Rapporto di minoranza sull' Iniziativa Popolare 
 
data 31 agosto 2006    
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della Commissione speciale Costituzione e diritti politici sull’iniziativa popolare costituzionale 18 aprile 2005 presentata nella forma elaborata denominata "Più potere al popolo con diritti popolari agevolati" 

Referendum e iniziative sono due pilastri della Democrazia svizzera. Nessuna Democrazia al mondo pone a livello così alto la volontà dei cittadini espressa attraverso gli istituti dell’iniziativa e del referendum.

L’esercizio di questa parte di democrazia diretta va reso praticabile, anche adeguando in modo ragionevole alle mutate e mutanti situazioni, il numero delle firme necessarie, così da evitare che iniziative e referendum finiscano ad appannaggio esclusivo di gruppi di potere o di forze particolarmente presenti sul territorio o, ancora, di gruppi che dispongono di grandi mezzi finanziari. 

L’INTRODUZIONE IN TICINO DEL VOTO PER CORRISPONDENZA GENERALIZZATO RENDE PIÙ DIFFICILE LA RACCOLTA DI FIRME

Entro tempi brevi la gran maggioranza delle cittadine e dei cittadini ticinesi voteranno, al momento eccetto che per le elezioni, facendo uso del voto per corrispondenza, rinunciando così di recarsi al seggio.

Orbene ciò modifica la radicata, positiva tradizione di raccogliere le firme per referendum ed iniziative proprio in prossimità del seggio elettorale. Mettersi in piazza o all’entrata di centri commerciali non è un’alternativa valida alla raccolta di firme in prossimità del seggio. È un modo da sempre usato, tuttavia solo in aggiunta alla raccolta di firme presso i seggi in occasione di elezioni e votazioni.

L’introduzione del voto per corrispondenza ha perciò complicato la raccolta delle firme per iniziative e referendum. 

EVITARE CHE INIZIATIVE E REFERENDUM DIVENTINO UNO STRUMENTO ISTITUZIONALE DI POSSIBILE UTILIZZO SOLO DA PARTE DI CHI DISPONE DI NOTEVOLI MEZZI FINANZIARI O DI PARTICOLARE STRUTTURE ORGANIZZATIVE

Per il normale cittadino apporre la propria firma a sostegno di referendum e di iniziative deve essere un atto spontaneo. Ogni forzatura altera lo spiriti autentico di questi due istituti.

Cosa succede sempre più spesso? Che chi possiede notevoli mezzi finanziari si rivolge a cittadine e cittadini con lettere personalizzate, chiedendo la firma ed allegando una busta-risposta già affrancata!

Pur legittima - "questa moda" - costituisce motivo di qualche riflessione.

Di fatti agevolare, entro certi limiti, l’accesso a referendum ed iniziative, riducendo il numero delle firme necessarie ed aumentando il tempo a disposizione per la raccolta, anche a seguito di nuovi fatti intervenuti, è atto dovuto nei riguardi della Democrazia popolare. 

IL TICINO SI SITUA AMPIAMENTE SOPRA LA MEDIA SVIZZERA PER QUANTO ATTIENE AL RAPPORTO PERCENTUALE FRA POPOLAZIONE E NUMERO DELLE FIRME RICHIESTE

In Ticino il rapporto fra votanti e firme richieste è:

·          del 3.5% per le iniziative legislative;

·          del 5% per le iniziative costituzionali;

·          del 3.5% per i referendum.

Solo quattro Cantoni (Giura, Friborgo, Neuchâtel e Ginevra) prevedono un rapporto percentuale più alto.

La media degli altri Cantoni si aggira attorno al 2% ed inoltre i tempi di raccolta sono più lunghi. In alcuni Cantoni il tempo è addirittura illimitato! 

UNICAMENTE ALLUNGARE I TEMPI DI RACCOLTA DELLE FIRME NON È UNA RISPOSTA ADEGUATA

Il rapporto di maggioranza della Commissione Costituzione e diritti politici risponde NO alla riduzione del numero delle firme, ma propone - quale controprogetto - di allungare i tempi di raccolta delle stesse. Questa idea potrebbe anche essere condivisa, ma non risponde al bisogno avvertito dall’iniziativa in oggetto. Di fatti il vero tema sta nel numero delle firme richieste. Comunque accettando l’iniziativa si sosterranno contemporaneamente la riduzione del numero di firme necessarie e l’allungamento dei tempi per la raccolta. 

TROPPE VOLTE A VOTARE, COSTI INUTILI?

Si vota troppo in Ticino? Non risulta dalle specifiche statistiche fornite dall’USTAT, infatti dal 2000 fino al giugno 2006, in Ticino siamo stati chiamati 23 volte alle urne per votazioni cantonali.

