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Rapporto
sulla petizione |
relatori della
Commissione delle petizioni
Fiamma Pelossi e Marco Rizza |
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data
26 settembre |
dipartimento
Territorio |
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Della Commissione delle
petizioni e dei ricorsi sulle petizioni:
- 9 novembre 2004, presentata da 1677 cittadini della Capriasca "Per una
moratoria relativa alla costruzione di antenne di telefonia mobile GSM/UMTS"
- 23 dicembre 2004, presentata da 784 cittadini "No alla proliferazione di
antenne della telefonia mobile nel centro storico di Bellinzona"
- 4 maggio 2005, presentata da Senso giovane Ticino "Introduzione di una
moratoria sulla concessione delle licenze di costruzione d'impianti di telefonia
mobile"
La Commissione delle petizioni si deve esprimere su tre petizioni che si trovano allegate al presente rapporto relative alla problematica della telefonia mobile:
- una prima del 9 novembre 2004 denominata "Per una moratoria relativa alla costruzione di antenne per la telefonia mobile" che ha raccolto 1677 firme;
- una seconda del 23 dicembre 2004 denominata "No alla proliferazione di antenne per la telefonia mobile nel centro storico di Bellinzona" che ha raccolto 784 firme;
- e una terza del 29 aprile 2005 di Senso Giovane Ticino denominata "Saleggi & Antenna: No grazie!" che ha raccolto 641 firme. Quest’ultima ha la particolarità di essere già stata consegnata il 13 dicembre 2004 al Municipio di Locarno, il quale l’ha respinta, ed è poi stata ripresentata il 29 aprile 2005 a livello cantonale alle Commissioni della legislazione e delle petizioni e al Gran Consiglio.
Il presente rapporto intende dare una risposta unica che vale per le prime due petizioni e per la terza per gli aspetti che la collegano alle prime due.
· La petizione del 9 novembre denominata "Per una moratoria relativa alla costruzione di antenne di telefonia mobile GSM/UMTS" parte da Ponte Capriasca. 1677 cittadini si rivolgono alle autorità cantonali invocando il principio di precauzione in materia di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici.
Questa azione era partita in seguito alla domanda di costruzione inoltrata nel mese di maggio 2003 da Orange, che in coutenza con Sunrise e Swisscom era intenzionata a costruire un’antenna di telefonia mobile. Al Comune sono giunte 45 opposizioni, tutte respinte. Sono in seguito state raccolte tramite iniziativa popolare 383 firme: iniziativa dichiarata valida nel mese di agosto del 2003. Nonostante tutte queste manifestazioni di opposizione popolare, nel mese di ottobre del 2003 il Municipio rilascia la licenza di costruzione. Questa costruzione è prevista a circa 400 metri dalla scuola dell’infanzia frequentata da 70 bambini e a circa 600 metri dalle scuole elementari che contano 175 bambini.
Nel febbraio 2004 si costituisce il Comitato No all’antenna, che ha poi consegnato al Cantone la petizione oggetto del presente rapporto. Gli iniziativisti hanno fornito una sintesi della documentazione da loro raccolta in un fascicolo denominato "Le cattedrali del 3° millennio".
· La
seconda petizione, denominata "No alla posa e alla
proliferazione di antenne per la telefonia mobile nel centro storico di
Bellinzona" è nata in seguito alla posa di
alcune antenne della telefonia mobile sul tetto di un palazzo di fine Ottocento
sito nel centro storico di Bellinzona. I petenti ritengono pericolosa la scelta
della zona. Secondo loro "la pericolosità di questi impianti è confermata
dall’Organizzazione Mondiale della Salute ed è riconosciuta dalla Confederazione
con le raccomandazioni espresse dall’Ufficio Federale della Sanità Pubblica e
dall’Ufficio Federale dell’Ambiente, delle Foreste e del Paesaggio. Essi
raccomandano di evitare le esposizioni prolungate alle radiazioni non
strettamente necessarie. La zona scelta per la posa dell’impianto è densamente
popolata: scuola elementare Nord, quelle di Daro, l’asilo nido in via
Lavizzari e quello di Ravecchia. La scelta di collocamento appare del tutto
inappropriata e pericolosa”.
· La terza petizione, come succintamente menzionato nella premessa, se da un lato come le prime due giunge alla richiesta di una moratoria alla posa di antenne di telefonia mobile perché preoccupata dalle possibili conseguenze sulla salute dei cittadini, dall’altro chiede anche "una revisione della decisione del Municipio di Locarno, con la conseguente sospensione della licenza di costruzione" e una modifica legislativa che indica nei termini seguenti: "laddove almeno il 10% dei cittadini aventi diritto di voto di un Comune si oppone alla domanda di costruzione di un’antenna o di un impianto di telefonia mobile, il Municipio direttamente interessato è obbligato ad intavolare trattative con chi chiede il rilascio della licenza di costruzione, allo scopo di trovare una pacifica soluzione che soddisfi tutte le parti. In caso di non accordo di mettere la domanda di costruzione in votazione".
Come già affermato queste due richieste non sono di competenza della Commissione delle petizioni, che dunque si esprime unicamente sulla richiesta di moratoria sulla concessione delle licenze di costruzione di antenne di telefonia mobile che è richiesta comune tra le tre petizioni.
Audizione iniziativisti prime due petizioni
La Commissione delle
petizioni, in data 7 marzo 2005, ha avuto modo di ascoltare una
delegazione che rappresentava gli iniziativisti delle prime due petizioni.
Il prof. Ceschi spiega che l'idea di invitare il Gran
Consiglio a introdurre una moratoria
nasce da quattro esperienze: ne riportiamo alcuni spunti.
· "La prima è quella della saturazione del mercato della telefonia mobile.
