigua oltre che dispendiosa e chiaramente irrispettosa della volontà del Municipio e della maggioranza della popolazione. Viene così di fatto impedito un legittimo diritto del Municipio di Cadro che in una sua risoluzione afferma di preferire, nell'interesse della popolazione, valutare altre alternative. È una votazione assurda considerando il fatto che l'oggetto rifiutato - che riguarda un tema delicatissimo come la cancellazione di un Comune perfettamente autonomo - non è stato trattato dal Comune di Cadro neppure secondo un iter minimo stabilito dalla Laggr. Su tali temi sarebbe stato sensato poter ricorrere ma la stessa Laggr. non ne da espressamente la possibilità e ciò a dispetto di una garanzia federale alla quale il cantone si dovrà adeguare entro il 31.12.2008 (art. 130 cpv 3 LTF).

Ma quel che più preoccupa è l’agire del Municipio di Lugano che, per interessi propri, con il proprio agire sta conducendo una politica neocolonialista di annessione dei territori che gli interessano, in barba alle sensibilità locali ed alle sacrosante autonomie comunali ed abusando di una legge che è nata con uno spirito ben diverso. Tutto ciò solo in funzione del raggiungimento di una contiguità territoriale che gli permetterebbe di aggregare in un primo tempo Villa Luganese e poi piano piano anche la Valcolla, "un pallino personale" del sindaco Giorgio Giudici.

Stante quanto sopra esposto chiedo pertanto al CdS se :

condivide la politica espansionistica di Lugano promossa anche nei confronti di quei comuni chiaramente avversi ad ogni forma di aggregazione con la città;

non ritiene arbitrario, o quanto meno scorretto, il modo di operare di Lugano, almeno in questa circostanza, nei confronti di un comune ampiamente autosufficiente;

non sia il caso di valutare una modifica dell’art. 4 in modo da evitare il ripetersi di situazioni di disagio causate dall’arroganza e dallo strapotere della città Cantone;

non sia il caso di procedere ad un adeguamento immediato della legge in modo da garantire il diritto di ricorso, annullando le procedure contestabili che sino a questo momento non hanno potuto essere giudicate nel merito e quindi non possono dirsi corrette;

non sia il caso di congelare le procedure che non soddisfano lo spirito che la legge, a questo punto non permette più di garantire.

SAVERIO LURATI
CAROBBIO - CAVALLI -
STOJANOVIC