A titolo di paragone a Ginevra, Cantone con una percentuale firma/aventi diritto di voto assai simile alla nostra (3.4%, contro il 3.5% del Ticino), si è votato 44 volte come nel Canton Zurigo, dove la percentuale richiesta è del "solo"  0.4%, vale a dire quella più bassa…

La democrazia, quando è vera Democrazia, necessita dei suoi tempi e dei suoi bisogni. Guardando alle storie svizzera e ticinese dobbiamo concludere che l’esercizio dei diritti politici per il tramite di referendum ed iniziative, ha fatto un gran bene alla nostra realtà. 

REFERENDUM ED INIZIATIVE FANNO SENTIRE IL CITTADINO PARTECIPE ALLA VITA POLITICA, ECONOMICA, SOCIALE E CULTURALE

Ah, ma la Svizzera! Quante volte lo abbiamo sentito all’estero o da stranieri e ci siamo sentiti gratificati da apprezzamenti nei confronti dei nostri diritti politici. L’esercizio della democrazia diretta ci ha abituati al dialogo, alla tolleranza, all’accettazione di decisioni, anche se personalmente non erano condivise…

L’INIZIATIVA RAPPRESENTA UN CORRETTIVO OPPORTUNO A SITUAZIONI DI FATTO MODIFICATE

L’iniziativa "Più potere al popolo con diritti popolari agevolati" chiede: 

1.        Iniziativa costituzionale:     di ridurre il numero di firme necessarie da 10'000 a 5'500 e di aumentare da 60 a 180 i giorni concessi per la loro raccolta.

2.        Iniziativa legislativa:            di ridurre il numero di firme necessarie da 7'000 a 4'500
e di aumentare da 60 a 180 i giorni concessi per la loro raccolta.

3.        Referendum:                          di ridurre il numero di firme necessarie da 7'000 a 4'000
e di aumentare da 45 a 60 i giorni concessi per la loro
raccolta.
 

PERCHÉ UN RAPPORTO DI MINORANZA, OVVERO LE CONCLUSIONI

È chiaro che tra l’iniziativa in oggetto, il controprogetto del rapporto di maggioranza e la situazione attuale ci sono innumerevoli possibilità politiche e matematiche. Potremmo disquisire all’infinito sul numero delle firme necessarie e sui tempi di raccolta. Noi riteniamo che tra l’attuale situazione, il controprogetto e l’iniziativa, sia quest’ultima che proponga la migliore soluzione, non solo perché risponde a circostanze mutate nel tempo, ma anche perché porta ad una certa equità rispetto a quanto vige in materia a livello nazionale.

Richiamate le motivazioni sopra esposte, la minoranza della Commissione speciale Costituzione e diritti politici raccomanda a voi colleghe e colleghi di accogliere l’iniziativa popolare costituzionale 18 aprile 2005 denominata "Più diritti al popolo con diritti popolari agevolati", come al testo allegato. 

Per la minoranza Commissione speciale Costituzione e diritti politici:
Piergiorgio Fornera e Abbondio Adobati, relatori
Bergonzoli - Savoia - Torriani

 

Iniziativa popolare costituzionale elaborata "Più potere al popolo con diritti popolari agevolati" del 26 aprile 2005

Il Gran Consiglio
della Repubblica e Cantone Ticino

-    vista l’iniziativa popolare costituzionale elaborata 18 aprile 2005 "Più potere al popolo con diritti popolari agevolati";

-    richiamati gli artt. 82 e segg. della Costituzione cantonale e 129 e segg. della Legge
sull'esercizio dei diritti politici;

-    visto il rapporto di minoranza 31 agosto 2006 della Commissione speciale Costituzione e diritti politici, 

d e c r e t a : 

I.

La Costituzione cantonale del 14 dicembre 1997 è modificata come segue: 

Art. 37

1Quattromilacinquecento cittadini aventi diritto di voto possono, in ogni tempo, presentare al Gran Consiglio una domanda di iniziativa in materia legislativa

2Invariato

3La raccolta delle firme deve avvenire entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione nel Foglio ufficiale della domanda di iniziativa. 

Art. 42

Sottostanno al voto popolare se richiesto nei sessanta giorni dalla pubblicazione nel Foglio ufficiale da almeno quattromila cittadini aventi diritto di voto oppure da un quinto dei Comuni:

a)    le leggi e i decreti legislativi di carattere obbligatorio generale;

b)    gli atti che comportano una spesa unica superiore a fr. 1'000'000.- o una spesa annua superiore a fr. 250'000.- per almeno quattro anni;

c)    gli atti di adesione a una convenzione di diritto pubblico di carattere legislativo. 

Art. 85

1Invariato

2La revisione parziale della Costituzione può essere chiesta da almeno cinquemilacinquecento cittadini aventi diritto di voto, secondo la procedura stabilita dalla legge.

3Invariato

4La raccolta delle firme deve avvenire entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione nel Foglio ufficiale della domanda di iniziativa.

II.

È raccomandato al popolo di accogliere l'iniziativa.

III.

Le presenti modifiche costituzionali, se accolte in votazione popolare, sono pubblicate nel Bollettino ufficiale delle leggi e degli atti esecutivi. Il Consiglio di Stato ne fissa la data dell'entrata in vigore.