·
La
seconda constatazione, che discende dalla prima, è che il mercato saturato
spinge all'innovazione. È stata introdotta sul mercato una nuova generazione
apparecchi, che passano dal sistema GSM a quello UMTS. Si tratta di una nuova
tecnologia basata su una nuova banda di frequenza. La sua introduzione comporta
un aumento della
presenza sul territorio di antenne, perché accanto
(alla nuova: n.d.r.) continua a funzionare
la generazione precedente e fino alla sua estinzione occorre sia garantito anche
un servizio GSM. Se si può, sulle vecchie antenne si collocano emettitori UMTS,
altrimenti bisogna aggiungere nuove antenne. Ad ogni salto tecnologico (è stato
spiegato dagli ingegneri Swisscom) si crea la necessità di questo doppio
binario. (inoltre con UMTS aumenterà anche il traffico notturno, in quanto
UMTS permette di scaricare o inviare dati e ciò può essere fatto anche in
assenza di interlocutori, dunque l’attività delle antenne aumenterà anche
durante le ore notturne: n.d.r.).
· Terza constatazione è la debolezza della normativa che regola questa materia, dietro alla quale, secondo gli iniziativisti, ci sono enormi interessi. La legislazione non è stata al passo rispetto agli enormi salti tecnologici compiuti.
·
Altra esperienza è l'impotenza ricorsuale. L'iter ricorsuale, dall'opposizione
contro una domanda di costruzione comunale, al ricorso al Consiglio di Stato, al
ricorso al Tram, all'eventuale ricorso al TF, è seminato di ostacoli. Tutte le
opposizioni vengono respinte con una facilità straordinaria
(e mediante una sorta di automatismo che
svuota di
efficacia gli strumenti di difesa offerti ai cittadini: n.d.r.)
e il percorso è estremamente oneroso.
Non vi è dubbio che
oggigiorno le radiazioni non ionizzanti (RNI) sono dappertutto:
radiotrasmettitori e telefonini, telefoni senza fili, emittenti radiofoniche e
televisive, linee elettriche, computer, forni a microonde, radar e
apparecchiature industriali e mediche. Nelle
radiazioni non ionizzanti, quelle che nella lingua di tutti i giorni vengono
chiamate "elettrosmog", sono comprese tutte le radiazioni che, contrariamente a
quelle ionizzanti e quindi radioattive, non hanno energia sufficiente per
modificare atomi o molecole. Il cosiddetto elettrosmog altro non è, in sostanza,
che un effetto collaterale indesiderato, prodotto dal funzionamento di impianti
o installazioni elettrotecniche, quali linee elettriche e trasformatori,
elettrodomestici e apparecchi d’ufficio. Negli impianti di trasmissione e nella
telefonia mobile le radiazioni detengono invece un ruolo di vettore delle
informazioni e sono pertanto "tecnicamente" inevitabili.
È tuttavia proprio la costruzione di antenne per la telefonia mobile in zone residenziali a suscitare timori e proteste nella popolazione. All’origine di queste reazioni vi sono sia preoccupazioni legate alla conservazione del paesaggio che ragioni d’ordine medico. Le antenne, infatti, non solo deturpano il paesaggio, ma risvegliano nella popolazione la paura che l’esplosione della comunicazione multimediale e il parallelo aumento delle radiazioni elettromagnetiche possano danneggiare gravemente la salute.
Per esistere, la telefonia mobile ha bisogno di antenne di trasmissione distribuite su tutto il territorio, che creino un collegamento con i cellulari attraverso le onde radio. Per natura tali antenne immettono nell’ambiente radiazioni ad alta frequenza.
Affrontare questo tema
non è comunque cosa facile, probabilmente a causa delle difficoltà a inquadrare
i fondamenti razionali di questo fenomeno ambientale. Infatti le radiazioni non
possono essere percepite dall’uomo né con l’udito, né con il tatto e nemmeno con
l’olfatto. Possiamo tutt’al più avvertirne gli effetti, ma per individuarne le
origini ci tocca ricorrere
alla fisica e alla medicina altamente complicata.
Nel mondo scientifico
regnano ancora forti incertezze sui possibili effetti delle radiazioni non
ionizzanti sulla salute. Che una forte esposizione causi effetti dannosi è
provato e assodato, mentre quando le emissioni sono deboli il quadro si fa meno
chiaro. Test di laboratorio hanno provato l’esistenza di effetti biologici, ma
gli scienziati non concordano tutti sulla loro nocività. Sono stati effettuati
anche raffronti statistici tra gruppi di popolazione
esposti in misura maggiore e gruppi esposti in misura minore. Ma queste ricerche
sono sfociate in risultati contraddittori: una parte di esse ha accertato un
incremento del rischio di patologie quali la leucemia o di disturbi quali
l’insonnia, un’altra non ha rilevato alcuna concomitanza in merito. Le nostre
conoscenze sono dunque come un mosaico di cui
possediamo solo qualche tassello e a cui manca però una spiegazione teorica
coerente.
Se già gli scienziati sono in disaccordo sul significato delle loro scoperte, immaginiamo quanto accesi possano essere gli scontri tra i gestori di impianti e i gruppi di persone critiche nei confronti della problematica. Per porre un limite alle emissioni, l’industria pretende che ne venga provata la nocività. Le organizzazioni ambientaliste, ma anche medici e semplici cittadini preoccupati, lottano invece affinché la popolazione non finisca per far da cavia ad un esperimento di notevole portata. E chiedono che l’introduzione di una nuova tecnologia sia subordinata alla prova della sua innocuità.
Oltre la metà degli
Svizzeri fa uso di telefoni cellulari; sono ben 6,5 milioni gli abbonamenti nel
nostro Paese suddivisi tra Swisscom (4,5 mio) e le due ditte concorrenti (un mio
a
testa) e il numero di nuovi utenti cresce inoltre di alcune migliaia al giorno.
La paura, molto diffusa, delle conseguenze
per la salute può forse essere ascrivibile al fatto che i nostri sensi non ci
permettono di percepire le radiazioni. Inoltre, vista la grande
incertezza sui possibili effetti delle radiazioni non ionizzanti, anche la
scienza è in difficoltà. Se, da un canto, le ripercussioni nocive delle
radiazioni forti sono accertate e riconosciute, (è infatti assodato che il
riscaldamento dei tessuti può risultare dannoso per la salute), dall’altro, si
sa poco sugli effetti delle radiazioni deboli.
Da un’accurata valutazione dei risultati cui sono giunti 170 studi scientifici risulta che si sa ancora troppo poco sui rischi per la salute dell’elettrosmog generato, per esempio, dalle antenne di telefonia mobile, dai cellulari o dalle stazioni radiotrasmittenti.
Al fine di colmare questa lacuna, nel 2003 l’UFAFP ha commissionato uno studio (risultati disponibili al sito www.elektrosmog-schweiz.ch) allo scopo di valutare i rischi per la salute comportati dalle radiazioni non ionizzanti ad alta frequenza in caso di esposizioni come quelle che si registrano attualmente nell’ambiente. Lo studio serve inoltre a stabilire se i limiti previsti dall’ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ORNI) garantiscono alla popolazione una protezione sufficiente. La ricerca bibliografica è stata condotta sulla base di 170 studi nazionali e internazionali sulle persone, suddivisi tra indagini sperimentali e indagini epidemiologiche. I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione su tutte le fonti di radiazioni ad alta frequenza, in particolare i cellulari, le stazioni base di telefonia mobile e le trasmittenti radiotelevisive. Al termine dello studio era disponibile una sola analisi pubblicata sulle ripercussioni per la salute delle stazioni base di telefonia mobile.
Il rapporto finale dell’UFAFP procede a una valutazione differenziata, che distingue tra effetti comprovati, probabili, possibili, improbabili e non valutabili. Una limitazione era tuttavia necessaria: secondo il mandato lo studio ha valutato solo i risultati di ricerche scientifiche.
I risultati (visibile anche dalla tabella allegata) hanno portato ai seguenti dati:
Effetti comprovati (i criteri adempiono quelli dell’ICNIRP e reggono un’argomentazione scientifica)
Finora è stato comprovato che le radiazioni
ad alta frequenza riscaldano il corpo e che,
oltre un certo limite, ciò è dannoso per la salute. Questo effetto riscaldante,
noto da tempo, costituisce la base per le raccomandazioni internazionali in
materia di limiti. Non sono stati rilevati nuovi effetti nocivi capaci di
soddisfare i criteri della prova scientifica.
Effetti probabili (esistono diversi indizi a sostegno dell’effetto)
Il rapporto considera probabili gli effetti
a breve termine dei telefoni cellulari, che possono influire sui flussi
cerebrali, accorciare i tempi di reazione e disturbare le fasi del sonno.
Attualmente non è tuttavia possibile dedurne un pericolo per la salute. Nelle
persone che usano molto il cellulare si può individuare un aumento di sintomi
non specifici, rilevanti per la salute, come mal di testa, dolori, malesseri,
stanchezza, vertigini e bruciori sulla pelle. Gli studi attuali non permettono
di stabilire se tali disturbi sono imputabili alla radiazione.
Effetti possibili (esistono solo singoli indizi a sostegno dell’effetto)
Alcuni studi hanno rilevato tassi di leucemia e linfomi più elevati nei pressi dei trasmettitori radio e televisivi. I risultati non sono tuttavia unanimi e denotano in parte lacune metodiche, sicché il rapporto classifica tali effetti come possibili piuttosto che probabili. Ciò vale anche per l’ipotesi che la telefonia mobile aumenti il rischio di tumori al cervello. In merito, l’OMS ha avviato a livello mondiale una ricerca globale con la quale si spera di giungere a conclusioni definitive. Esiste qualche evidenza plausibile per l’elettrosensibilità alle radiazioni ad alta frequenza e per i disturbi del sonno nei pressi delle stazioni trasmittenti.
Improbabile o non valutabile (non esistono indizi per l’effetto mentre ne esistono parecchi a sostegno della sua assenza)-(i dati non sono sufficienti per avvalorare una conclusione)
Si ritiene improbabile che la telefonia
mobile possa incidere sul tasso di mortalità come pure che le radiazioni ad alta
frequenza possano agevolare i tumori (ad eccezione di quelli citati). Per molte
altre ripercussioni sulla salute imputabili alle radiazioni ad alta frequenza,
la base scientifica non è sufficiente e non consente nemmeno dichiarazioni
provvisorie. Ciò vale segnatamente per le ripercussioni sul sistema ormonale,
immunitario e cardiocircolatorio, gli effetti sulla salute psichica, gli aborti,
i problemi genetici, i tumori al seno e
agli occhi. In questi casi ci sono tante evidenze a favore e altrettante contro
tali effetti.
Conclusioni
I dati scientifici a disposizione sono insufficienti per poter valutare il rischio per la salute occasionato alla popolazione dalle radiazioni non ionizzanti ad alta frequenza nell'intervallo delle dosi deboli. Ci sono solo pochi studi a lungo termine sull‘uomo nel suo ambiente naturale. Finora è stato pubblicato soltanto uno studio scientifico concernente le ripercussioni sulla salute di persone che abitano nelle vicinanze di stazioni di base di telefonia mobile; questo studio non soddisfa però i requisiti minimi richiesti agli esperimenti scientifici. Gli studi sperimentali attestano che ci sono degli effetti immediati delle radiazioni ad alta frequenza che non possono essere spiegati solo imputandoli al riscaldamento.
Secondo lo stato
attuale delle conoscenze si possono trarre le conclusioni provvisorie
seguenti:
· nell‘intervallo di dosi inferiori ai valori limite raccomandati dall'ICNIRP e quindi anche al di sotto dei valori limite di immissione dell'ORNI non si sono riscontrate nuove ripercussioni sicure sulla salute;
· in
relazione con l'esposizione ai telefoni cellulari alcuni effetti devono essere
considerati
probabili.
Si tratta in primo luogo però di effetti la cui rilevanza per la salute è
dubbia. Si verificano se il SAR10 locale è compreso tra i 20 mW/kg e i 2 W/kg, e
quindi al di sotto del valore limite raccomandato dall'ICNIRP di 2 W/kg. Una
valutazione
approssimativa indica che, per generare un SAR10 comparabile, le radiazioni
degli impianti di trasmissione stazionari dovrebbero avere un‘intensità compresa
tra il valore limite svizzero dell'impianto e il valore limite di immissione.
Ciò consente di trarre la conclusione generale che in presenza di radiazioni la
cui intensità è inferiore al valore limite svizzero dell‘impianto gli effetti
considerati probabili in relazione con l‘esposizione ai telefoni cellulari non
si manifestano;
· sia
in relazione con i telefoni cellulari sia con le emittenti radiofoniche esistono
effetti classificati solo come possibili. Si tratta sia di ripercussioni
gravi sulla salute sia di effetti che costituiscono una limitazione del
benessere fisico. Per le radiazioni prodotte dai telefoni cellulari la soglia di
esposizione è situata nello stesso intervallo summenzionato (SAR10 compreso tra
i 20 mW/kg e i 2 W/kg), per le radiazioni provenienti
dalle emittenti radiofoniche essa corrisponde a un'intensità di campo prossima
al valore limite svizzero dell'impianto;
· esiste una molteplicità di effetti osservati scientificamente, per i quali attualmente non si può valutare se sono causati o meno dalle radiazioni. Alcuni di questi effetti comprendono un gran potenziale di rischio per la salute, per altri la questione rimane insoluta.
Sulla base di queste indicazioni non si può valutare in modo conclusivo se i valori limite dell'ICNIRP e i valori limite di immissione dell'ORNI, da essi derivati, offrono una protezione sufficiente dai danni a lungo termine. Ciò vale anche per le esposizioni nell'intervallo dei valori limite dell'impianto dell'ORNI; in questo intervallo di dosi vi sono però anche indicazioni di possibili effetti rilevanti per la salute. Dal punto di vista scientifico sono perciò tuttora necessari sia un approccio orientato alla prevenzione nell'ambito delle radiazioni non ionizzanti sia un rafforzamento della ricerca.
Audizione SUPSI
La Commissione delle petizioni, in data 20 giugno, ha pure avuto modo di ascoltare l’esposizione dell’ing. Salvadè della SUPSI. Da questa audizione sono emersi dati e informazioni che riteniamo utile riprendere in questo rapporto. Dopo aver spiegato che la SUPSI lavora su mandato del Cantone, l’ing. Salvadè ha esposto la metodologia del lavoro, che "prevede la misurazione delle emissioni di un determinato impianto e la successiva valutazione di quali sarebbero le sue emissioni nel caso in cui lavorasse alla massima potenza di trasmissione". Egli ha pure indicato che la SUPSI esegue tra le 30 e le 40 misurazioni all’anno, a dipendenza delle richieste del Cantone. Di fronte alle diverse richieste dei commissari relative all’assommarsi dei diversi tipi di immissioni cui i cittadini sono esposti (dagli elettrodotti alle antenne di telefonia mobile, ai cellulari, cordless, radiosveglie e altri oggetti di uso possibile), l’ing. Salvadè si è così espresso:
"Un elettrodotto non crea un campo elettrico, ma un campo magnetico, perciò le sue immissioni non si possono sommare a quelle dovute agli impianti di telefonia mobile. Nemmeno le immissioni dovute ad apparecchi casalinghi come i cordless sono considerate. Viene effettuata comunque una misurazione a banda larga, comprendendo tutto quanto, ma a norma di legge non se ne può tenere conto; essa può venire comunicata al cittadino. L’ORNI indica precisamente che cosa deve essere sommato con che cosa e per ogni voce viene dato un limite preciso".
Alla conseguente domanda
se la SUPSI potrebbe, se il Cantone lo richiedesse, effettuare misurazioni
globali dell’elettrosmog nelle case, considerato che spesso i cittadini non sono
consapevoli del carico di immissioni a cui sono sottoposti, magari prodotte da
apparecchi da loro stessi acquistati, l’ing. Salvadè ha risposto: "Sì, a
scopo informativo, ma questi dati non potrebbero essere utilizzati. Un
telefonino a pochi centimetri dalla scatola cranica genera dei campi elettrici
di 10 fino a 50 volte più elevati di un’antenna lontana 30 metri: il campo
elettrico che si misura mediamente generato da un’antenna posta a una tale
distanza è di circa 1-1.5V/m; quello di un telefonino a qualche centimetro è di
50 V/m. La SUPSI cerca di diffondere queste informazioni attraverso i media e le
scuole, ma è d’accordo sul fatto che l’informazione dovrebbe essere condotta più
a tappeto.
Dal lato prettamente legale va detto che gli spazi di manovra
lasciati dalla legislazione
federale vigente sono pochi; infatti, sono tre le principali leggi implicate:
· la legge sulle telecomunicazioni (LTC), che regola la concessione;
· la legge sulla protezione dell'ambiente (LPAmb), da cui deriva l'ORNI (Ordinanza sulla protezione dalle radiazioni non ionizzanti - RS 814.710) con lo scopo di "proteggere l'uomo dalle radiazioni non ionizzanti dannose o moleste";
· la legge sulla pianificazione del territorio (LPT).
ORNI
Considerato che dallo stato attuale delle conoscenze scientifiche non si dimostra nessuna correlazione diretta causa-effetto tra esposizione prolungata ad immissioni RNI di bassa intensità e deterioramento del benessere generale o della salute stessa, l'ORNI ha introdotto sia dei Valori limite (VLI), identici a quelli in vigore a livello internazionale e riconosciuti dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), sia dei "Valori limite" preventivi che risultano essere, nel caso delle antenne della telefonia mobile, 10 volte inferiori ai normali Valori limite d'immissione prescritti dalla Commissione internazionale per la protezione dalle radiazioni non ionizzanti (ICNIRP).
· Valore limite della soglia di pericolo (VLI)
Il valore limite della soglia di pericolo è quello fissato al fine di proteggere l’uomo da danni alla salute scientificamente provati. Esso tiene conto dell’intero carico di radiazioni presente in un determinato luogo e deve essere rispettato ovunque sostino o soggiornino, anche per brevi periodi di tempo, delle persone. I valori limite di pericolo sono fissati a livello internazionale, ma in genere possono essere osservati senza alcun problema anche in Svizzera.
· Valore limite di precauzione (valore limite dell’impianto)
Il principio di precauzione, così come prefigurato nella legge sulla protezione dell’am-biente, esige che l’inquinamento da radiazioni venga ridotto al minimo, ovvero nella misura massima consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d’esercizio e dalle possibilità economiche. I valori limite dell’impianto sono nettamente inferiori ai valori limite di pericolo. Fissati in base alle disponibilità tecniche del momento, essi si applicano alle radiazioni generate da un solo impianto e devono essere rispettati nei luoghi in cui le persone si trattengono per periodi di tempo più lunghi (per esempio abitazioni, scuole, ospedali).
L’ORNI, in vigore dal febbraio 2000, è tra le normative più severe d’Europa. Essa non contiene solo prescrizioni relative ad impianti o installazioni che generano elettrosmog; prevede anche disposizioni in materia di pianificazione del territorio. Grazie a questo, in futuro sarà ad esempio possibile delimitare nuove zone edificabili solo là dove il valore limite dell’impianto è rispettato.
RORNI
Il Regolamento adottato dal Canton Ticino (RORNI - Regolamento di applicazione dell'ORNI) entrato in vigore il 3 luglio 2001 ha ulteriormente disciplinato e consolidato l'esiguo spazio di manovra non limitandosi ad una mera applicazione di raccomandazioni e normative bensì elaborando una vera e propria strategia di prevenzione e controllo.
Da notare che il RORNI è stato oggetto di ricorso davanti al Tribunale federale da parte degli operatori della telefonia mobile e che il 13 giugno 2002 l'Alta corte federale ha confermato integralmente il Regolamento, ad eccezione di un singolo articolo.
Questo regolamento unifica la materia dell'ORNI e della legge sulla pianificazione. Ciò è un unicum a livello svizzero. Vari comuni della Svizzera interna hanno infatti richiesto di avviare un coordinamento per migliorare la pianificazione dei siti, analogamente a quanto ha voluto il Ticino, e di rendere pubblici i piani. Queste richieste sono state più volte bocciate sia da tribunali cantonali sia dal Tribunale federale.
Si rileva infine che quanto disposto dal RORNI e applicato in Ticino risulta essere più rigoroso e restrittivo delle direttive emanate dall'UFAFP all'inizio del mese di luglio 2002.
ORNI e RORNI, che si basano sulla legge sulla protezione dell'ambiente del 7 ottobre 1983, definiscono in modo esaustivo le condizioni per il rilascio delle autorizzazioni per la posa di tali impianti, in particolare per quanto concerne gli aspetti di tutela della salute pubblica dalle emissioni da essi generate. Un esaustivo documento emanato dall’Ufficio Federale dell’ambiente, delle Foreste e del Paesaggio (UFAPF) definisce perfettamente tutte le raccomandazioni sull’esecuzione dell’ORNI in materia di Stazioni di base di telefonia mobile e WILL.
Da questo punto di vista, il Comune non ha quindi competenza per legiferare in materia attraverso specifiche disposizioni di Piano Regolatore. È infatti nell'ambito dell'istanza edilizia che dovrà essere verificato da parte dell'autorità competente il pieno rispetto delle citate prescrizioni.
Alla luce di quanto precede, si può affermare che le richieste di moratoria cantonale non appaiono attuabili per motivi giuridici in quanto lesive del principio della forza derogatoria del diritto federale (art. 49 cpv. 1 Cost.), che non autorizza i cantoni a legiferare nelle materie disciplinate esaustivamente dal diritto federale.
Audizione rappresentanti del Cantone
In data 4 aprile 2005, la Commissione delle petizioni ha avuto modo di ascoltare i rappresentanti del Cantone.
Il sig. Bernardi, Capo della Divisione dell'ambiente, spiega la situazione a livello cantonale e come viene gestita all'interno ed all'esterno delle zone edificabili. Riportiamo alcuni punti:
"Il Ticino, dove sono attivi 170-180'000 telefonini, è stato il primo Cantone ad emanare un regolamento d'applicazione dell'ORNI, nel 2001, nel quale sono state introdotte alcune norme cautelative. Due di esse sono state però cassate dal Tribunale federale".
"Oggi la costruzione
di antenne di telefonia mobile è soggetta alla procedura dell'art. 6 della Legge
edilizia cantonale. Quindi, è allestita la domanda di costruzione, pubblicata
all'
albo comunale e notificata ai proprietari confinanti. Il rispetto dei limiti è
verificato al momento della posa, tramite una misurazione di collaudo, e in
seguito vengono effettuati controlli a sorpresa. Oggi sul territorio cantonale
ci sono più di 300 stazioni. Fuori zona edificabile le concessionarie vengono
obbligate alla coutenza; in zona edificabile invece la coutenza non è
auspicabile, perché è meglio avere tanti impianti a potenza limitata piuttosto
che pochi impianti ad alta potenza. Anche l'altezza delle antenne, al di là
degli aspetti estetici, è influente: più l'antenna è bassa, più la popolazione è
soggetta ad immissioni".
Nel 1998, quando a seguito della modifica della Legge federale sulle telecomunicazioni è stato liberalizzato il mercato della telefonia mobile, sono state attribuite due concessioni a due nuovi operatori entrati sul mercato, Orange Communications e TDC Switzerland. Swisscom disponeva già di una minima rete funzionante. I tre operatori nel solo 1998 hanno presentato almeno 30 domande di costruzione. Molti municipi sono stati confrontati a queste richieste senza ben sapere che procedura adottare, perché non vi era ancora una regolamentazione chiara e definita, mancavano le prescrizioni ambientali, in certi casi addirittura le prescrizioni edilizie. È capitato che l'approvazione della costruzione di alcune antenne non abbia seguito le procedure corrette. A fronte di questa situazione, soprattutto vista la sensibilità della popolazione, il Cantone si è mosso velocemente, con innovazione e rigore. È stata definita una strategia in cinque punti:
1. definizione chiara delle procedure edilizie da seguire per ottenere l'autorizzazione a costruire questo tipo di impianti;
2. allestimento e aggiornamento del catasto degli impianti;
3. coordinamento dei siti (è un unicum in Svizzera). Si può considerare un successo, perché gli operatori sono stati costretti a fornire dati considerati un segreto dell'impresa, anche in relazione agli impianti futuri.
4. Controllo, che deve essere efficace ed efficiente. Gia nel marzo del 2000 (l'ORNI è entrata in vigore il 1° febbraio) è stato attribuito alla SUPSI il mandato di effettuare misurazioni per verificare la conformità alle norme di vari impianti.
5.
Informazione.
Effettivamente sarebbe auspicabile una maggiore informazione. Il
Dipartimento si è sempre impegnato, nel limite delle sue risorse, anche
mettendosi a disposizione dei municipi per consulenze, serate pubbliche o altro.
Questi punti sono
stati codificati nel regolamento di applicazione dell'ORNI
(RORNI),
approvato dal Consiglio di Stato in ottobre, solo otto mesi dopo l'entrata in
vigore dell'ordinanza federale.
Il Parlamento cantonale pur non essendosi mai espresso
direttamente con un voto sul
tema, ha dimostrato estrema sensibilità approfondendo più volte queste
problematiche. Dal 1998 ad oggi sono stati inoltrati ben 26 atti parlamentari
fra mozioni, interpellanze e interrogazioni (v. allegato). Segno questo di una
grande sensibilità al tema da parte di parecchi deputati che in modo differente
hanno chiesto chiarimenti e prese di posizione. Il Parlamento ha dibattuto la
questione in occasione della mozione del collega Regazzi del 22 aprile 2002
discussa dal Parlamento cantonale il 10 maggio 2004, che, come
le petizioni oggetto del presente rapporto, chiedeva una moratoria alla
costruzione di antenne per la telefonia mobile. Al dibattito non ha però fatto
seguito un voto, in quanto il mozionante al momento del voto ha ritirato l’atto
parlamentare. Il dibattito svoltosi in quell’occasione ha comunque ancora una
volta ribadito le preoccupazioni sul tema, confermate anche dalle molte
opposizioni riscontrate nei comuni.
Successivamente il Gran Consiglio ticinese si è nuovamente chinato sul tema l’8 novembre 2004, discutendo la mozione dei colleghi Quadri e Pantani che chiedevano il pagamento di 40 milioni di franchi d’imposte da parte dei fornitori di telefonia mobile: questa richiesta è stata respinta.
Attualmente è pendente la risposta alla mozione Pelossi/Orelli/Cavalli del 18 maggio 2004 denominata "Disincentivare l’uso dei telefonini", con la quale si chiede di promuovere una campagna informativa di sensibilizzazione sui possibili danni alla salute provocati da un’eccessiva e prolungata esposizione alle radiazioni emesse da antenne e telefonini.
Altre situazioni di opposizione nei Comuni
Con il presente rapporto
abbiamo menzionato le opposizioni di cittadini di Bellinzona,
Locarno e Capriasca che hanno poi portato alle petizioni cantonali.
Vale comunque la pena ricordare che la popolazione ha manifestato la propria preoccupazione con opposizioni alla posa di antenne di telefonia mobile anche a Minusio, Muralto, Gentilino e Chiasso.
Come già nel 1999, i dati scientifici a disposizione non permettono di valutare in modo soddisfacente i rischi per la salute delle piccole dosi di radiazioni non ionizzanti ad alta frequenza. All’epoca il Consiglio federale ha definito nell’ORNI due livelli di protezione: pertanto i limiti ICNIRP sono i valori limite di immissione per la protezione dai pericoli accertati. Nel contempo valori limite dell’impianto più severi dovrebbero proteggere la popolazione da eventuali ripercussioni a lungo termine. Con un valore limite per le stazioni trasmittenti dieci volte inferiore a quello delle direttive ICNIRP, le disposizioni svizzere sono le norme giuridicamente vincolanti più severe al mondo. In base alle conoscenze attuali è tuttora impossibile affermare con certezza se tali valori limite proteggono effettivamente la popolazione da possibili danni a lungo termine. Anche dal punto di vista scientifico, nell’interesse della popolazione, è pertanto necessario adottare un atteggiamento di prevenzione nella gestione dell’elettrosmog. Al fine di ampliare e approfondire le conoscenze, l’UFAFP opera a sostegno della ricerca, non da ultimo perché l'inquinamento da radiazioni non ionizzanti è un fenomeno destinato ad aumentare e a divenire sempre più multiforme, un’evoluzione che trova le sue ragioni nelle numerose nuove tecnologie già sviluppatesi e che si imporranno nei prossimi anni.
Il principio che deve valere in sede di sviluppo di nuove tecnologie è dunque la riduzione a un minimo delle emissioni di radiazioni.
La costituzione di un simile bagaglio di conoscenze richiede però del tempo. La migliore conoscenza di cui disponiamo non significa che il rischio sia zero, così come del resto un rischio zero non è mai esistito in tutta la storia dell’industrializzazione. Non potendo da un lato provare l’assoluta innocuità, e non avendo per il momento dati certi su quanto la telefonia mobile nuoccia alla salute, è bene che si presti attenzione sempre più a basilari consigli sulla prevenzione: l’informazione, la ricerca e alcune misure semplici, che consentono di ridurre le radiazioni, ad esempio:
· non lasciare accesi apparecchi in luoghi di soggiorno, in particolare nella camera da letto;
· utilizzare cellulari a bassa emissione di onde elettromagnetiche. Più basso sarà il valore di SAR minore sarà l’assorbimento di energia alla testa durante una conversazione telefonica: vale a dire 0,6 W/kg o meno (SAR è il valore che determina il tasso di assorbimento dell’energia che provoca il riscaldamento dei tessuti, testa in special modo). Il valore SAR di un telefonino deve figurare sulle sue istruzioni;
· tenere gli apparecchi senza filo distanti da letti, divani, scrivanie o stanze dei bambini;
· dove è data la possibilità usare il telefono fisso e non il cellulare;
· con il telefonino restare pochissimo tempo al telefono;
· se possibile non telefonare con una ricezione carente. Poiché quando la ricezione è debole, il telefonino necessita di una maggiore prestazione per poter garantire la comunicazione. Così le radiazioni aumentano. Sul display del telefonino è indicato se la ricezione è buona o pessima. Per esempio, la carrozzeria di un’automobile senza antenna all’esterno peggiora la comunicazione. Di conseguenza il telefonino deve aumentare la sua prestazione;
· telefonare unicamente utilizzando l’auricolare o il dispositivo "viva voce". Ciò permette di tenere lontano il telefono dalla testa;
· inviando SMS o trasmettendo MMS il telefonino è sufficientemente lontano dalla testa. Dunque scrivere è meglio che parlare!
Considerato che:
- non è possibile legalmente per il nostro Cantone decretare una moratoria;
- non sussistono attualmente certezze sul grado di nocività delle radiazioni non ionizzanti;
- malgrado le misure già intraprese da parte di Confederazione e Cantone, da più parti viene auspicata una maggior informazione al cittadino/consumatore/utente circa i possibili rischi delle diverse fonti irradianti di uso quotidiano;
- la Confederazione afferma che: "dal punto di vista scientifico rimane consigliabile cautelarsi nei confronti delle radiazioni elettromagnetiche" (comunicato stampa UFAFP 08.04.2005)
si invita il Gran Consiglio ticinese a respingere le petizioni esposte all’inizio di questo rapporto, ma nel contempo si invita il Governo:
1. viste le preoccupazioni ricorrenti emerse nella popolazione, a mantenere ed eventualmente accrescere la vigilanza;
2. a voler rendere pubblici e/o reperibili i dati rilevati dalle misurazioni;
3.
a voler provvedere ad
un’informazione capillare a tutta la popolazione dove vengano illustrate, da un
lato le principali fonti di radiazione, gli effetti
sulla salute e le basi legali, dall'altro gli strumenti necessari
per diminuire l'esposizione alle onde elettromagnetiche, quali:
a)
acquisti consapevoli nel
settore della telefonia mobile e di elettrodomestici di uso quotidiano che
emanano radiazion
b)
e suggerimenti per un loro uso
consapevole.
Per la Commissione delle petizioni e dei
ricorsi:
Fiamma Pelossi e Marco Rizza, relatori
Bagutti - Bergonzoli - Brivio - Butti -
Caimi - Calastri - Cavalli - Colombo -
De Rosa - Fornera - Giudici - Gobbi N. -
Orelli Vassere - Pellanda - Ravi
Allegato
1
La tabella seguente è tratta dal riassunto
in italiano di UMWELT-MATERIALIEN NR. 162, Nichtionisierende Strahlung.
Hochfrequente Strahlung und Gesundheit, BUWAL 2003.
Allegato 2
Atti parlamentari e petizioni riguardanti le antenne di telefonia mobile
Atti parlamentari
· Interpellanza 14.12.1998 Nova Virgilio
Posa antenne e parabole in parecchi punti nella regione del Luganese per migliorare l'ascolto della telefonia cellulare e le possibili conseguenti radiazioni elettromagnetiche non ionizzate (ReMinl) nelle zone "sensibili"
Trasformata in interrogazione 14.12.1998 no. 35.99
· Interrogazione 14.12.1998 no 35.99 (ex interpellanza) Nova Virgilio
Posa antenne e parabole in parecchi punti nella regione del Luganese per migliorare l'ascolto della telefonia cellulare e le possibili conseguenti radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti (ReMinl) nelle zone "sensibili"
Risposta Consiglio di Stato 01.06.1999 no. 2369
· Interpellanza 08.03.1999 Robbiani Fiorenzo
Antenne di telefonia mobile: effetti sulla salute, autorizzazioni di istallazione, controlli sul rispetto delle potenze
Trasformata in interrogazione 27.01.2000 no. 8.00
· Interrogazione 08.03.1999 no. 8.00 (ex interpellanza) Robbiani Fiorenzo
Antenne di telefonia mobile: effetti sulla salute, autorizzazioni di istallazione, controlli USL rispetto delle potenze
Risposta Consiglio di Stato 21.03.2000 no. 1060
· Interrogazione 22.03.1999 no. 28.99 Canonica Giorgio
Mappare e controllare le emittenti di radiazioni pericolose
Risposta Consiglio di Stato 10.07.2001 no. 3312
· Iniziativa generica 31.05.1999 Bertoli Manuele
Radiazioni ionizzanti emesse da antenne delle varie reti di telefonia mobile
Rapporto 31.05.2000 rel. Canonica Giorgio. Discussione Gran Consiglio 26.06.2000
· Mozione 31.05.1999 Nussbaumer Werner
Istallazione di antenne per la telefonia mobile
Stralciata (art. 107 LGC/CdS) 02.06.2003
· Interpellanza 31.05.1999 Nussbaumer Werner
Istallazione di antenne per la telefonia mobile
Risposta Consiglio di Stato 21.06.1999
· Interpellanza 21.06.1999 Nova Virgilio
Antenne per la telefonia mobile al cospetto di una sentenza del Tribunale federale
Trasformata in interrogazione 09.11.1999 no. 119.99
· Interrogazione 21.06.1999 no. 119.99 Nova Virgilio
Antenne per la telefonia mobile al cospetto di una sentenza del Tribunale federale - ex interpellanza
Risposta Consiglio di Stato 17.11.1999 no. 4882
· Interpellanza 13.12.1999 Nova Virgilio
Messa in funzione di antenne della telefonia cellulare in zone sensibili
Risposta Consiglio di Stato 29.02.2000
· Interpellanza 31.01.2000 Nova Virgilio
Telefonia mobile, decisioni municipali e cittadini ridotti a cavie
Trasformata in interrogazione 31.01.2000 no. 34.00
· Interrogazione 31.01.2000 no. 34.00 Nova Virgilio
Telefonia mobile, decisioni municipali e cittadini ridotti a cavie - ex interpellanza
Risposta Consiglio di Stato 21.03.2000 no. 1059
· Interpellanza 08.05.2000 Nova Virgilio
Troppe incoerenze a riguardo della telefonia mobile
Trasformata in interrogazione 08.05.2000 no. 112.00
· Interrogazione 08.05.2000 no. 112.00 Nova Virgilio
Troppe incoerenze a riguardo della telefonia mobile - ex interpellanza
Risposta Consiglio di Stato 04.07.2000 no. 2880
· Interrogazione 13.07.2000 no. 137.00 Arigoni Giuseppe
Effetti nocivi dei telefonini per portatori di pacemaker
Risposta Consiglio di Stato 16.01.2001 no. 144
· Interrogazione 08.12.2000 no. 225.00 Canonica Giorgio
Telefonia UMTS e radiazioni non ionizzanti
Risposta Consiglio di Stato 10.07.2001 no. 3311
· Mozione 22.04.2002 Regazzi Fabio
Per una moratoria nella costruzione di antenne di telefonia mobile
Ritirata 10.05.2004
· Interrogazione 05.07.2002 no. 126.02 Canonica Giorgio
Nuove antenne a rischio
Risposta Consiglio di Stato 05.11.2002 no. 5110
· Messaggio 24.09.2002 no. 5301
Rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione 22 aprile 2002 presentata da Fabio Regazzi "Per una moratoria nella costruzione di antenne di telefonia mobile"
Rapporto 28.04.2004 rel. Elio Genazzi. Discussione Gran Consiglio 10.05.2004
· Interpellanza 26.01.2004 Menghetti Venanzio
Una moratoria nella costruzione di antenne UMTS?
Evasa con risoluzione Consiglio di Stato 09.03.2004 n. 969
· Interrogazione 01.04.2004 no. 58.04 Quadri Lorenzo
Antenne di telefonia mobile, cavie, e possibilità di tassare
Risposta Consiglio di Stato 01.06.2004 no. 2231
· Mozione 19.04.2004 Quadri Lorenzo Pantani Rodolfo
Il Cantone richieda almeno 40 milioni di franchi d'imposte per le antenne di telefonia UMTS
· Messaggio 01.06.2004 no. 5533
Rapporto del Consiglio di Stato sulla mozione 19 aprile 2004 presentata da Lorenzo Quadri e Rodolfo Pantani "Il Cantone richieda almeno 40 milioni di franchi d’imposte per le antenne di telefonia UMTS"
Rapporto 08.10.2004 rel. Alessandro Torriani. Decisione Gran Consiglio 08.11.2004
· Mozione 01.06.2004 Pelossi Fiamma
Disincentivare l'uso dei telefonini
Ancora pendente
· Interrogazione 25.04.2005 no. 73.05 Pelossi Fiamma
Internet dalla presa elettrica: la situazione è sotto controllo?
Risposta Consiglio di Stato 12.07.2005 no. 3465
Petizioni
· 9 novembre 2004, 1677 firmatari
Per una moratoria relativa alla costruzione di antenne di telefonia mobile GSM/UMTS
· 23 dicembre 2004, 784 firmatari
No alla proliferazione di antenne della telefonia mobile nel centro storico di Bellinzona
· 4 maggio 2005, Senso giovane Ticino
Introduzione di una moratoria sulla concessione delle licenze di costruzione d'impianti di telefonia mobile
relatori: Fiamma Pelossi e Marco Rizza